CONSIGLI PER GLI ACQUISTI D'ESTATE : i romanzi storici (in italiano)da non perdere a luglio.

L'estate, oltre a farci venire voglia di mare o montagna, di sole e di relax, a noi amanti della lettura fa venire soprattutto voglia di chiudere con il solito tran tran e starcene per ore spaparazzate da qualche parte a leggere i nostri romanzi preferiti, possibilmente senza che nessuno e niente venga a disturbarci.

Anche se per molte di noi potersi dedicare solo a quello rimane un bel sogno, sono sicura che per tutte l'estate è comunque sinonimo di piacevoli e lunghe letture rosa. Per questo inauguro oggi una nuova rubrica di CONSIGLI PER GLI ACQUISTI tutta dedicata alle letture estive, visto che in questo periodo dell'anno l'offerta, direttamente proporzionale alla nostra aumentata voglia di belle letture, è più abbondate ed interessante del solito.

Vediamo allora cosa merita leggere fra le uscite di LUGLIO e iniziamo dai romanzi storici. Tante belle novità aspettano le patite merletti e crignoline ...

**Attenzione! Non tutti i siti di recensioni seguono lo stesso 'metro di misura'! Se non conosci bene il sistema di giudizio dei siti di recensioni citati, vai prima qui e leggi la breve guida.


ROMANZI STORICI

LA MOGLIE IDEALE (The Bride Finder - 1998) di Susan Carroll - Collana I Romanzi Mondadori (Mystère) n° 867 - luglio 2009 1° romanzo della serie St.Leger Legacy

Genere: storico/paranormale
Ambientazione:
Inghilterra, 1790

Nella rocciosa Cornovaglia sorge un castello di cui si raccontano storie che mettono i brividi. Tra quelle mura vive Anatole St Leger, artefice dei brividi. Il quale però è ormai deciso a sposarsi. Così manda a Londra il cugino Septimus a scegliergli la sposa adatta. La prescelta? Madeline Breton, una fanciulla intelligente e leale. Ma Anatole non ha idea di come comportarsi per conquistarla. E Madeline, dietro la maschera del castellano ed eremita, saprà vedere l’uomo del proprio cuore?
Ci credete che ho da anni questo libro e non l'ho ancora letto? Ecco una ragione in più per farlo, anche perchè The Bride Finder ha vinto il premio RITA 1999 come Miglior Romamzo Paranormale !
Giudizi al romanzo sul Web
Romance Times :
4 1/2G
Lettrici Amazon.com: 5
All About Romance : C


IL CORSARO DELLA SEDUZIONE (Master of Seduction - 2000) di Kinley MacGregor - Collana I Romanzi Mondadori n° 868 - luglio 2009 - 1° romanzo della serie Sea Wolves (I lupi di mare)

Genere: storico
Ambientazione:
In mare e Stati Uniti, 1780

Charleston, Carolina del Sud. Lorelei Dupree è promessa a Justin Wallingford, figlio di un celebre ammiraglio. Pur non essendone innamorata, Lorelei sente il dovere di rimanere al suo fianco nel difendere la città dagli assalti di Black Jack, pericoloso pirata, spregiudicato conquistatore di tesori e di donne. Ma quando viene da questi rapita, Lorelei scopre che Jack non è affatto il filibustiere che sembra, bensì l’uomo che ha sempre sognato d’incontrare.
NOTA: Kinley MacGregor è uno psedonimo sotto cui si nasconde la famosa scrittrice di romance paranormale Sherrilyn Kenyon

Giudizi al romanzo sul Web
Romance Times :
4
Lettrici Amazon.com: 4
Lettrici Barnes&Noble : 4 1/2


NON SONO UNA PRINCIPESSA ! (She's No Princess - 2006) di Laura Lee Ghrke - Collana I Romanzi Mondadori n° 869 - luglio 2009 - 4° romanzo della. serie Guilty. I precedenti romanzi della serie sono stati tutti pubblicati dalla Mondadori nella stessa collana e uno (Talamo Proibito) nella collana Passione.

Genere: storico (Vittoriano)
Ambientazione:
Inghilterra, 1834

Figlia illegittima di un paludato principe e di una chiacchierata cortigiana, Lucia è una fanciulla scapestrata, sempre al centro di scandali e fughe. E ora suo padre è deciso a farla convolare a giuste nozze, per cui incarica sir Ian Moore, diplomatico integerrimo e coscienzioso, di trovarle il marito adatto. Ma tra i due basta un solo sguardo per far scoccare la scintilla dell’amore. Riuscirà Ian a domare il cuore ribelle di Lucia?
Mio Giudizio: 5* Bellissimo! Mio preferito. Leggi qui la mia recensione.
Giudizi al romanzo sul Web
Romance Times :
4
All About Romance: B-
Lettrici Barnes&Noble : 5


QUALCOSA DI PROIBITO (Something Sinful - 2006) di Suzanne Enoch - Collana I Romanzi Mondadori n° 870 - luglio 2009 3° romanzo della serie Sin/Griffin Family. I precedenti romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella stessa collana

Genere: storico (Regency)
Ambientazione:
Inghilterra, 1800

Lady Sarala è davvero una visione. Una bellezza esotica in una lussuosa sala da ballo londinese. E lord Griffin, nobile spregiudicato, certo non sa resistere alla tentazione di corteggiarla, convinto che nemmeno quella splendida fanciulla potrà respingere il suo fascino. Ciò che Griffin non ha messo in conto è che Sarala, cresciuta nelle colonie indiane, è non solo indipendente e determinata ma anche dotata di lingua tagliente come la spada. Una schermaglia che ben presto si tinge di incontenibile desiderio...
Giudizi al romanzo sul Web
Romance Times :
4 1/2
All About Romance: B
Romance Reader at Heart : 5


BACIO PROIBITO (If His Kiss is Wicked - 2007) di Jo Goodman - Collana I Romanzi Mondadori Passione n° 25 - luglio 2009 4° romanzo della serie Grantham. Il 2° e il 3° della serie sono stati tutti pubblicati ripettivamente nella stessa collana e nellacollana I Romanzi.

Genere: storico (Regency)
Ambientazione:
Inghilterra, 1815

Emmalyn Hathaway, povera e senza dote, ha dalla sua solamente uno zio generoso e una cugina ribelle. Eppure, dall’ombra, qualcuno continua a tramare contro di lei: minacce, tentativi di rapimento, addirittura un attentato alla sua vita. Emmalyn non ha scelta, deve chiedere protezione. A farsi avanti è Restell Gardner, avventuriero temerario che non esita a ergersi a sua difesa. A condizione di scendere a patti con i sentimenti e i desideri che Emmalyn scatena in lui fin dal primo sguardo.
Mio Giudizio: 4 - Interessante
Giudizio Vivienne: 4 - Leggi qui
la sua recensione.

Giudizi al romanzo sul Web
Romance Times :
4 1/2
All About Romance: A (D.I.K)
Dear Author : A-


IL TALISMANO DELLA DEA ( 2009) di Mariangela Camocardi - Collana Grandi Romanzi Storici Special Harlequin/Mondadori n° 115 - luglio 2009

Genere: storico/Timetravel (viaggio nel tempo)
Ambientazione:
Italia, Milano 1668 /Lago Maggiore 1893

Joaquin de Fuentes regala a Cora Lovati, la fanciulla di cui è innamorato, un potente amuleto ricevuto in dono da una donna condannata al rogo per stregoneria. Joaquin sa che Cora non potrà mai essere sua perché è già sposata con un altro, e la felicità gli appare irraggiungibile. Ma quando la passione diventa incontrollabile, i due giovani decidono di salpare insieme per il Nuovo Mondo, perché solo la fuga consentirebbe loro di rendere possibile l'impossibile...

Duecento anni dopo Drake, discendente di Joaquin, si presenta alla porta di Berenice, pronipote di Cora, deciso a farsi restituire il leggendario anello. Tra i due volano scintille fin dal primo momento, tuttavia il destino congiura per farli finire l'uno nelle braccia dell'altro, e in un susseguirsi di colpi di scena, strani eventi coinvolgono Drake e Berenice, ponendoli di fronte a uno sconvolgente mistero e a rivelazioni che sembrano trascendere la realtà

Leggi qui la presentazione del romanzo sul nostro blog da parte dell'autrice, con un capitolo del libro scelto da lei in esclusiva per LMBR .

CANTO D'AMORE (Templar Knight,Forbidden Bride - 2008) di Lynna Banning - Collana Grandi Romanzi Storici Harlequin/Mondadori n° 688 - luglio 2009

Genere: storico (Medievale)
Ambientazione:
Spagna, Francia 1167

Inviato a Granada per portare pace tra Saraceni e Cristiani, il templare Reynaud si appresta a incontrare un informatore sconosciuto che lo guiderà nella sua missione segreta. Grande è la sua sorpresa nell'udire il messaggio in codice dalla voce melodiosa di Leonor, una donna bellissima e risoluta che si cimenta nel canto come un qualsiasi trovatore, una donna così desiderabile da mettere a dura prova i voti di castità del cavaliere. Ma Reynaud, ligio al servizio di Dio, non può cedere a quella che crede lussuria, finché un pericolo mortale non gli fa capire che si tratta di vero amore.

Giudizi al romanzo sul Web
Lettrici Amazon.com :
5
Romantic Times: 3
Book Illuminations : 4 1/2

L'EREDE PERDUTO (The Bridal Quest - 2008) di Candace Camp - Collana Grandi Romanzi Storici Harlequin/Mondadori n° 689 - luglio 2009 2° romanzo della serie Matchmakers (combina matrimoni). Il 1° (Matrimonio all'inglese,nr.685) è già stato pubblicato in questa collana.

Genere: storico (Regency)
Ambientazione:
Inghilterra,1816

Lady Irene Wyngate non ha alcuna intenzione di sposarsi e allontana ogni possibile corteggiatore con i suoi modi bruschi e la lingua tagliente. Solo Gideon, entrato da poco in possesso del titolo di Conte di Radbourne, non si lascia scoraggiare da quell'atteggiamento scostante. Tuttavia, essendo cresciuto nei bassifondi di Londra, non appare certo il marito ideale, e lei lo respinge sdegnata. Solo quando altre fanciulle si fanno avanti, dimostrandosi interessate al matrimonio con il novello conte, Irene comincia a dubitare della propria decisione. Ma oscuri segreti di famiglia minacciano di compromettere la loro speranza d'amore.

Giudizi al romanzo sul Web
Lettrici Amazon.com :
4
Romantic Times: 3
A Romance review : 4 1/2

IL SOLE DI MEZZANOTTE (Viking Warrior,Unwilling Wife - 2008) di Michelle Styles- Collana Grandi Romanzi Storici Harlequin/Mondadori n° 690 - luglio 2009

Genere: storico (Medioevo)
Ambientazione:
Viken, 794

Dall'alto della sua fortezza, Sela assiste impotente allo sbarco dei guerrieri vichinghi giunti a spodestare suo padre, troppo malato per opporsi. Ma non sono tanto il rullo assordante dei tamburi di guerra e il bagliore sinistro delle spade che preannunciano violenza e distruzione a turbarla nel profondo del cuore, quanto piuttosto la sua reazione di fronte al volto fiero e ai muscoli possenti di Vikar Hrutson, il condottiero degli invasori nonché suo ex marito. Benché siano trascorsi ormai quattro anni da quando lui se ne è andato senza darle alcuna spiegazione, Sela si rende conto che i suoi sentimenti non sono mutati. Ma a dividerli, ora, è un segreto troppo a lungo celato.

Giudizi al romanzo sul Web
Dear Author:
B
Romantic Times: 4
Coffe Time Romance : 4

LA TERRA DEI SOGNI (Mckettrick's Choice - 2005) di Linda Lael Miller - Collana Grandi Romanzi Storici Harlequin/Mondadori n° 691 - luglio 2009 4° romanzo della serie McKettrick e il primo pubblicato in questa collana.

Genere: storico (Western)
Ambientazione:
Stati Uniti,1888

Quando Lorelei Fellows scopre di essere stata tradita dal futuro marito, giura a se stessa che non si sposerà mai. In fondo, tutto ciò che ha sempre desiderato è occuparsi da sola del ranch ereditato dalla madre. Coglie quindi al volo l'occasione di acquistare dei capi di bestiame, aggregandosi alla spedizione organizzata da Holt McKettrick, diretto in Messico per lo stesso motivo. Mentre attraversano i territori ostili del Texas, tra Holt e Lorelei si sviluppa un sentimento di rispetto e ammirazione. Nessuno dei due, tuttavia, sembra disposto ad ammettere la reciproca attrazione, anche perché il cammino è lungo e irto di pericoli, e per loro potrebbe non esserci futuro. A poco a poco, però, dallo scontro di caratteri dei due protagonisti scaturiscono scintille che finiscono per incendiare la prateria dei loro cuori con il fuoco della passione.

Giudizi al romanzo sul Web
Lettrici Amazon.com :
4 1/2
Romantic Times: 4 1/2
Once Upon a Romance: 4


Quale/i romanzo/i avete deciso di leggere sotto l'ombrellone? Avete già letto uno di questi ? Cosa ne pensate? Lasciate i vostri commenti saranno utili a tutte!

AND THE BOOK GOES TO.... ???



RAGAZZE, aggiudicare questo premio ( il nuovo romanzo di Mariangela Camocardi ) doveva essere come dicono gli americani 'a piece of cake' ( noi diremmo 'un gioco da ragazzi') , invece alla fine si è rivelato un po' più complesso del previsto perchè il commento abbinato al primo numero utile estratto stasera (14/7) sulla ruota di Milano, il '7' (il primo in realtà è il '74' ma non sono arrivati così tanti commenti durante la scorsa settimana!) sarebbe abbinato al commento di Silvietta, la quale però, avendo già comprato il romanzo (ricordo che è lei l'autrice del bel video del Talismano della Dea , lo potete rivedere qui ), ha scritto che lo cedeva volentieri a qualche altra lettrice. Ma chi?

Allora vediamo i numeri estratti stasera sulla Ruota di Milano:

MILANO 74 – 7 – 86 – 83 – 23

Altro numero utile potrebbe essere il 23 (ultimo numero estratto oggi)...se non fosse che la scorsa settimana, forse a causa del fatto che nel weekend siamo tutte meno al computer e più all'aperto o al mare, sfortuna delle sfortune i commenti delle lettrici (escluso i miei e delle altre coblogger) su un totale di tre nuovi post sono stati 20 !

La prossima volta, per evitare la debacle del fine settimana, che è abbastanza normale essendo estate, se metteremo un romanzo in palio in questo periodo daremo senz'altro più tempo per concorrere, così faremo felici anche le ritardatarie!

Per questa volta, però, per rispetto alla regola iniziale che voleva fossero tenuti presenti solo i commenti lasciati nel tempo fissato, passo alla fase due e cioè quella che vuole la somma di decine ed unità del primo numero estratto ...perciò da 74 ...7 + 4 = 11 !!!

....AND THE BOOK GOES TO....

l'undicesimo commento è stato quello di DEBORA , lasciato alle 18.17 del 9/7

DEBORA, COMPLIMENTI, HAI VINTO,
IL TALISMANO DELLA DEA E' TUO!!!


emoticon
DEBORA, mettiti SUBITO in contatto con me, scrivendomi i tuoi dati a irosadifrancy@gmail.com, così posso inviarti il romanzo che ti sei aggiudicata.
Ringrazio tutte le amiche del blog che hanno partecipato con piacere a questo nostro primo 'book giveaway' (senz'altro altri ne seguiranno) e soprattutto ringrazio Mariangela Camocardi per il suo gentilissimo omaggio, che, sono sicura, farà molto felice la vincitrice !


DEMON'S KISS (The Darkest Kiss) di Gena Showalter


Titolo originale:The Darkest Kiss
Genere: Paranormale
Ambientazione:Budapest /Grecia, giorni nostri Pubblicazione originale: ed. HQN Books, giugno 2008, pagg.375
Pubblicato in Italia: ed. Harlequin/Mondadori, collana BlueNocturne, nr.4 , giugno 2009
Parte di una serie: 2° serie Lords of the Underworlds
Livello sensualità: MEDIO

Giudizio :

In una remota fortezza di Budapest, sei seducenti guerrieri immortali sono legati da un'antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere... Un guerriero possente e signore della Morte...

Una temibile dea, portatrice di caos e disordine...

Ma nessuno dei due è padrone del proprio destino...

Anya, dea dell'anarchia, decide di mettere in campo tutte le proprie arti per sedurre Lucien, il guerriero che accompagna le anime dei defunti nell'oltretomba, e benché lui cerchi disperatamente di resisterle alla fine lo conquista. I due non sospettano nemmeno lontanamente di essere solo delle pedine nelle mani di Crono, che cerca con ogni mezzo di metterli l'uno contro l'altra. Riusciranno a sconfiggere le forze invincibili che li controllano e a liberarsi dalle rispettive condanne evitando il crudele sacrificio d'amore che il perfido titano vorrebbe imporre loro?

I PROTAGONISTI

LUCIEN è conosciuto come l’Oscuro. Malach ha-Maet. Azreal. Il Principe delle Ombre. Mairya. Il Re dei Morti. E’ tutto questo e molto di più, é un Signore degli Inferi. E’ uno dei guerrieri che hanno sottratto per orgoglio ferito, il vaso affidato a Pandora: dimOuniak, formato con le ossa della defunta dea dell’Oppressione contenente demoni così malvagi e devastanti da non poter restare neanche negli Inferi, facendone uscire tutti i demoni prigionieri. E’ stato proprio lui ad aprire il vaso e per punizione a lui è toccato il demone della Morte. Ora è sua responsabilità raccogliere le anime e scortarle fino alla loro destinazione finale.

ANYA è la dea dell’Anarchia, figlia di Sregolatezza e portatrice di caos. Quando viveva ancora nell’Olimpo, le dee non la tolleravano perché erano convinte che fosse uguale a quella sgualdrina della madre e che mirasse ai loro mariti. Per la stessa ragione gli dei non l’avevano mai rispettata. La desideravano però. Come la desiderava il Capitano delle Guardie, Aias, che aveva cercato di violentarla ricevendone in cambio la morte. Per questo motivo fu imprigionata per circa cento anni, fino a quando gli dei trovarono la giusta punizione per lei, ma prima che questi potessero eseguire la condanna, Anya è fuggita.

Dopo la sua fuga, il guardiano del Tartaro (la prigione degli dei) si ammalò misteriosamente e cominciò a indebolirsi e a perdere la memoria. Con lui si indebolirono anche le mura della prigione e i Titani imprigionati fuggirono. Tra i prigionieri c’era anche Crono che una volta libero ha subito usurpato il trono degli antichi dei greci ed è diventato il nuovo Signore dei Titani, stabilendo nuove regole e punizioni. Crono è continuamente all’inseguimento di Anya a cui vuole sottrarre il suo più grande tesoro. Anya si è rifiutata di concederglielo e lui ha cercato di spaventarla con la minaccia di farla perseguitare dai Signori degli Inferi. Anya però invece di spaventarsi dal racconto, si è eccitata ed è voluta andare a conoscere personalmente i guerrieri.

Non appena ha visto Lucien, questo è diventato un’ossessione per lei. Le sue cicatrici, i suoi modi gentili, la sua calma, e il suo profumo floreale la riempiono di pensieri decadenti e maliziosi. Da quando lo ha visto la prima volta, qualche settimana prima, lo ha seguito nei suoi spostamenti, senza farsi vedere. Fino a quella sera.

LA STORIA

Anya ha preparato con cura il loro primo incontro, è andata nella pista da ballo dove si sono riuniti i guerrieri per dare il loro addio a Budapest, e si è vestita con una mise decisamente provocante, top e minigonna talmente corta da lasciar vedere il perizoma. Si è aperta un varco tra la folla fino a raggiungere l’oggetto del suo desiderio. Fa in modo di attirare la sua attenzione, cerca di controllarlo con la mente, ma con gli immortali il suo potere non funziona, lo provoca e alla fine, circondata da tutti i guerrieri che la credono un’Esca, riesce a baciarlo. E Lucien, che ha cercato di non farsi coinvolgere dai tentativi di seduzione di quella sconosciuta che potrebbe essere un’Esca mandata dai Cacciatori, alla fine cede e la bacia a sua volta. Perché anche lui la desidera e sa chi è. Pur non avendola mai vista, ha sentito il suo odore di ‘crema e fragole’ che lo seguiva nei giorni precedenti. Ma non riesce a capire perché lei ha scelto di baciare proprio un uomo brutto come lui, con tutte quelle cicatrici. Non capisce cosa vuole da lui quella donna che lo chiama ‘Fiore’, dato l’odore floreale di rosa e menta che emana Morte. Ma prima che lei possa rispondergli,all’improvviso un vento gelido e sibilante congela i guerrieri intorno a loro e Anya, capendo che Crono l’ha trovata e sta arrivando, fugge teletrasportandosi. Lucien rimane solo e cosciente. Ed è a lui che Crono si rivolge facendogli una richiesta impossibile: deve uccidere Anya. Se disubbidirà, lui e tutti coloro che ama, soffriranno.

Lucien si mette così alla ricerca di Anya. Anche lui ha il potere di teletrasportarsi, ma in più riesce a seguire le scie luminose e colorate di energia che lascia Anya durante gli spostamenti, consentendogli di individuarla e raggiungerla ovunque lei vada, in America, Antartide, Hawaii…..Inizia così il rincorrersi, cercarsi, attrarsi e desiderarsi tra i due protagonisti. Anya ha il classico temperamento da peperina, lo stuzzica, lo provoca, lo chiama ironicamente fiore, dolcetto…non gli rende certamente le cose facili, sfuggendogli e attaccandolo a sorpresa. Anya non ha alcuna voglia di morire, non dopo essere sfuggita alla crudele condanna e punizione che volevano infliggerle gli dei quando era in prigione, tantomeno dopo essere sfuggita anche alla terribile maledizione lanciatale da Themis, dea della giustizia. Maledizione di cui Anya comprende a fondo il significato solo adesso, dopo aver conosciuto Lucien.

Lucien non riesce ad ucciderla subito, rimanda, con la scusa di concederle qualche giorno per salutare i suoi cari. Ma Anya declina l’invito e lo incoraggia a chiudere lì la partita. Lottano, si feriscono e poi… si baciano, di nuovo. Sono così eccitati che non riescono a pensare a cosa devono fare e Lucien preferisce rimandare l’uccisione ad un altro incontro. Si accorge inoltre, con sorpresa, che anche Morte la trova bellissima e la desidera. Lucien è confuso, deve ucciderla ma non ci riesce. Come farà a salvare i suoi amici dalla punizione crudele di Crono?

Già Aeron è stato condannato a subire il demone dell’Ira che porta dentro di sé. Quando si era rifiutato di uccidere Danika e la sua famiglia, i Titani lo avevano punito facendogli perdere il controllo del demone che ospita, ed ora erano stati costretti a rinchiuderlo nelle prigioni del castello di Budapest dove sta impazzendo dalla rabbia e dalla voglia di uccidere.La sua sete di sangue si è fatta così forte che ha iniziato a mordersi da solo…. Ma Lucien non riesce a decidersi ad uccidere Anya. Il solo pensiero lo tormenta.

Nel frattempo, tutti i guerrieri sono impegnati nella ricerca del vaso di Pandora. Lucien ed alcuni guerrieri si sono trasferiti in Grecia, altri a Roma. Luoghi dove si stanno innalzando dal mare due Templi. In questi Templi i guerrieri sperano di trovare il vaso dimOuniak. Anche i Cacciatori, loro mortali nemici, cercano il vaso e sembrano essere sempre un passo avanti a loro. Quando i Cacciatori vengono individuati al Tempio di tutti gli dei (in Grecia), Anya che è andata là alla ricerca di Lucien, aiuta i guerrieri a sconfiggere i Cacciatori. Non dopo aver volutamente e ulteriormente provocato Lucien.

I Cacciatori tengono prigionieri degli studiosi di mitologia perché volgliono accedere alle loro informazioni sui manufatti. Manufatti divini, preziosi, potenti. Ciascun manufatto si dice condurrà il proprietario fino al Vaso di Pandora e lo aiuterà a recuperarlo. Secondo le antiche tradizioni, esistono quattro manufatti. L’occhio del Tutto Vede (che serve a guardare nel mondo soprannaturale illuminando la retta via), il Mantello dell’Invisibilità (difende chi lo indossa da occhi curiosi), la Gabbia della Costrizione ( rende schiavo chiunque vi entri) e la Verga Affilata (riesce a dividere gli oceani, anche se questa è ancora oggetto di discussioni). Secondo la leggenda è necessario possederli tutti e quattro per trovare il Vaso, ma nessuno sa il perché o dove si trovino.Della loro guardia e sorveglianza è stata incaricata Idra, un mostro avente corpo di serpente e due teste. Idra , in origine, si divise in quattro esseri che si separarono, ognuno con l’incarico di nascondere un manufatto. Nemmeno gli dei sanno dove sono. Lucien,però, tramite un sacrificio riesce ad avere una visione ed a vedere quattro simboli che indicano 4 continenti: Sud Africa, Artide, Stati Uniti ed Egitto. Sono quelli i luoghi dove si trovano i manufatti?

Anya e Lucien uniranno le loro forze per cercare i manufatti e trovare il Vaso di Pandora. Ce la faranno? Lucien sarà costretto,alla fine, ad uccidere Anya? Potrà Anya liberarsi della maledizione che la perseguita? Riuscirà a liberarsi di Crono? O Crono si impossesserà della Chiave Universale?

Tanto ci sarebbe ancora da dire sulla storia, sui protagonisti, sui guerrieri, ma non posso svelare tutto altrimenti rischierei di togliere il piacere di leggere il libro e scoprire i suoi molti misteri. Una cosa però posso dirla, questo libro appartiene a una serie (il 2°) ed è bene leggerlo rispettando l'ordine d'uscita, per riuscire a comprendere meglio l'intricata rete di storie e personaggi. Sono molti, infatti, nel romanzo, i riferimenti ai tanti guerrieri presenti nella storia. In particolare in questo libro ritroviamo Aeron, preda della sua Ira, che cercherà in tutti i modi di fuggire dalla prigione in cui è rinchiuso. La sua vita è strettamente legata a quella di Reyes–Dolore e dell’umana Danika, e c’è un altro pezzettino qui della loro storia di cui leggeremo l’emozionante epilogo nel prossimo romanzo, “Demon’s Pleasure” , in uscita il 2 settembre prossimo.

Apprendiamo anche che Torin-Malattia, che tanto ci aveva emozionate nel primo libro, si sta riprendendo dalle ferite subite, seppur molto lentamente, proprio a causa del suo demone Malattia, che gli ha “regalato” cellule malate che devono combattere virus e ferite. Ed ancora, c’è una storia nella storia: quella di Paris-Promiscuità, che viene rapito dai Cacciatori tramite un’Esca, Sienna, che riesce a colpirlo in modo particolare. Di solito Promiscuità non desidera mai la stessa donna per due volte, ma per Sienna non è così. Lui rimane sorpreso e sbalordito, ma non ha il tempo di capire cosa sta succedendo perché lui e Sienna andranno incontro ad un drammatico destino, che, vi confesso, mi ha lasciato l’amaro in bocca.

A MIO PARERE: Bello, bello, bello! Ironico, sensuale, spiritoso. I protagonisti riescono a strapparci qualche risata nonostante la drammaticità delle loro maledizioni. Vi consiglio caldamente di leggerlo e, come sempre, buona lettura a tutte!

  • Leggi qui il primo capitolo di Demon's Kiss sul sito della Harmony.

DA LEGGERE ( in italiano) NELLA STESSA SERIE

Demon's night ( The Darkest Night) - 2° libro, ed. Harlequin/Mondadori, collana BlueNocturne, nr. 2, a aprile 2009 (Maddox e Ashlyn )

LA SERIE ORIGINALE DEI LORDS OF THE UNDERWORLD














L' AUTRICE
GENA SHO
WALTER , classe 1976, ha venduto il suo primo romanzo a 267 anni e quattro anni dopo è già un'autrice di bestseller molto popolare, con già 13 romanzi all'attivo. E' autrice di romanzi rosa di vario genere, che spaziano dal paranormal romance, ai romanzi contemporanei, a quelli per adolescenti e all' urban fantasy .
I suoi libri sono apparsi sulle pagine di Cosmopolitan e di Sventeen dove è citta come autrice di rormanzi mozzafiato, storie che appassionano dalla prima all'ultima pagina, con eroi sensuali che si fanno ricordare. La Showalter è una vera nuova stella nel panorama del romanzo rosa e soprattutto in quello di genere paranormale.

Il sito dell'autrice: http://www.genashowalter.com/



RACHELE

Avete letto anche voi questo romanzo e volete lasciare un vostro commento? Siete benvenute!

TO BEGUILE A BEAST di Elizabeth Hoyt

Autrice: Elizabeth Hoyt
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra,1765
Pubblicazione: ed Grand Central Pubishing, maggio 2009, pagg.333
Pubblicato in Italia: No
Parte di una serie: 3° romanzo serie Legend of the four soldiers
Livello sensualità
: ALTO

Giudizio :


To beguile in inglese ha diversi significati. Ma forse i due più indicati per tradurre letteralmente il titolo dell’ultimo romanzo di Elizabeth Hoyt sono: INGANNARE e SEDURRE .

E sarei più tentata a utilizzare il secondo verbo, considerata la predisposizione di Mrs Hoyt a trattare l’argomento.

Dunque il titolo, in italiano, potrebbe essere: Per sedurre una bestia o,meglio ancora, Per sedurre un mostro, nonostante il romanzo si ispiri alla favola di Beauty and the Beast, che tutte noi conosciamo almeno attraverso il bellissimo film Disney.

Chissà quale titolo l’editore sceglierà per la traduzione italiana. Perché sicuramente ci sarà una edizione italiana. La Hoyt è un boccone troppo succulento per lasciarsela scappare.

LA TRAMA

L’eroina: è Helen Fitzwilliam, la mistress, ovvero l’ amante riconosciuta, la mantenuta del Duca di Lister da quando, a soli diciassette anni, gli si concede per amore. Nonostante gli abiti, i gioielli, i servitori e la splendida magione londinese dove Lister l’ha sistemata, Helen non è una donna felice: il duca non la ama e non ama neppure i due bambini bastardi che lei gli ha dato. Vorrebbe lasciarlo, ma non può: Lister non è uno dal cuore tenero e se lei lo abbandonasse le porterebbe via i figli per mera ripicca, o forse farebbe anche di peggio. L’unica soluzione per Helen è cercare di evadere dalla prigione dorata in cui il suo potente amante la tiene incatenata. In gran segreto fugge con i suoi piccoli, Jamie e Abigail, per la Scozia, in tasca una lettera della sua cara amica Lady Vale che chiede a Sir Alistair Monroe di assumerla come governante.

L’eroe: è Sir Alistair Monroe, famoso naturalista. Sir Monroe è uno dei pochi supersititi del massacro di Spinner’s Fall, nel New England, dove i soldati inglesi caddero in un’imboscata francese e furono vittime delle torture degli indiani. A causa di quelle torture il fisico e l’anima di Monroe sono ora distrutti. Vive in totale isolamento a Castle Greaves, il suo malandato castello in Scozia, con la sola compagnia del suo vecchio, fidato cane e di un poco fedele servitore.

L’incontro tra l’eroe e l’eroina. Spossata dal lunghissimo viaggio, fradicia di pioggia e di paura, finalmente Helen bussa alla porta di Castle Greaves. E’ notte. Sotto i lampi di un cielo in tempesta, Sir Alistair si affaccia alla porta del castello, più terrorizzante di un fulmine, più minaccioso di un tuono. I bambini urlano, Helen è terrorizzata, ma sfodera il coraggio di chi non ha più niente da perdere. Sir AListair Monroe è un essere spaventoso, un mostro: gli manca un occhio e ha una guancia sventrata da una spaventosa cicatrice. Per non parlare della mano destra, a cui rimangono solo tre dita. E ha un fisico tanto imponente da mettere soggezione anche a un gigante. Come potrà Helen farsi accettare e diventare la governante di un tale spaventoso essere? Come faranno i bambini a vivere in quel luogo da incubo?

Molte cose succedono a Castle Greaves…

Il racconto procede dopo tale tempestoso inizio in diverse direzioni, meravigliosamente sostenuto dalla prepotente attrazione fisica che spinge ogni minuto Helen verso Alistair, e viceversa.

Helen e Alistair. Contro il volere di Monroe, Helen assume il comando domestico del castello: oltre a ripulire da sporcizia e ragnatele sale e saloni, libererà l’anima di Alistair da incubi e tormenti.

I bambini. Sulle prime terrorizzati, imparano giorno dopo giorno ad aver fiducia e a rispettare Alistair. Poi ad amarlo.

Lister. Incombe su Helen e i bambini. Vuole vendetta.

La ricerca del traditore. Chi è il misterioso soldato britannico che a Spinner’s Fall tradì i suoi compagni, forse un pari del Regno?

IL COMMENTO

Mi piace leggerla, Signora Hoyt. E anche questo suo ultimo romanzo non mi ha delusa: l’ho divorato.

Mi piace la sua prosa, che pur scivolando via leggera non è mai banale o elementare; mi piace che con naturalezza lei si inserisca nel periodo storico senza darci lezioncine non richieste; mi piace il modo in cui approfondisce i suoi personaggi, svelandone poco alla volta il passato, fatto di segreti e virtù, vizi e debolezze in un continuo rovesciamento delle parti. Mi piace anche come poco alla volta lei rompa gli argini delle vite dei suoi protagonisti, facendole confluire in un unico dirompente flusso. Mi piace il suo modo di descrivere l’ attrazione fisica, facendola scivolare con delicata determinazione verso l’amore più totale. Come soavemente, signora Hoyt, lei sia in grado di usare le armi più affilate della seduzione: gli sguardi rubati, i pensieri nascosti, i tocchi leggeri e improvvisi, per farle poi esplodere nella più esaltante e primitiva passione. E delle scene di passione, signora Hoyt, lei è maestra, anche se a volte indulge forse troppo in descrizioni non sempre necessarie (ma questa tendenza anatomica è in generale delle autrici americane, o forse è un’esigenza del mercato USA).

Come poterle negare un cinque di cuori, Mrs Hoyt?

E i suoi personaggi, sempre intriganti e sfaccettati, come non amarli? Helen, che pur se è stata con un solo uomo è considerata una whore, una puttana, è in realtà una donna retta, seria e fedele, per nulla incline a peccare se non per amore. Alistair, che sulle prime ci appare con le fattezze e la sensibilità di un mostro, scorbutico, irascibile e poco incline a perdonare il passato di Helen, si rivela l’uomo più tenero e delicato, affettuoso e sentimentalmente disponibile che una donna possa desiderare. Ancora una volta i pregiudizi trovano nella sua prosa e nella sua fantasia, Mrs Hoyt, la loro più esasperata trasposizione. E forse in questo, e solo in questo contrappasso un po’ scontato, il romanzo pecca. O forse, proprio in questo trova la sua forza. Pur con le dovute differenze, ci troviamo ancora una volta sotto l’ala protettrice del Raven Prince (leggi qui la nostra recensione de “Il principe e la preda”). E anche qui non manca la favola che apre con lievità ogni capitolo del romanzo.

E se Helen, la nostra eroina trentenne, è un bel personaggio maturo che dopo anni di dorata prigionia rivuole indietro la propria vita, Alistair è un character ancor più convincente, la bestia ferita che riacquista la dignità di uomo: è il personaggio più ricco, più affascinante, più capace di sorprendere. E’ l’eroe, non a caso. E la sua tenerezza, intrecciata ad una virile e potente determinazione, nonché (grazie signora Hoyt!) a una sottile ironia, lo rende ai nostri occhi irresistibile, persino bello. Certo, dannatamente sexy.

Alistair teme il rifiuto, il disgusto che la sua persona suscita negli altri. E sulle prime lo rifiutano i due bambini di Helen, terrorizzati dal suo aspetto. Ma Alistair conquista anche loro, con pazienza, con il rispetto che si deve ai più piccoli, con le sue conoscenze di naturalista appassionato, con l’affetto che sente crescere ogni giorno per loro, che sono ormai la sua famiglia. Per quanto spesso risulti stucchevole o manierata la presenza di pargoli nei romance, ammetto, signora Hoyt, che non sia questo il caso.

E la ringrazio per aver sviluppato efficacemente, ma non in modo invadente, la parte suspense del romanzo che ha il suo epilogo, non privo di emozioni, a Londra. Dove, grazie al genio di Monroe, si compie la liberazione dei bambini rapiti da Lister alla presenza dello stesso Re Giorgio e dove si risolve (almeno per il momento) il mistero del traditore inglese di Spinner’s Fall.
Ma non finisce qui, perché lei, signora Hoyt, ha voluto tenerci sulle spine sino all’ultimo. Ha fatto sì che prima della parola fine Monroe si trincerasse ancora una volta dietro le proprie vigliacche paure rimanendo a guardare Helen andarsene via con i bambini: di nuovo, la bestia ha la meglio sull’uomo, e i pregiudizi sul passato di Helen ritornano prepotenti in Alistair. Con questa ultima trovata, signora Hoyt, che solo per un momento stravolge le regole del lieto fine, lei ci regala un secondo happy ending scoppiettante, con Alistair in ginocchio a supplicare Helen di sposarlo, sotto gli occhi felici dei due pargoletti in una affollata strada di Edimburgo.

Alla fine del romanzo, mi sono chiesta: chi è veramente la bestia, signora Hoyt? Monroe o Helen?

E se fossero tutti e due un po’ beast e un po’ beauty? Sì, credo proprio che sia così. L’incantesimo si rompe: per Monroe, che non è più un mostro agli occhi di Helen e del mondo, e per Helen, che non è più una mistress, nè per Monroe né per la società. Insieme, saranno finalmente e per sempre liberi.

IL VIDEO DEL ROMANZO



GLI ALTRI ROMANZI NELLA SERIE LEGEND OF THE FOUR SOLDIERS

TO TASTE TEMPTATION # 1 (maggio 2008)

Lady Emeline Gordon is the model of sophistication in London’s elite social circles, always fashionable and flawlessly appropriate. As such, she is the perfect chaperone for Rebecca, the young sister of a successful Boston businessman and former Colonial soldier. Samuel Hartley may be wealthy, but his manners are as uncivilized as the American wilderness he was raised in. Who wears moccasins to a grand ball? His arrogant disregard for propriety infuriates Emeline, even as his boldness excites her.But beneath Samuel’s rakish manner, he is haunted by tragedy. He has come to London to settle a score, not to fall in love. And as desperately as Emeline longs to feel this shameless man’s hands upon her, to taste those same lips he uses to tease her, she must restrain herself. She is not free. But some things are beyond a lady’s control…

TO SEDUCE A SCOUNDREL # 2 (novembre 2008) 


For years, Melisande Fleming has loved Lord Vale from afar . . . watching him seduce a succession of lovers, and once, catching a glimpse of heartbreaking depths beneath his roguish veneer. When he’s jilted on his wedding day, she boldly offers to be his. Vale gladly weds Melisande, if only to produce an heir. But he’s pleasantly surprised: A shy and proper Lady by day, she’s a wanton at night, giving him her body—though not her heart.
Determined to learn her secrets, this sinner starts to woo his seductive new wife—while hiding the nightmares from his soldiering days in the Colonies that still haunt him. Yet when a deadly betrayal from the past threatens to tear them apart, Lord Vale must bare his soul to the woman he married...or risk losing her forever.

TO DESIRE A DEVIL # 4 
(novembre 2009) 


Reynaud St. Aubyn has spent the last seven years in hellish captivity. Now half mad with fever he bursts into his ancestral home and demands his due. Can this wild-looking man truly be the last earl’s heir, thought murdered by Indians years ago? Beatrice Corning, the niece of the present earl, is a proper English miss. But she has a secret: No real man has ever excited her more than the handsome youth in the portrait in her uncle’s home. Suddenly, that very man is here, in the flesh—and luring her into his bed. Only Beatrice can see past Reynaud’s savagery to the noble man inside. For his part, Reynaud is drawn to this lovely lady, even as he is suspicious of her loyalty to her uncle. But can Beatrice’s love tame a man who will stop at nothing to regain his title—even if it means sacrificing her innocence?


I GIUDIZI DEGLI ALTRI SITI
Opinioni positive anche su All About Romance ( A ) , The Romance Reader (4), Dear Author (A-), A Romance Review (5 rose)

  • GUARDA QUI UN'INTERVISTA A ELIZABETH HOYT SULLA SERIE DEI FOUR SOLDIERS


Vivienne


Hai letto anche tu questo romanzo? Cosa ne pensi? Ti piacerebbe che fosse pubblicato in Italia come gli altri di quest'autrice? Lascia il tuo commento.

UOMINI IN ABITI REGENCY ( 2 )

If people turn to look at you on the street, you are not well dressed.
George Bryan 'Beau' Brummell


Per completare quello che abbiamo detto qualche tempo fa (vedi qui) circa i sensibili cambiamenti dell'abbigliamento maschile all'inizio dell'Ottocento, periodo che in Inghilterra prese il nome di Regency , entriamo un po' più nel dettaglio...

Quali erano i capi essenziali del new deal della moda maschile d'inizio Ottocento?

LA MARSINA (Tailcoat)
La marsina (soprabito a coda di rondine) era un capo d'abbigliamento di rigore per ogni uomo, almeno per chi apparteneva alla nobiltà e alla classe media. Essendo derivata da un soprabito abitualmente usato per andare a cavallo, la marsina era più corta sul davanti e divisa in due trasversalmente , con lunghe 'code' sul retro per facilitare la cavalcata. Aveva il collo alto dietro ed era molto aderente sulla schiena e sul petto. Poteva essere a uno o a doppio petto e veniva portata sia abbottonata che aperta. Il davanti era normalmente tagliato più corto rispetto al panciotto sottostante. La marsina era generalmente di lana , ma poteva anche essere di lino nelle stagioni più calde. Di giorno la gamma dei colori poteva essere più varia, ma di sera la moda dettava solo colori scuri (nero o blu) per questo capo d'abbigliamento che poteva avere bottoni ricoperti in stoffa oppure in ottone o peltro.

IL CAPPOTTO (Great coat)
Come soprabito veniva anche usato il cosiddetto 'great coat', un cappotto che copiava quelli a mantellina dei postiglioni. Spesso le mantelline che decoravano il retro del cappotto erano più di una. Nel 1797, Jane Austen in una descrizione dell'eroe di Northanger Abbey, Henry Tilney, scrive: "the innumerable capes of his great coat looked becomingly important."( le innumerevoli mantelle del suo cappotto apparivano piacevolmente importanti). Brummell non approvava queste distorsioni alla linea originale del 'great coat', perciò la sua moda durò poco e fu sostituita da quella di cappotti lunghi dal taglio più semplice .


IL PANCIOTTO (Waistcoat)
Il panciotto , che inizialmente aveva le maniche, diventò senza maniche già dopo il 1740. A quanto pare prese origine dalla giacca di un fantino. Poteva essere in lana, lino o seta ed era spesso in tinta unita ma anche in broccato, a strisce o a disegni. Aveva il collo montante sul dietro e a volte ampi risvolti ripiegati, soprattutto a inizio Ottocento. Il panciotto solitamente era più lungo sul davanti della marsina, perciò si poteva intravedere al di sotto della stessa e andava a coprire la parte alta dei pantaloni o delle brache. Il più delle volte era a un petto, ma poteva anche essere a doppio petto. Panciotti e brache erano generalmente più chiari rispetto alla marsina perchè, sotto l'influenza dello stile Neoclassico, con l'abbigliamento si voleva conferire al corpo maschile l'aspetto di una statua di marmo. Non tutti i fisici, però, potevano permettersi questo stile. Famose, a questo proposito, le battute e i disegni satirici del periodo che rappresentavano l'obeso Principe di Galles (che aveva pretese di eleganza) strabordante dentro agli attillatissimi abiti alla moda.

LA CAMICIA (Shirt)
La camicia era solitamente in lino o cotone. Era lunga e larga (non molto diversa da quella dei secoli precedenti), con maniche che avevano spalle scese e collo montante, che a volte poteva arrivare anche a sfiorare la mandibola.
La camicia poteva arrivare a mezza coscia o alle ginocchia, aveva un'apertura ( ma non completa) sul davanti e si sfilava dalla testa. E molto spesso era l'unico capo di biancheria indossato! Ecco perchè un uomo in maniche di camicia era spesso considerato indecente...era un po' come vederlo in biancheria intima.
Le maniche con rouches ai polsi
( un retaggio del Settecento) erano considerate fuori moda in questo periodo, però le rouches sul davanti erano ancora accettate. Le camicie non venivano confezionate dai sarti ma dalle cucitrici (seamstresses). Le camicie 'pronte da indossare' cominciarano ad essere messe in vendita già dalla metà del Settecento.

BRACHE E PANTALONI ( Breeches, pantaloons , trousers)
Le brache (Breeches), cioè i pantaloni corti al ginocchio tipici dell'abbigliamento maschile nel Settecento stavano gradualmente scomparendo. Per un certo periodo di tempo essi rimasero in auge come capo più indicato per la sera, ma furono poi relegate ad occasioni molto formali o per i ricevienti a corte. Le brache potevano essere di lana, cotone, lino o seta, per le occasioni più formali. Esse avevano generalmente la vita più alta sul davanti ed erano un po' meno sblusanti sul dietro rispetto a quelli di fine Settecento. Esse continuavano però ad avere l'apertura con patta a doppia abbottonatura sul davanti, erano aderenti alle cosce e chiuse con cinturino o bottoni appena sotto il ginocchio.
I cosiddetti Pantaloons (pantaloni) furono introdotti alla fine del Settecento dai rivoluzionari francesi. Avevano doppia abbottonatura sul davanti e potevano essere di diverse lunghezze, fino a metà polpaccio o alla caviglia e si portavano molto aderenti. I pantaloni erano in pelle di daino (buckskin) o in tessuto di colore chiaro, bianco, beige o crema.
I pantaloni (Trousers) come li conosciamo oggi ,invece, fecero il loro primo ingresso nel guardaroba maschile durante il periodo della Reggenza. Avevano la vita alta, fino almeno all'obelico, l'abbottonatura sul davanti era sempre doppia ed erano tenuti su da bretelle. Si portavano molto più larghi rispetto ai pantaloni precedenti (Pantaloons), anche se spesso erano più aderenti alla caviglia, a volte muniti di ghette sottopiede che li facevano scendere a coprire le scarpe. Anche questi pantaloni potevano essere di lana, lino o cotone. Inizialmente erano portati solo di giorno, ma, a poco a poco, essi furono accettati anche come capi adatti alle occasioni mondane. Ma non ovunque. Da Almack's, la famosa sala da ballo londinese, ad esempio, non si poteva entrare senza le regolamentari brache da sera. Una volta fu negato l'ingresso persino al Duca di Wellington ( probabilmente l'uomo più famoso del suo tempo) perchè oltre ad essere arrivato in ritardo indossava pantaloni lunghi invece dei regolamentari pantaloni eleganti al ginocchio.

LA CRAVATTA (Neckcloth/ cravat)
Il fazzoletto da collo o cravatta diventerà da questo momento in poi un accessorio indispensabile dell'abbigliamento maschile. All'epoca si trattava di una lunga striscia sottile di lino o seta che si girava più volte attorno al collo e si annodava sul davanti. Sotto l'influenza di Beau Brummell,l'arbiter elegantiarum dell'epoca, il colore in auge e più indicato per la cravatta di un gentiluomo diventò 'il bianco virginale' ed era essenziale che essa fosse molto inamidata perchè diventò di moda portarla alta, a volte fin oltre la mandibola ( e doveva riuscire a rimanere così per ore!) e annodarla in modo elaborato.
Beau Brummel era famoso per in suoi nodi ricercati. Per ottenere la 'studiata non- curanza' delle pieghe nella sua cravatta, ad esempio, Brummel si piegava in dietro sulla sedia, come per farsi radere, e si girava la cravatta intorno al collo. Poi abbassava il mento, molto lentamente, finchè il lino inamidato non raggiungeva la 'speigazzatura' perfetta. Se una piega era troppo profonda o lo era troppo poco, la cravatta veniva scartata. Una volta un ospite in casa Brummel vedendo un valletto uscire dalla stanza guardaroba del suo padrone con in mano un mucchio di candide cravatte, gli chiese cosa stesse portando via e lui rispose:'Queste sono i nostri fallimenti, signore'.
C'erano diversi tipi
di nodi con cui poteva essere annodata una cravatta, alcuni considerati più formali, altri più adatti alle occasioni informali. Alcuni semplici, altri complicatissimi. Come è possibile vedere nell'immagine qui sopra(tratta da una pubblicazione del 1818) ogni nodo aveva il suo nome: L'Orientale (The Oriental), il Matematico ( Mathematical), l' Osbaldeston, il Napoleonico (Napolean),l'Americano ( American), il Postale (MailCoach), il Trono d'Amore ( Trone d’Armour), l'Irlandese (The Irish), il Sala da ballo ( Ball Room), il Collare da cavallo (Horse Collar), quello da Caccia (Hunting), il Maharata, il Nodo di Gordio ( Gordion Knot) e il Nodo a botte ( Barrel Knot).


I CAPPELLI
Durante questo periodo il cappello di moda era a cilindro, molto alto, con una tesa piccola, appena sollevata ai lati. C'era anche il cappello a bicorno, alto, ampio e con la calzata poco profonda. Il bicorno diventò famoso attraverso la moda militare, anche perchè lo portava abitualmente Napoleone, ma anche i civili a volte lo indossavano. Il cappello a cilindro era spesso chiamato 'beaver' (castoro) perchè era prodotto con feltro di alta qualità fatto con il pelo del castoro. Il cappello era un accessorio con cui un gentiluomo poteva distin-guersi. Se era fatto interamente di castoro il cappello continuava a mantenere la forma anche sotto l'acqua, mentre cappelli di qualità inferiore in misto lana o in pelo di coniglio e castoro dopo essersi bagnati iniziavano ad ammosciarsi e dovevano essere portati dai cappellai per farli stirare e ridare loro la forma originale. Un 'beaver' di buona qualità poteva costare da una ghinea fino a 40 scellini ( perchè a un certo punto i castori cominciarono a scarseggiare), in un epoca in cui un operaio specializzato guadagnava 2 scellini e 2 pence al giorno, è evidente che un capo del genere potevano permetterselo solo i ricchi. La popolarità raggiunta dal 'beaver' fu tale che John Jacob Aster, padrone della più grande ditta di commercio di pelli degli Stati Uniti , diventò milionario, mentre i poveri castori rischiarono di estinguersi.

LE ACCONCIATURE
Le acconciature maschili a partire dagli ultimi decenni del Settecento cominciarono a fare a meno di parrucche incipriate e code. Gli uomini cominciarono a portare ' i propri capelli' corti ed acconciati. Il look da 'colpo di vento', molto in voga, era il più difficile da ottenere. Si dice che Byron (vedi foto a destra) dormisse con i bigodini in testa per riuscire a mantenere la sua famosa acconciatura. Lo stile Neoclassico in auge nel periodo portò a prediligere tagli 'alla romana': esistevano il taglio di capelli alla Tito ( che si ispirava a quello del famoso imperatore romano), con capelli uniformemente corti lasciati un po' più lunghi sulla fronte dove venivano arricciati e pettinati in avanti, e quello alla Bruto, un po' più corto del precedente. Era anche di moda portare una frangia corta riccia e riccioli ai lati del viso sopra le orecchie. Alcuni uomini portavano ancora i capelli lunghi, soprattutto nell'Europa continentale. Le basette diventarono via via sempre più comuni, ma per il resto, gli uomini dell'epoca avevano il viso rasato. Solo alcuni militari ( soprattutto tedeschi) portavano i baffi . Barbe e pizzi non verranno portati dagli uomini ancora per diversi decenni. Le parrucche erano ancora comuni all'inizio del periodo Regency, ma alla fine dello stesso scompariranno quasi del tutto,rimanendo solo per alcune professioni come parte della 'divisa d'ordinanza', come per i medici e gli avvocati (in Gran Bretagna per gli avvocati e i giudici che discutono cause penali in tribunale la parrucca è obbligatoria ancora oggi!).

LE CALZATURE
Le calzature di moda in quest'epoca per il giorno erano gli stivali da cavallo, in pelle nera o marrone. Potevano essere i cosiddetti 'Hessians', cioè gli stivali alti (di derivazione militare) che avevano una parte che poteva essere tirata su a protezione del ginocchio durante la cavalcata e ripiegata per camminare. Hobby in St.James's Street era il calzolaio specializzato in stivali più famoso di Londra e poteva contare far i suoi clienti il Principe di Galles (Giorgio III), Wellington, Byron e molti altri VIPs dell'epoca. Per le occasioni formali si continuavano ad indossare, con le brache in seta al ginocchio, le scarpe da ballo con fibbia. Scarpe che verranno a poco a poco sostituite dalle scarpe con le stringhe. Si portavano anche stivaletti alla caviglia.

GLI ACCESSORI (Accessories)
In questo periodo accessori come guanti, bastoni da passeggio, orologi da taschino, catene per gli orologi, e portafogli di pelle o stoffa, ebbero grande successo. Le spade non erano più di norma indossate dagli uomini in abiti civili. E infatti i bastoni da passeggio (walking sticks) diventarono di moda quando una legge vietò di indossare la spada nelle strade di Londra. (vedi qui immagini degli accessori più in voga.)

** Fonti: The Georgian Index; The Customer's Manifesto


E ora, come al solito, questi abiti e accessori ci piace vederli indossati da veri gentlemen...Enjoy, ladies!





Siete anche voi tra quelle che non resistono a un uomo in marsina, pantaloni attillati e Hessians? Fascino indiscutibile, come mostrano queste foto di fotomodelli del 2000 in abiti dell'800.Meglio che con quelli moderni...che ve ne pare? Lasciate i vostri commenti.

NON SONO UNA PRINCIPESSA ! (She's No Princess ) di Laura Lee Guhrke

In occasione dell'uscita in italiano, a luglio, di questo bel romanzo di Laura Lee Guhrke, ripubblico molto volentieri questa mia recensione (all'edizione americana) perchè è una storia che vi farà passare ore davvero piacevolissime! Enjoy!

Autrice: Laura Lee GUHRKE
Genere: Storico
Ambientazione: : Inghilterra, 1834
Pubblicazione
: ed. Avon, giugno 2006, pagg.384

Pubblicato in Italia: Ed. Mondadori, Non sono una principessa!, collana I Romanzi, nr.869, luglio 2009
Parte di una serie
:
'Guilty' series

Livello sensualità: MEDIO

Giudizio:

Figlia illegittima di un principe e di una nota cortigiana, Lucia è stata confinata in scuole e conventi per buona parte della sua vita, anche se questo non l'ha certo fermata da causare uno scandalo dietro l'altro. Esasperato dal suo comportamento, suo padre decide che solo il matrimonio potrà rimettere in riga quella figlia scapestrata. E Sir Ian Moore, perfetto diplomatico inglese, sembra proprio essere l'uomo ideale per sceglierle un marito. Pur essendo la diplomazia e non i matrimoni il forte di Ian, egli s'impegna a dare in sposa Lucia il più presto possibile, così da poter tornare ad impegni più importanti. Nonostante i numerosi validi candidati più che disponibili a sposarla, però, nessuno pare avere lo stesso spirito e lo stesso carattere focoso della ragazza. E più tempo Ian spende in compagnia della bella Italiana, più riluttante diventa a trovarle uno sposo. Che il marito perfetto per Lucia sia proprio colui a cui è stato assegnato il compito di travagliene uno? (vai al blurb originale)

Ian Moore, abile diplomatico al servizio di Sua Maestà e protagonista di questo romanzo, aveva già acceso la mia curiosità come serio e controllato fratello maggiore di Dylan Moore in His Every Kiss (Ogni suo bacio).

Parlando della genesi di questo personaggio, Laura Lee Guhrke spiega:

Devo confessare un mio debole segreto: mi piacciono proprio quegli eroi dai modi impeccabili, distaccati e formali. Cioè, a chi non piace Mr Darcy? Perciò fin da quando Ian Moore ha fatto il suo ingresso nelle pagine della mia fantasia come personaggio secondario in un altro romanzo, ho subito capito che dovevo raccontare la sua storia . Quando ho creato Ian, lui era un perfetto e dignitoso diplomatico, un gentiluomo onorevole e disciplinato, che non faceva mai nulla contro le regole, che non lasciava mai che le sue emozioni avessero il sopravvento sulla ragione e non perdeva mai e poi mai il controllo. Poi l'ho presentato a Lucia Valenti e tutte le sue nozioni di comportamento appropriato sono crollate, egli ha perso il controllo su tutto ciò che è importante nella sua vita,compreso il suo cuore. Questa è la storia di come l'amore possa trasformare la vita di un uomo razionale nel caos più totale.Lucia è giovane, per certi versi ancora ingenua, ma per altri assolutamente in grado di tenere testa con il suo carattere volitivo al molto più esperto diplomatico tutto d'un pezzo. Conoscendola, Ian scopre presto in Lucia qualità che vanno oltre la sua indubbia bellezza e ne rimane , suo malgrado, colpito e affascinato. La natura del suo incarico gli impone però di lottare contro questa inopportuna attrazione e di nascondere i suoi sentimenti dietro la maschera dell'indifferenza.
Anch'io come la Ruhrke ho decisamente un debole per gli eroi apparentemente freddi e tutti d'un pezzo che improvvisamente perdono la testa e scombussolano la loro vita a causa di una donna che spesso è esattamente il loro opposto (cioè solare e appassionata) e proprio per questo, il più delle volte, anche la loro salvezza. In questo caso la salvezza di Ian Moore ha i bei lineamenti mediterranei di Lucia Valenti, l'affascinante figlia illegittima di un principe italiano alla quale Ian deve trovare al più presto un perfetto marito inglese.A Lucia i pretendenti non mancano, ma lei sa esattamente che doti dovrà avere il suo futuro sposo e non riesce a vederle in nessuno di loro. Mentre le intuisce proprio in colui a cui è stato affidato il compito di trovarle un marito: dietro la sua apparente freddezza, Ian ha infatti la forza di carattere, la passione e il fuoco che Lucia desidera. Ma come riuscire a conquistare l'unico uomo che sembra non notarla per nulla come donna?
Il contrasto fra dovere e desiderio è uno dei leit motiv di questo romanzo le cui pagine sono ricche non solo dell' inevitabile, e appassionante, tensione sessuale fra i due protagonisti ma anche di un accattivante scontro di volontà fra due persone solo apparentemente agli antipodi, ma spiritualmente molto simili ed estremamente compatibili.

I romanzi di Laura Lee Guhrke hanno il dono di una scrittura veloce, improntata soprattutto sui dialoghi. Il fuoco principale nei suoi romanzi è sempre puntato su i due protagonisti. I personaggi di contorno , anche se interessanti rimangono sempre relegati a ruoli marginali. Qui, ad esempio, ritornano Dylan e Grace e Daphne e il Duca di Tremore conosciuti nei precedenti romanzi della Guhrke. Inoltre non ci sono quasi mai sub-plots che possano rischiare di distogliere l'attenzione dalla storia principale, che è quasi esclusivamente concentrata sullo sviluppo del rapporto fra i due protagonisti. Questo è un aspetto che non sempre mi piace nei romanzi storici, nel senso che solitamente in questo tipo di romanzi amo molto le descrizioni d'ambiente e l'allargamento della storia ad una prospettiva storico-sociale.Non che l'autrice non si adoperi a descrivere in modo sufficiente l'ambiente in cui fa muovere i suoi personaggi, ma si capisce chiaramente che non è quello il suo interesse principale. E se questo atteggiamento può essere un limite in altre autrici, nella Guhrke non riesce ad infastidirmi più di tanto, perchè il suo modo di descrivere la relazione fra i protagonisti, la tensione , la passione crescente, è spesso così coinvolgente da farmi dimenticare tutto il resto.

Unico punto debole del romanzo è la parte finale, che risulta un po' affrettata; i 'nodi vengono al pettine' in modo un po' troppo semplice e semplicistico, secondo me.

Secondo la reviewer di AAR che dà al romanzo un giudizo di B - ( vedi qui sotto), invece, un altro punto debole sarebbe anche Lucia, perchè l'unico suo interesse nella vita sembra essere la scelta di un marito. A parte il fatto che la ricerca del marito perfetto le viene inizialmente imposta dal padre, partendo da questo presupposto che dovremmo dire delle sorelle Bennet e di tutte più o meno le eroine di Jane Austen, appartenenti a un'epoca in cui per le donne il matrimonio significava uno degli unici modi per ottenere riconoscimento sociale oltre che una sicurezza per il futuro? Sono forse tutte eroine a metà perchè avevano come interesse principale nella vita la ricerca di un buon partito da sposare? Se un romanzo è ambientato nell'Ottocento, secondo me, ha pienamente senso che le eroine siano in tutto e per tutto donne del loro tempo, con le esigenze delle donne del loro tempo, che la cosa ci piaccia o no.

A parte l' obiezione sul finale, il complesso del romanzo è molto soddisfacente: vedere come la giovane italiana riesce a far perdere la testa al freddo e composto inglese causandogli, nel contempo, una serie di problemi ma riempiendogli anche di calore la vita, mi ha lasciato un dolcissimo ricordo. She's No Princess è un libro che ho già voglia di rileggere, con diverse scene che ho già voglia di rivivere. Insomma, questo è un romanzo che val davvero la pena di conservare perchè ogni rilettura sarà un rinnovato piacere!

PASSI DA RICORDARE

...She slid her own bishop. "I'm fighting for my my happiness, my life, my future. I do not care about what is fair.""And I'm doing my duty,"he countered, taking her pawn just as she had expected him to do. "My duty is just as important to me as your happiness is to you."
"Nothing is more important than love."
"I know women always think love and happiness are inevitably tied together, but thatis not true."
"It is true, and it compels me to warn you. In choosing of my husband, I will do whatever I have to do to ensure my happiness. Your duty is your own affair." (p.96)

"Sir Ian, I'm Italian," she said in a low, sultry voice. "I'm young, and I'm passionate."
That did the trick.He looked up.
She gazed at him without blinking and chose her words with deliberate care, words that defied all his British proprieties: "I want a strong, handsome, virile husband who can love me with a passion equal to my own."
She shook back her hair, smoldering at this man's unreasonable refusal to compromise with her."That man", she said, "will never have need of courtesans.That man will sleep in no bed but mine.That man I will treat like a king, and I will be the light that brightens his day.That man will give me many children. That man will wake up in my arms every morning with a smile on his face, and he will be in love with me every single day of his life until they put him in the ground. It cannot be left to you or my father to decide who that man is." (pp.106-107)

DA LEGGERE DELLA STESSA AUTRICE

CONOR'S WAY /ed.italiana Un Altro Paradiso, ed.Mondadori,1997, riedito 2007 (I Romanzi Oro #53) (Conor Branigan e Olivia Maitland )
GULTY PLEASURES - 1° serie Guilty - ed.italiana: Un Amore Proibito, ed.Mondadori, collana I Romanzi,2006 (Anthony Courtland,Duca di Tremore e Daphne Wade)
HIS EVERY KISS - serie Guilty - ed.italiana Ogni Suo Bacio, ed.Mondadori, collana I Romanzi Passione,2007 (Dylan Moore e Grace Cheval)
THE MARRIAGE BED - 3° serie Guilty - ed.italiana: Talamo Proibito, ed.Mondadori, collana I Romanzi Passione, 2009 (John Hammond e Lady Viola Courtland)
AND THEN HE KISSED HER - 1° serie Girl-bachelors- ( Visconte di Marlowe e Emmaline Dove)
THE WICKED WAYS OF A DUKE - 2° Girl-bachelors -( Rhys deWinter, Duca di St.Cyres e Prudence Bosworth)
SECRET DESIRES OF A GENTLEMAN - 3° Girl-bachelors-(Maria Martingale e Philip Hawthorne)
CHI LA PENSA COME ME
Avete sentito la notizia? Il romanzo storico è morto e nessuno,proprio nessuno, legge più romanzi storici ormai. Sembra che siano troppo datati e poco vicini alla realtà e che non riflettano più i desideri, le aspirazioni e i costumi delle lettrici contemporanee. Sto prorpio male per non avervelo detto prima. Perciò, giusto per amore dei vecchi tempi, ho intenzione di consigliarvi un ultimo romanzo storico. Poi mi metterò giù a recensire solo romanzi erotico-paranormali con protagoniste investigatrici mutanti che non hanno bisogno dell'aiuto di nessuno e quando sposano l'eroe vampiro si tengono il loro cognome.
Se devo parlarvi di un romanzo storico per l'ultima volta, bisogna però che sia uno davvero buono, leggero, divertente ma allo stesso tempo anche commovente, divinamente sensuale e eccezionalmente ben scritto. Vi parlerò allora di She No Princess, il delizioso nuovo romanzo di Laura Lee Ghurke.
In quanto figlia illegittima di un pricipe italiano e di una celebre cortigiana, Lucia Valenti sa come attirare l'attenzione e come usare la sua acuta intelligenza e la sua bellezza esotica per creare un bel po' di caos nella speranza di attirare l'attenzione paterna. Quando però il suo comportamento irresponsabile si spinge troppo oltre, il padre di Lucia decide che è ora di placare i suoi bollenti spiriti con la peggiore delle punizioni : un matrimonio con un aristocratico inglese. Sir Ian Moore non è un pretendente ma l'esigente diplomatico a cui viene affidato il compito di esaminare i possibili candidati al matrimonio. Ian pensa di potersela cavare in poco tempo ma ben presto si troverà invece occupatissimo...con una voluttuosa sfacciatella italiana determinata a 'scompigliarlo' un po'.
La Ghurke riesce a creare una tensione così frustrante, quasi drammatica, fra i due che quando Lucia mette in opera la sua gestualità italiana e il suo linguaggio del corpo, al povero Ian non rimane nessuno scampo. E questo è proprio quello che ci piace nei romanzi dove 'lui e deve trovare un marito per la donna che ama', no? She's No Princess ha tutto quello che rende bello un romanzo storico: ricevimenti nelle case di campagna, balli a mezzanotte, scene d'amore infuocate in carrozza e, naturalmente, un vigoroso fabbro a torso nudo. In altre parole tutta la roba che cercavamo quando leggevamo i romanzi storici. Ragione per cui ho scelto She's No Princess come ultimo romanzo storico da presentare qui a Romance:b(u)y the Book. Stavo scherzando! Il romanzo storico è morto? Lunga vita al romanzo storico! Comprate il libro. (Giudizio:4 stelle e un quarto)

..E CHI NO (O NON PROPRIO)

La buona notizia è che l'ultimo romanzo di Laura Lee Guhrke è soddisfacente. La notiza,bè...un po' meno buona è che la protagonista è una ventiduenne la cui unica aspirazione è scegliersi da sè il marito, accidenti!
(...)
Mentre trovo che Lucia manchi di quelle qualità che sono arrivata ad amare nelle eroine della Guhrke, lei è comunque una ragazza affascinante e arguta le cui scaramucce verbali con Ian sono il fondamento del romanzo. Ian, invece, è un eroe Guhrkiano a tutto tondo, con tutte le complessità emotive che ci piace un eroe del genere possa avere. Lui è, per dirla tutta, decisamente molto più interessante di Lucia.
(...)
Perciò se anche l'eroina lascia un po' a desiderare, gli arguti scambi verbali fra i Lucia e Ian rendono She's No Princess una buona lettura, soprattutto per le lettrici più giovani. Se vi piacciono le eroine poco complicate e con poca esperienza, allora She's No Princess farà probabilmente al caso vostro. Per quanto mi riguarda, dopo averla rivista in questo romanzo, penso che mi andrò a rileggermi Guilty Pleasures, storia di una un'esperta giovane archeologa e del duca che si è innamorato di lei. Ecco quella sì è un'eroina! (Giudizio: B- )



Non perderti l'intervista che Vivienne ha fatto recentemente per il blog a LAURA LEE GUHRKE, leggila qui


Avete letto questo romanzo o qualche altro libro della Guhrke? Cosa ne pensate? Lasciate un commento.

IL TALISMANO DELLA DEA, nuovo romanzo di Mariangela Camocardi in regalo a una nostra fortunata lettrice !

In occasione dell'uscita, l'8 luglio, nella collana I Grandi Romanzi Storici Special della Harlequin /Mondadori (nr.115) del nuovo romanzo di Mariangela Camocardi, IL TALISMANO DELLA DEA, un intenso romanzo timetravel ambientato nella Lombardia del Seicento e dell'Ottocento, che vede al centro delle sue vicende amorose e d'avventura due coppie e un fantastico anello dagli insoliti poteri magici ... torniamo a parlarne, come promesso nel post di qualche giorno fa in cui l'autrice è venuta personalmente a presentarlo ( leggi qui ), perchè Mariangela ha voluto farci due regali: un lungo estratto del romanzo scelto da lei stessa in esclusiva per le lettrici de LMBR e una copia del TALISMANO con sua dedica e firma da mettere in palio fra tutte voi! La più fortunata si aggiudicherà il libro in palio, ma a tutte le altre basterà fare un salto in edicola e...comiciare a sognare!

LA STORIA: Joaquin de Fuentes regala a Cora Lovati, la fanciulla di cui è innamorato, un potente amuleto ricevuto in dono da una donna condannata al rogo per stregoneria. Joaquin sa che Cora non potrà mai essere sua perché è già sposata con un altro, e la felicità gli appare irraggiungibile. Ma quando la passione diventa incontrollabile, i due giovani decidono di salpare insieme per il Nuovo Mondo, perché solo la fuga consentirebbe loro di rendere possibile l'impossibile...
Duecento anni dopo Drake, discendente di Joaquin, si presenta alla porta di Berenice, pronipote di Cora, deciso a farsi restituire il leggendario anello. Tra i due volano scintille fin dal primo momento, tuttavia il destino congiura per farli finire l'uno nelle braccia dell'altro, e in un susseguirsi di colpi di scena, strani eventi coinvolgono Drake e Berenice, ponendoli di fronte a uno sconvolgente mistero e a rivelazioni che sembrano trascendere la realtà.

ATTENZIONE !!! ATTENZIONE !!! ATTENZIONE !!! ATTENZIONE !!!!

Fra tutte le amiche de LMBR che lasceranno i loro commenti (chiaramente non anonimi e possibilmente con indirizzo email) su questo o altri post del blog questa settimana ( dal 6 al 12 luglio) estrarremo la copia del romanzo che Mariangela ha riservato apposta per noi! Chi lascia più commenti, avrà più possibilità di vincere, perchè a ogni commento ( fino a un massimo di tre per ogni nome) verrà assegnato un numero per concorrere all'estrazione del libro in regalo.

PARTECIPATE NUMEROSE E...CHE IL TALISMANO VI PORTI FORTUNA!!!


E per ingannare l'attesa di questi giorni prima della sua uscita, ecco l'estratto del TALISMANO DELLA DEA che Mariangela Camocardi ha scelto apposta per le nostre lettrici...enjoy!


CAPITOLO 4

I mercenari erano impegnati come quasi ogni giorno nelle loro esercitazioni. Il luogo adibito a tale funzione era lo spiazzo esterno ubicato sul retro dell’edificio rettangolare con gli alloggiamenti della soldataglia. Nell’aria riecheggiavano grida e fragore di armi e il sole faceva scintillare il metallo di spade, pistole e moschetti, oltre che le borchie di ottone degli scudi. Sullo sfondo e appena in disparte rispetto al gruppo degli uomini impegnati a misurarsi nel quotidiano addestramento, si stagliava la figura alta e atletica del capitano de Fuentes. Se ne stava immobile e silenzioso nell’angolo della corte che gli offriva un buon punto di osservazione, valutando la perizia degli armigeri con la competenza acquisita nei molti anni di ininterrotta militanza nell’esercito del re di Spagna. Difficilmente Joaquin sbagliava nel giudicarne la forza, la destrezza e la bravura nell’uso delle rispettive armi.

- Ti consumerai gli occhi a furia di fissarlo, Cora – l’ammonì a un tratto Abdia, sollevando il capo dal rammendo che stava eseguendo su una delicata camiciola di batista. – Quel dissoluto di Baldassarri, per quanto io ne aborrisca la presenza, non sarebbe affatto contento di vederti spasimare per un altro uomo.

- Abdia, risparmiami i tuoi sermoni, per oggi – disse Cora.

- Non credi che sia dispiaciuta di farteli? E se, Dio non lo voglia, il padrone dovesse notare che l’oggetto di tanta attenzione da parte tua è l’affascinate capitano spagnolo? Lui può fare ciò che vuole e lo fa, ma tu no, bambina, e avrebbe una reazione tremenda.

- Da cosa stabilisci che sto fissando proprio lui?- tergiversò lei, che in verità non si era mai soffermata a ponderare in che modo poteva reagire il suo brutale consorte eventualmente avesse scoperto che la propria moglie aveva perso la testa per un altro uomo. Rabbrividì immaginando quali catastrofiche conseguenze avrebbe innescato. Solo, che mai poteva fare in quella situazione senza vie d’uscita? De Fuentes viveva lì, ormai, a stretto contatto con loro, e Cora pur volendolo era del tutto incapace di comportarsi diversamente. Non si riconosceva più da quando Joaquin, come un luminoso raggio di luce che spezza le tenebre, aveva fatto irruzione nella sua squallida e tetra esistenza alleviando con la semplice presenza l’infelicità che la opprimeva. Ma la brava Abdia era eccessivamente apprensiva nei suoi confronti, e con ogni probabilità Andriolo, da quel presuntuoso che era, era troppo pieno di se stesso per dubitare che la moglie “osasse” anche solo guardare un altro!

- Mia cara, ti conosco da quando sei nata e non c’è nulla di te che possa passare inosservato al mio sguardo – replicò serafica la balia, infilando nella cruna dell’ago una gugliata di filo. - Mai, prima dell’arrivo di de Fuentes, ti sei interessata all’attività dei soldati al soldo del marchese, quindi è una deduzione scontata.

- Forse no – la contraddisse. - Forse mi limito a controllare che il capitano abbia la necessaria esperienza atta a giustificare la somma cospicua che gli viene elargita a compenso delle sue prestazioni.

- Oh, davvero?- la donna fece un’espressione dubbiosa. – Non per muoverti obiezioni, ma non sembri una che preoccupa dei propri investimenti economici, se mi è permesso dirlo.

- Tu ti permetti questo e altro, Abdia!- la risposta suonò più aspra di quanto Cora volesse, ma non servì a chiudere la bocca all’altra.

- Cerco di proteggerti da te stessa, tesoro, e dalla deleteria collera del farabutto blasonato che ti ritrovi per consorte. Evita di fornirgli pretesti per infierire nei tuoi riguardi.

- Il mio consorte è altrove – puntualizzò lei, sulla difensiva – e non faccio nulla di male, mi pare.

- Non ho mai affermato che lo facessi.

Abdia aveva ragione, era rischioso spasimare per un uomo con cui l’unico rapporto possibile era un educato scambio di formalità. E ci aveva provato, a dir la verità, a concentrarsi su altre cose. Alla fine Cora era stata costretta ad ammettere di non poter distogliere la sua mente da Joaquin de Fuentes. Ne era attratta come il ferro da una calamita e non riusciva, assolutamente non riusciva, a resistere un’intera giornata senza vederlo almeno di sfuggita. Dimentica del proprio rango e di essere una donna coniugata, si appostava come una servetta innamorata ovunque potesse carpire anche brevi attimi di vicinanza, quando lo sapeva nei paraggi. Ovviamente lui non si era mai accorto di essere fissato in continuazione: sarebbe morta di vergogna se Joaquin l’avesse sorpresa a struggersi per lui.

Una situazione che era estasi e inferno nel contempo, pensò ancora Cora, torcendosi le mani e gettando un’occhiata all’oggetto dei suoi sogni. Nello snodarsi di quelle prime settimane lo aveva incrociato raramente perché dopo le esercitazioni de Fuentes si ritirava nelle stanze a lui assegnate dal marchese. Al contrario degli altri soldati, Joaquin occupava un alloggio spazioso nell’ala sud del palazzo, e nel quale, espletate le sue mansioni, se ne stava rinchiuso a leggere o a far chissà cos’altro. Quando non veniva invitato da Baldassarri alla sua tavola, lo spagnolo consumava in solitudine i pasti. Ma spesso si allontanava con la scorta armata al seguito di Andriolo.

Joaquin sembrava un tipo di poche parole, oltre che refrattario alla mondanità. Cora aveva l’impressione che lui… accorgendosi che di nuovo stava smarrendosi in quei pensieri inopportuni, ne interruppe il fluire e si morse a sangue l’interno del labbro per costringersi ad ancorarsi al presente. Ma nella mente sfilarono le immagini dei loro sporadici incontri, e Cora chiuse gli occhi mentre ricordava i suoi gesti, le sue parole… la sua era una passione patetica e irrazionale che Joaquin non alimentava neppure con un sorriso appena più caloroso di quelli che riservava al marchese. In effetti, la sensazione che la eludesse in modo intenzionale si era trasformata in certezza, così lei si asteneva dal piombargli continuamente tra i piedi con un pretesto o con l’altro. L’orgoglio era più efficace della ragione!

- Cora, ti senti bene?

La voce di Abdia la strappò bruscamente dall’insistente arrovellarsi del suo cervello su Joaquin. Soffocando un sospiro esacerbato, Cora cambiò stizzosamente posizione sulla panca ricoperta di cuscini che fungeva da comodo sedile nella strombatura della finestra. Quello era divenuto il suo rifugio preferito, scelto appositamente perché era consapevole che la rientranza impediva a chiunque si trovasse nello spiazzo sottostante di intuire che oltre il parapetto c’era qualcuno. Ciò le consentiva di stargli in qualche modo accanto, di udirne la voce, di respirarne la presenza e di intessere illusioni irrealizzabili. Non erano che briciole, ma era sempre meglio di niente, no?

- Te ne stai innamorando, bambina – insistette la governante, la cui fronte, sotto l’orlo arricciato della cuffia, era corrugata.

- Non è vero!

- Sì, invece, e vorrei proprio che ti capacitassi che è una pazzia che potresti rimpiangere amaramente! Riconosco con onestà che lui è un concentrato di mascolinità… e bello quanto basta da incantare qualsiasi donna.

- Te ne sei accorta anche tu, dunque – ironizzò lei.

- Mentirei se affermassi il contrario – l’altra sorrise. – Non c’è una domestica che non sospiri per lui, ma non puoi esporti a…

- Abdia, taci, ti prego!

- Come posso tacere? Sei una signora perbene, per giunta maritata, ed è insensato coltivare simili sentimenti per un altro uomo.

- Sai benissimo che non merito i tuoi rimproveri – Cora non negò e neppure confermò l’allusione della donna, ostinandosi a ribattere la propria mancanza di colpe. Dal suo punto di vista i peccati avevano una diversa connotazione, e benché si rendesse conto di lasciar trasparire ciò che provava per lui, non reputava fosse depecrabile languire per qualcuno che era irraggiungibile come la luna.

- Non fai nulla di riprovevole, apparentemente, però non si pecca solo con le azioni ma anche con i pensieri – sottolineò la domestica con la saggezza delle persone semplici. - I tuoi sono chiaramente intuibili, lascia che te lo dica.

- Da quando ti trastulli con i pettegolezzi?- la redarguì con inusitata alterigia lei. – Sappi che non consento a nessuno, nemmeno a te, di cavillare sulla mia condotta. Quale moglie di Baldassarri ho tutti i diritti di verificare, e perché no?, di assistere a quanto avviene sotto questo tetto!- Quello scatto di insofferenza era in realtà una scusa fin troppo scoperta per troncare ogni ulteriore illazione di Abdia.

- Pettegolezzi? Se tu fossi innocente come vuoi darmi a intendere, perché non ti mostri apertamente dalla finestra?- ritorse l’altra.

- Se le tue malignità nascono da questa distorta interpretazione dei fatti, eccoti prontamente accontentata!- Lei si alzò in piedi e, con atteggiamento si sfida, si appoggiò al davanzale, in piena vista per coloro che stavano due piani più sotto.

Joaquin la scorse subito e chinò la testa in un saluto.

Cora agitò la mano in risposta ma, mentre lo fissava, d’improvviso il magro volto di lui scurito dal sole si aprì in un caldo sorriso che la fece fremere in tutto il corpo. Quell’uomo esercitava un tale potere di seduzione su di lei da accentuare il tumulto delle emozioni che le faceva esplodere dentro. Tutto in lui l’ammaliava, confessò a se stessa: lo scintillio degli occhi vellutati come la notte, il bianco lampeggiare dei denti forti, la sensualità della bocca… e la fulminea trasformazione che un fugace sorriso operava sulla faccia severa di lui, rendendolo ancora più attraente. Speranzosa che la vampata di calore che le era salita alle guance non venisse notata, ricambiò il sorriso, intimamente rammaricata di aver raccolto la provocazione di Abdia.Era in procinto di ritrarsi quando un suono di voci adirate attirò l’attenzione di tutti gli astanti su un alterco divampato tra i soldati nei pressi all’armeria.

( ... )

***

- Chiederò a mio marito di allontanare quell’energumeno – esordì Cora allorché lei e Joaquin furono soli in una delle stanze del primo piano adibite al ricevimento degli ospiti.

- Non avreste dovuto intromettervi, señora!- replicò freddamente lui, tirando indietro con un gesto esasperato il ciuffo corvino che gli ricadeva sulla fronte. Rimise la spada nel fodero, poiché ancora ne brandiva l’elsa cesellata, e aggiunse nello stesso tono:- A volte il rimedio risulta peggiore della malattia, come in questo caso.

La giovane lo guardò con espressione interdetta. – Perché?

- Perché mi avete privato della possibilità di dare io stesso una lezione esemplare a quel gradasso!- sibilò aspro. - Il ragazzo non avrebbe dovuto cimentarsi con Brutus e se l’è cercata.

- Avverto del biasimo per me, capitano… spero di cuore che non vogliate giustificare ciò che quell’individuo grossolano e prepotente stava facendo a Lampleto perché io non potrei…

- Non giustifico Imre e neppure voi, señora – la interruppe Joaquin seccamente. – Avreste dovuto astenervi dall’immischiarvi: avrei ridotto a più miti consigli il turco, facendo sì che si guardasse bene dall’angariare qualcun altro, in futuro. Sono perfettamente in grado di impartire la disciplina ai miei uomini!

- Voi volevate…? Ma io ho ritenuto di dover…

- Umiliarmi davanti ai miei sottoposti – tagliò corto lo spagnolo, la cui voce dura intimidì Cora quanto il torvo cipiglio che alterava i lineamenti. – E ci siete riuscita, non c’è dubbio.

- Ma io…- lei strinse i pugni. – Quella ferita mi ha spaventato.

- Sul serio? Eppure, vedete, ha perfino cessato di sanguinare, prova evidente che era soltanto una superficiale scalfittura.

- E come potevo supporlo? Temevo che vi uccidesse. Non voglio apparirvi puerile, ma quando mi imbatto in quel truce individuo, senza una ragione plausibile se non l’aura di violenza che si avverte in lui, sono invasa da un terrore che non so spiegare.

- Terrore?- Joaquin la scrutò. - Vi ha forse infastidita?

- No, ma forse ne percepisco la malvagità - tentò di scagionarsi lei, farfugliando impacciata quelle improbabili scuse. - Insomma, ho temuto che lui vi facesse del male, capite?

- Sembrate aver dimenticato che sono un soldato, capace pertanto di difendermi da me – dichiarò asciutto de Fuentes. - Egregiamente, tra l’altro, se per caso non ve ne foste ancora accorta.

- Me ne rendo conto, ma vedete, capitano, sul momento io…

- Non mi piace nascondermi dietro le sottane e i merletti di una femmina che non sa stare al suo posto – tagliò corto lui, lanciandole un’occhiata ostile che la raggelò.

Lei si umettò nervosamente le labbra. - Imre vi avrebbe ammazzato, se per caso vi fosse sfuggito tale dettaglio nella concitazione del duello che avete poc’anzi affrontato con lui.

- Pensate che gli avrei consentito di farlo, eventualmente non foste intervenuta?- ritorse con irritazione l’uomo. - Ho affrontato molte battaglie, riportando immancabilmente a casa la pelle. Brutus non mi avrebbe sopraffatto, ve lo garantisco.

- Evidentemente vi ho sottovalutato, capitano.

- Evidentemente!

Lei si accasciò mortificata su una sedia e abbassò gli occhi, troppo scombussolata da quei modi formali e scostanti per aver il coraggio di guardarlo ancora negli occhi. – Vi domando scusa – sussurrò.

- Non posso che accettarle, ovviamente. Sono al vostro servizio e devo rispettare la volontà di chi mi ha assunto, quale che sia. Ma vi esorto a evitare altre ingerenze come questa, in avvenire.

- Voi non alludete solo a quello che è successo poco fa, vero?- lei gli pose quell’interrogativo quasi con paura.

- Apprezzo la vostra perspicacia, señora – lui incrociò l braccia sul petto e sulla bocca apparve un accenno di sorriso che non raggiunse gli occhi. – Poiché siamo in argomento, se mi autorizzate a essere schietto senza dovermi preoccupare di offendervi, approfitterei di questa conversazione per esprimere quanto mi preme chiarire.

- Prego…- lei teneva il capo chino, il viso celato da alcune ciocche sfuggite alla forcine e la gonna dell’abito che le si allargava intorno come la corolla di un nontiscordardimé. E se in apparenza appariva composta, la prova del conflitto emotivo che imperversava nel suo intimo era il tremito incessante delle dita sottili.

- Non crediate che non mi sia accorto del vostro…- Joaquin esitò, facendo una pausa calcolata, e le scoccò uno sguardo che a Cora parve di scherno misto a disprezzo.

- Continuate pure, capitano de Fuentes – lo sollecitò in un sussurro strozzato, riabbassando gli occhi sulle mani intrecciate.

- Mi riferisco al vostro interesse per me, señora. Un interesse che non poteva passare inosservato. Ne sono lusingato, naturalmente. Ma se devo essere sincero con voi fino alla brutalità, vi domando la cortesia di non farmi oggetto delle vostre moine.

- Vi assicuro che non era mia intenzione crearvi disagio, capitano, io non…- lei non poté terminare la frase. Doveva essergli sembrata a dir poco patetica con i suoi infantili, forse grotteschi appostamenti per incontrarlo, lasciando trapelare sentimenti che era stata incapace di mascherare. Lui se n’era accorto e doveva averne riso tra sé… Ne fu così mortificata che sarebbe sprofondata all’inferno piuttosto che restare un solo altro istante in quel salotto che sapeva di chiuso già pregno del buon odore di lui. Inalò quel miscuglio di aromi che ormai aveva imparato a distinguere, così intensamente mascolini da trovarli irresistibili. Lui emanava un sentore di pelle regolarmente strofinata con sapone e detersa dall’acqua del risciacquo, anche se gli restava addosso l’afrore del cavallo, dei finimenti di cuoio che intrideva di grasso e del profumato fieno sparso nelle stalle e nelle scuderie. Represse un sospiro sconfortato: non c’era rimedio: lei era sua. Completamente e disperatamente sua. E moriva d’amore per un uomo che viceversa le stava manifestando il proprio disprezzo. Dio, ma Joaquin non vedeva che si scioglieva di fronte a lui, succube di ogni suo sguardo? Come poteva non capire che la donna che aveva davanti anelava il tocco delle sue mani brune sul proprio corpo bruciante di passione. E voleva conoscere il sapore della sua bocca, sciogliersi contro di essa e annegare nei suoi occhi… era soggiogata da Joaquin e da ciò che provava per lui da perderci la ragione. Invece doveva incassare passivamente gli insulti di qualcuno per il quale si sarebbe strappata il cuore dal petto, se solo glielo avesse chiesto, sorridendole come solo lui sapeva fare.

- Voi donne della nobiltà avete qualcosa che vi accomuna.

- Davvero? E che cosa sarebbe?

- Siete tutte oppresse dal fastidio di un’esistenza inconcludente, e benché la maggior parte delle persone sbarca a fatica il lunario, il solo vostro assillo è come ingannare il tedio che abitualmente vi assale nel corso delle vostre oziose giornate.

- Siete ingiusto, capitano.

- Ingiusto o sincero? Frequento gli esponenti del vostro esclusivo ambiente, constatando che le ricche dame dell’aristocrazia passano con estrema spregiudicatezza e zero moralità da un amante venuto presto a noia al successivo corteggiatore.

- Vi… vi proibisco di proferire altre ingiurie.

- Non dovete prendervela, señora!- Joaquin scrollò le spalle con oltraggiosa indifferenza. -Immagino di rappresentare una novità per voi, un capriccio per ottenere il quale siete disposta a tutto, anche all’adulterio. Tradire è normale nella società cui appartenete, e per quanto vi concerne presumo siate impaziente di attirarmi nel vostro letto e di concedervi a me – concluse con deliberata volgarità.

Lei si alzò e lo fronteggiò con espressione triste. Era diventata così cerea che Joaquin avvertì un barlume di rimorso. - Che torto vi ho mai fatto perché abbiate di me un’opinione tanto orribile?– insorse con un filo di voce. - Mi conoscete a malapena eppure vi arrogate la facoltà di giudicarmi una donna di facili costumi solo perché siete convinto che io nutra un’infatuazione nei vostri confronti…

- Vorreste negarlo, forse?

- Se anche fosse, sono da condannare?- Cora racimolò la forza di sollevare le ciglia e fissarlo negli occhi. Trasalì quando le ardenti pupille di Joaquin affondarono nelle sue, prima di scivolare sui seni e indugiarvi con insolenza. - Ero persuasa che foste un gentiluomo, capitano. Appare ovvio che mi sono sbagliata sul vostro conto.

- Probabilmente sono stato sgradevole con voi, señora, ma non potevo agire altrimenti, a scanso di equivoci.

- Avete molto da imparare sulle donne, specialmente verso quelle nei cui riguardi, con ripugnante perfidia, trinciate sommari giudizi. E del tutto gratuiti perché infondati!- Pronunciata quella frase sferzante e colma di dolore, Cora si diresse alla porta e si eclissò.

Lui restò dov’era: si sentiva come un’inanimata statua di marmo e non come un uomo in cui il sangue scorre caldo e pulsa la vita. Qualcosa, dentro, gli doleva come se fosse stato appena trafitto da un fendente di misericordia, l’acuminato pugnale dalla lama lunga e sottile con cui si sferrava il colpo di grazia e un nemico già ferito e disarcionato da cavallo. Il viso affranto di Cora gli balenò nella mente e lo straziò… non aveva potuto comportarsi che a quel modo, d’altronde, ma era stato come accanirsi contro se stesso.

Aveva dovuto costringersi a uno sforzo immane della volontà per non prenderla tra le braccia e cercarle la bocca, affamato di lei al punto da bramare di spogliarla, lì dov’erano, e poi prenderla senza altri indugi. Era per quel motivo che non la voleva intorno! Perdeva il controllo di sé e delle sue emozioni quando Cora gli stava vicina e il fresco profumo femminile permeava l’aria, infierendo sui suoi sensi fin troppo ricettivi. Ma che Dio lo aiutasse, l’averla trattata da donnaccia aveva fatto più male a lui che a lei! E farsi odiare sarebbe realmente servito a tenerla lontana? Quanto a lui, avrebbero mai trovato fine le lunghe notti insonni popolate dalla visione tentatrice e irrealizzabile di Cora avvinta a lui nell’abbandono dei sensi?

Maledizione, non poteva pensare a lei così… non poteva indugiare con la mente sul desiderio che il suo corpo scatenava in lui. Era la moglie di un altro e non avrebbero mai giaciuto insieme. Mai!

Rimpianse di nuovo di aver lasciato l’esercito e di essere andato incontro, del tutto inconsapevolmente, all’amore per una donna che non gli apparteneva. Gli era entrata nel cuore subito, senza scampo, e ci era tenacemente abbarbicata. L’anima vibrava ogni volta che Joaquin posava l’attenzione su di lei perché Cora faceva scaturire in lui sensazioni mai sperimentate con nessun’altra, il che lo rendeva schiavo dell’unica, meravigliosa donna che avrebbe voluto avere, amandola con tutto se stesso, e che doveva invece dimenticare. ...



  • Leggi qui la prima parte dell'intervista 'doppia' di Mariangela Camocardi e Sylvia Z. Summers sul sito di eHarmony

Conoscete i libri di Mariangela Camocardi? Vi piacciono i romanzi storici ambientati in Italia? Cosa pensate di questo affascinante connubbio fra romanzo storico ed elementi paranormali come il viaggio nel tempo e l'anello magico? LASCIATE IL VOSTRO COMMENTO E PARTECIPATE ALL'ESTARZIONE DI UNA COPIA AUTOGRAFATA DE IL TALISMANO DELLA DEA !

AMANTI PERDUTI di Theresa Melville

Autrice: THERESA MELVILLE
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra, periodo Vittoriano
Pubblicazione: ed. Mondadori, collana I Romanzi n.857, aprile 2009, pagg. 314
Parte di una serie: No
Livello sensualità: Medio

Giudizio : 1/2

Due donne, due cuori, due inestinguibili passioni
Alcune donne custodiscono l’amore come un fuoco sacro: lo alimentano con il soffio vitale del piacere e della sofferenza, in modo che la fiamma continui a bruciare. Jennifer, duchessa di Rutherford, in apparenza moglie e madre felice, è in realtà straziata da un segreto inconfessabile: il legame con un uomo che si vergogna di nominare, perfino nelle pagine del proprio diario. Frances Whetrow, vittima inconsapevole di un’ingiustizia, spende ogni risorsa per dare un volto ai fantasmi che la tormentano fin da quando era bambina.


Incuriosita da un'intervista all'autrice pubblicata da Isn't it romantic (potete leggerla qui), ho comprato Amanti perduti di Theresa Melville, una delle più note scrittrici italiane di romance.

Aperta parentesi.

Prima di riuscire a mettere le mani sul romanzo, all'epoca in distribuzione da circa un mese, ho penato non poco. Questa piccola esperienza mi porterebbe quindi a qualche osservazione su il sistema edicola, attraverso il quale passano quasi tutti i romance pubblicati in Italia. Ma lascio per il momento cadere l'argomento.

Chiudo la parentesi e torno alla Melville.

Leggendo io non solo romance, ma anche giallo e noir, mi aveva incuriosito non poco questa autrice dai bellissimi occhi verdi che annunciava il suo passaggio dal rosa al nero. E ad un nero deciso, a quanto mi era dato di capire. Avevo ritenuto anche curioso il fatto che la Mondadori avesse scelto di riunire in un'unica pubblicazione due romanzi brevi, di circa 150 pagine l'uno. Pur rispettando in questo modo la consuetudine delle trecento pagine dei romance italiani -più lunghi non sarebbero adatti alla distribuzione in edicola, più corti deluderebbero le attese del lettore-, si offriva un prodotto che, al di fuori delle antologie, non credo oggi goda di particolari fortune, a meno che non sia firmato da un autore già noto ed apprezzato dal pubblico. Come la Melville, appunto.

Abitudine desueta, quella di scrivere racconti lunghi o, se preferite, romanzi brevi. Bisogna seguire regole diverse, non semplicemente lasciare nella penna la metà delle parole, evitando magari di dilungarsi in dialoghi o descrizioni. Bisogna saper scrivere in modo più incisivo e concludente, semmai, rispettando un ritmo narrativo più serrato ed essenziale.

Non so perchè la Melville abbia optato per questa forma di scrittura quando avrebbe potuto senza troppa fatica allungare i due manoscritti e farne due romanzi dalle dimensioni standard. Ma non l'ha fatto, per fortuna. Per onestà verso se stessa, probabilmente. E per onestà verso le lettrici. Perchè i due racconti le erano usciti dalla penna perfetti così come erano. Senza necessità di una parola in più nè in meno.

Per la verità qualche lettrice sui vari blog non ha approvato l'operazione. Non tanto per la eccentricità della scelta breve, quanto perchè entrambi i romanzi sono meno rosa del prevedibile. O forse perchè non sono affatto prevedibili, e tutte noi lettrici sappiamo quanto una certa consuetudine ci rassicuri ( tanto poi alla fine si sposano) e quanto un salto nel buio ci infastidisca. In Amanti Perduti non c'è niente che ci coccoli, se non il fascino di una buona prosa: la Melville scrive molto bene, ma-almeno qui- non concede a chi legge di trincerarsi dietro ad un rassicurante déjas lu, già letto.

Entrambi ambientati in un' epoca Vittoriana ben descritta nei costumi e nella dimensione storica e permeati da una sensualità prepotente che va ben oltre gli incontri erotici, i due romanzi ci svelano gioie e dolori, amori e rancori di due eroine molto diverse fra loro, ma che forse sono due lati di una stessa anima. Entrambe sono figlie non succubi del loro tempo e se ne infischiano alla grande del classico happy ending.

L'ALTRO UOMO, il primo dei due romanzi brevi, è una storia dura, più spigolosa di quanto sembri. Parla d'amore totale, tondo e perfetto come l'O di Giotto. Ma anche di dolore totale, quello probabilmente più devastante per una donna. Fin quasi alla fine, chi legge non scopre chi sia l'altro uomo, il vero e unico amore di Jennifer, duchessa di Rutheford, donna giovane e bella sposata ad un uomo molto più grande e non passionale. Un personaggio che ci ricorda forse Emma Bovary nella sua ricerca di una vita dominata dall'amore con l'A maiuscola, ma che sembra punteggiata solo dalla disperazione, con la D maiuscola. Una donna che per amore riesce ad annullare se stessa, fino all'epilogo, decisamente anticonformista e appena suggerito. Ci piacerebbe sapere cosa sarà di lei (ma anche del suo affascinante e comprensivo marito).

UN GRIDO NEL PASSATO è una lettura più semplice, piacevole,apparentemente meno ruvida. Che tiene viva l'attenzione dall'inizio alla fine come in un giallo. Racconta la storia di Frances Whetrow, sulla cui nascita incombe una verità forse crudele, forse scomoda, forse scandalosa e torbida. Ormai ventunenne, Frances è decisa a cancellare ogni ombra dal suo passato, condizione necessaria per ricominciare a vivere. Stravolge con coraggio la sua esistenza e la indirizza a testa alta verso un futuro che nessuno sceglierà per lei. Beninteso, con l'aiuto di un affascinante detective, Philip Hamilton.... Non scordiamoci che è di romance che parliamo. Alla fine non manca il colpo di scena che, onestamente, non avevo previsto.

Anche di Frances e Philip ci piacerebbe sapere di più. E se li ritrovassimo insieme, magari alle prese con un altro mistero?

DA LEGGERE DELLA STESSA AUTRICE

Seguimi (2005) - ed. Mondadori,collana I Romanzi (Aisha e Norman Powell)
Fiore di campo
(2005) - ed. Mondadori,collana I Romanzi (Shirley Bright e Oliver Blackwood)
Leggenda di sangue e amore (2006)- ed. Mondadori,collana Mystère (Susan Ballantyne e Nathan Odell)
Nella mente e nel cuore (2006)- ed. Mondadori,collana I Romanzi (Dominic Monroe e Jeremy Blaine)



Vivienne


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REGINA DELLA NOTTE ( Twilight Begins) di Maggie Shayne

Autrice: MAGGIE SHAYNE
Titolo originale:Twilight Begins
Genere: Paranormale
Ambientazione: Francia, giorni nostri Pubblicazione originale: ed. Mira, ottobre 2004, pagg.507
Pubblicato in Italia: ed. Harlequin/Mondadori, collana BlueNocturne, nr.3 , giugno 2009
Parte di una serie: 2° serie The Wings in the Night
Livello sensualità: MEDIO

Giudizio :

Bellissima, potente e immortale, condannata a vivere per sempre in un mondo illuminato soltanto dalla luna dove nessuno è ciò che sembra...

Figlia di un faraone egizio, la bellissima Rhiannon è uno dei vampiri più antichi e potenti che si conoscano, e proprio per questo Curtis Rogers, agente del DPI che ha giurato di eliminare i non-morti dalla faccia della terra, è fermamente intenzionato a catturarla. Così, quando scopre che l'unico punto debole dell'affascinante creatura è Roland de Courtemanche, non esita a usarlo come esca. Perché anche se lui si ostina a rifiutare il suo amore da più di duecento anni, Rhiannon è disposta anche a rischiare la propria vita per proteggerlo.

Rhianikki ora Rhiannon, principessa del Nilo, figlia del faraone, vampira immortale da tempo immemorabile, è stanca di dover mostrare il proprio valore. E’ una donna stanca di essere ignorata. Una donna che sa di essere forte anche se non ha mai ricevuto affetto da parte di un uomo; nemmeno quello di suo padre che l’ha allontanata di casa a soli 5 anni, perché pur primogenita era però solo una femmina.

Ma adesso, il fatto di essere ignorata la sta facendo impazzire di rabbia.

Ha deciso che aiuterà Roland de Courtemanche, il vampiro che desidera da centinaia di anni, a proteggere Jamieson Bryant, il Prescelto con cui Roland ha un forte legame e che è in grave pericolo.

Rhiannon non lo farà per dimostrare a Roland il suo valore. Non lo farà per dimostrargli di essere degna delle sue attenzioni. Non lo farà per amore di Roland, no. Lei non è così stupida da innamorarsi, lei lo desidera solo fisicamente. L’amore… non c’entra niente!

Quando Roland de Courtemanche, a distanza di 50 anni dal loro ultimo incontro, la vede in un locale attorniata da ammiratori, con un vestito di velluto nero che segnava le sue forme, il collo da cigno, i capelli e gli occhi neri a mandorla dalla forma esotica e le labbra carnose di un colore rosso scuro, non può fare a meno di guardarla e desiderarla. La presenza di Rhiannon risveglia l’animale che è dentro di lui. Ma Roland non può lasciarsi coinvolgere di nuovo, perché lei non conosce il pericolo a cui andrebbe incontro frequentandolo, e così, con lo sguardo ancora fisso su di lei, si costringe ad uscire fuori dal locale e andarsene.

Che rabbia per Rhiannon! Come osava Roland ignorarla e piantarla in asso?

Così per attirare la sua attenzione, Rhiannon adesca un uomo, lo porta fuori dal locale e… lo morde succhiandogli il sangue. Sì lo morde, perché i nostri protagonisti sono due vampiri. Vampiri che vivono tra gli esseri umani che ignorano la loro esistenza se non in forma di leggenda.

E quindi devono essere discreti e non attirare l’attenzione degli umani.

Così quando Rhiannon morde l’umano, seppur senza alcuna intenzione di fargli del male, Roland interviene rimproverandola.

Dannazione, Rhianikki (il suo nome egizio), lascialo stare..… Cosa ci fai qui?”
Neanche un ciao? Un come stai? Un sono felice di vedere che sei ancora viva? Niente? Sei diventato davvero un maleducato, Roland”.
“Cosa ci fai qui?”
“Ho sentito parlare di un agente della DPI che è riuscito a rintracciarti fin qui. Dicono sia in paese. Ero preoccupata per te Roland. Sono venuta per metterti in guardia”.
“E così, sapendo che c’è un agente della DPI in paese, hai pensato bene di farti notare il più possibile”
“Riesci a pensare ad un modo migliore per stanarlo?”…….. Finalmente, aveva attirato la sua attenzione……

Al ‘DPI’ ovvero Division of Paranormal Investigation, lavora Curtis Rogers. Curtis è un agente a caccia di vampiri per distruggerli. Ha scoperto non solo che i vampiri esistono, (catturandone alcuni e facendo degli esperimenti crudeli su di essi), ma anche che alcuni esseri umani hanno nel sangue il rarissimo “antigene belladonna”. Questi ultimi sono i Prescelti, cioè quegli umani che possono essere trasformati in vampiri. I Prescelti hanno un legame pschico cosciente e non con i vampiri, che li riconoscono e li proteggono.

Curtis Rogers, che ha anche un motivo personale per ucciderli, sta cercando Jamey (o Jamieson Bryant o James O’Brien come lo chiamavano ora per camuffare il suo nome), e i vampiri che sono con lui.Infatti Roland, insieme ai suoi amici Eric Marquand, Tamara Dey, ed al piccolo Jamey, hanno già dovuto combattere contro di lui. Curtis , due anni prima, aveva rapito Jamey quando ancora viveva a Byram nel Connecticus (USA) con la madre. Jamey è un bambino col dono della chiaroveggenza ed aveva previsto i pericoli in cui sarebbe andato incontro Eric Marquand, avvisando Tamara, che era così riuscita a salvare la vita di Eric e Roland.Quando Roland era riuscito a ritrovare e salvare Jamey, aveva instaurato con lui un legame così profondo, da portarlo nel suo castello in Francia per proteggerlo.

Tutti credevano però che Curtis fosse morto dopo che Tamara gli aveva sparato.(leggi storia in Sulle ali della notte ) Ma Curtis non è morto e vuole vendicarsi di Jamey e di tutti loro.Ora li ha trovati, ed è per questo che Rhiannon è venuta ad avvisare ed aiutare Roland a proteggere Jamey.

Ma Curtis non è l’unico nemico da cui devono difendersi, nè Jamey l’unica preda.

C’è infatti un altro uomo: Lucien, che dà loro la caccia. In particolare lui vuole la potente vampira Rhiannon per ottenere la vita eterna, l’immortalità. Lucien vuole Rhiannon perché è uno dei pochi vampiri millenari esistenti. I vampiri millenari sono più forti degli altri perché con l’età aumenta la loro forza. Ma, come in tutto, esiste il rovescio della medaglia: non aumenta solo la loro forza ma anche il dolore. Se vengono feriti il loro dolore è insopportabile, e basta perdere un po’ di sangue per trovare la morte. E tutto questo, Lucien lo sa. Ma chi è Lucien?

Roland e Rhiannon uniranno le loro forze per sconfiggere i nemici ma la loro convivenza non sarà facile.

Rhiannon ce la metterà tutta per farsi apprezzare da Roland e non capisce perché pur desiderandola, la rifiuta. Perché finge indifferenza se il suo sguardo brucia di passione? Perché quando va a trovarlo gli dice di stare alla larga?

E’ stanca di dovergli mostrare il proprio valore. Di non essere amata per quello che é. Riuscirà a cambiare la propria natura per restare con lui?

Roland non accetta che Rhiannon sia impulsiva, imprevedibile, passionale, sprezzante del pericolo. Lei risveglia in lui l’animale violento della sua natura umana, riportando a galla i ricordi di stragi e vendette compiute in gioventù. Quando uccidere gli piaceva. Quando la sua violenza aveva fatto suicidare la donna che amava quando era ancora solo un uomo.

E quando la sua tentazione per Rhiannon gli fa perdere la testa, a causa anche dell’anfetamina assunta per non dormire, il demone violento che è in lui prenderà per un po’ il sopravvento spaventandolo e facendo sì che allontanasse ancora una volta da se Rhiannon. In modo crudele stavolta, considerandola un castigo, una maledizione. Rhiannon infatti incarnava tutti i difetti che lui aveva cercato di reprimere. Ma l’elenco dei suoi difetti non serve a smorzare il desiderio che prova per lei. Il dolore di perderla quando lei deciderà di andarsene. Rhiannon infatti non si ferma mai a lungo durante le sue visite, giusto il tempo di creare scompiglio. Quanto sarebbe rimasta stavolta? E lui sarebbe riuscito a vederla andar via?

Che dirvi? Dapprima ho provato stizza verso Roland che per proteggere a tutti i costi la sua amata, l’abbandona … per il suo bene. Ed ho capito la rabbia di Rhiannon verso quest’uomo che, con questa scusa, la ignora. Poi c’è stato un momento in cui Roland mi è diventato decisamente antipatico. Non mi piace quando da stupido cieco qual è, non fa altro che denigrare Rhiannon, critica il suo comportamento, il suo modo di vestire, la sua gioia di vivere, il suo entusiasmo, il suo “mettersi in mostra”. Per poi ancora non approvare nemmeno il suo comportamento da donna mite, quando Rhiannon cerca di trasformarsi nella donna che lui desidera, o crede di desiderare. Che strazio!

E che pena mi fa certe volte questa povera e sola Rhiannon! Una donna che vive da millenni in solitudine, tanto che la sua unica amica è una pantera, Pandora, che lei chiama affettuosamente: la mia gatta. L’unico essere vivente che l’ama senza condizioni, che le mostra amore e la protegge senza pretendere nulla in cambio.Mi piace questo amore “animale” che noi umani normali possiamo identificare nell’amore incondizionato di un cane verso il proprio padrone e viceversa. Anche se, leggendo del legame pschico che la pantera ha con lei, quasi mi aspettavo un “colpo di scena” e che si trasformasse in qualcos’altro. Avevo avuto questa sensazione.

E Pandora non è nemmeno l’unico animale buono della storia. Ad un certo punto compare un lupo che invece di sbranare Roland, lo aiuta. Scommettiamo che ritroveremo questo lupo nella prossima storia: ‘Illusioni della notte’, in uscita il 2 settembre prossimo?

Con questa vi saluto e come sempre, vi auguro buona lettura.


DA LEGGERE NELLA SERIE ' WINGS IN THE NIGHT '


Twilight Phantasies (1993) - 1° romanzo -ed.italiana : Harlequin/ Mondadori, Sulle Ali della Notte , collana BlueNocturne n°1, aprile 2009 - (Eric Marquand e Tamara Dey)
Twilight Illusions (1995) -3° romanzo - ed.italiana : Harlequin/ Mondadori, Illusioni della Notte , di prossima uscita nella collana BlueNocturne - (Damien e Shannon Mallory)
"Beyond Twilight" in Strangers in the Night anthology( 1995) - romanzo -
Born in Twilight (1997) -romanzo
"Twilight Vows" in Brides of the Night anthology (1998) - romanzo
Twilight Hunger (2002)-romanzo
Embrace the Twilight (2003) -
romanzo
"Run From Twilight" and "Twilight Vows" in Two By Twilight - romanzo
Edge of Twilight (2004) - 10° romanzo
Blue Twilight (2005) - 11°romanzo
Prince of Twilight (2006) - 12° romanzo
Demon's Kiss (2007) - 13°romanzo
Lover's Bite (2008) - 14°romanzo
Angel's Pain (2008) - 15°romanzo

L' AUTRICE
La fortunata carriera da scrittrice di MAGGIE SHAYNE è iniziata anni fa durante una notte insonne ad assistere un neonato con le coliche. Lettrice vorace e amante della scrittura fin dalla più tenera età, Maggie si trovò improvvisamente senza un libro da leggere mentre assisteva il bimbo malato.Così finì per dipanare una storia da lei stessa inventata, sviluppando una trama che le rimase in testa per giorni, finchè non decise di sedersi a tavolino e metterla nero su bianco.
Oggi la Shayne è autrice di più di quaranta romanzi, che vanno dalle storie di streghe, vampiri, fantasmi, ecc. fino ai romantic suspense ad altissma tensione.L'autrice ha vinto numerosi premi, fra cui due Romantic Times Bookclub alla carriera, il National Readers Choice Award, e il molto ambito RITA Award, per il quale è stata nominata ben dodici volte . La Shayne è anche stata sceneggiatrice per le soap operas Sentieri e Così Gira il Mondo. Uno dei suoi romanzi, Eternity, è stato acquistato per ricavarne un film.
Maggie trova forza e conforto nella sua spiritualità ed è la fondatrice di una nuova tradizione spirituale, chiamata Wicca, anche conosciuta come RavenMyst Circle (circolo mistico del corvo), organizzazione senza scopo di lucro chee tiene seminari a chi è interessato ad approfondirne la filosofia.
Maggie Shayne vive a Otselic, una piccola città a sud dello stato di New York,dove, a suo dire, ci sono più mucche che persone, con il suo fedele bulldog inglese Wrinkles e il suo viziatissimo gatto Glorificus , più una coppia di Labrador retrivers.



RACHELE


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UOMINI IN ABITI REGENCY

Ci sono casi in cui davvero 'l'abito fa il monaco' e uno di questi è nei romanzi storici che ci piace così tanto leggere, soprattutto quelli ambientati nel primo Ottocento inglese, durante l'epoca della Reggenza. Gli eroi e antieroi di queste storie hanno tutti un look davvero sexy: lucidissimi stivali al ginocchio, lunghi cappotti, cravatte inamidate dal nodo super elaborato, camicie svolazzanti e pantaloni aderenti...stimolano piacevolmente la nostra fantasia!

E questo tipo di moda maschile, che troviamo tanto stimolante, è proprio una prerogativa dei primi decenni dell'Ottocento, perchè per buona parte del Settecento gli uomini vestivano in modo molto più sgargiante e lezioso.
Poi a partire dal 1780, probabilmente in seguito agli sconvolgimenti portati in tutta Europa dalla Rivoluzione Francese che vide tanti sgargiantissimi nobili andare al patibolo, anche gli abiti maschili hanno subito una rivoluzione e sono diventati più sobri e virili.

Fra il 1795 e il 1820 l'abito sartoriale perfettamente su misura e strettamente modellato alla figura divenne il look maschile per eccellenza, e Beau Brummel (vedi qui) e la sua cerchia di amici furono, in Inghilterra, i massimi rappresentati del nuovo stile. Brummel non fece altro che riprendere i lunghi cappotti, i panciotti e i pantaloni indossati dai gentiluomini inglesi di campagna e dare al tutto un look più raffinato e cittadino. Brummel, che fu una vera e propria icona di stile per la sua epoca, sosteneva che un uomo di gusto doveva vestire sottotono e lasciare i colori sgargianti e la maggior parte degli accessori alle signore. E questo diktat della moda maschile è arrivato più o meno inalterato fino ai giorni nostri.

E' alla fine del XVIII° secolo che i sarti inglesi diventano leader nel campo della moda maschile grazie alla loro esperienza nella scelta delle stoffe da usare per rendere un capo normalmente usato per la vita in campagna accettabile nei salotti alla moda e alla loro raffinata tecnica produttiva. C'era una vera e propria gerarchia fra i sarti. In cima stavano quelli abili nel disegno e nel taglio su misura, seguiti da quelli che finivano i capi con lavoro di dettaglio, come le asole. Ultimi sulla scala gerarchica i cosiddetti 'table monkeys'' (scimmie da tavolo) a cui era affidato il lavoro di cucitura e stiro dei capi.T utti gli abiti al tempo venivano cuciti a mano perchè la l'invenzione della macchima da cucire risale al 1830 e la sua produzione in serie fu solo a partire dal 1850.

Brummell lavorò attivamente insieme ai suoi sarti (i più famosi dell'epoca furono Schweitzer and Davidson of Cork street, Weston of 34 Old Bond street, Meyer of Conduit street e Guthrie) per riuscire a raggiungere un look che unisse all'altà qualità dei tessuti anche un taglio perfetto. Si dice che Brummel fosse così pignolo circa il taglio dei suoi abiti, che facesse fare le dita dei suoi guanti da un guantaio e i pollici da un altro.

Beau Brummel non fu tanto un innovatore quanto un perfezionatore e diede la sua impronta al nuovo stile. Fu lui a far diventare super inamidata la cravatta molle, a far tirare a lucido ( con lo champagne!) gli stivali da cavallo abitualmente infangati e soprattutto, ad esigere che gli abiti avessero taglio e vestibilità perfetti. Il rendingote da cavallo a doppiopetto fu trasformato in un indumento elegante dandogli un taglio curvo sul davanti e facendolo aderire completamente alla figura. Le braghe (breeches) al ginocchio furono sostituite dai pantaloni, che avevano anch'essi una vestibilità più aderente e arrivavano fino a metà polpaccio o oltre. Questi pantaloni (pantaloons)s i portavano con stivali alti e lucidissimi. Fra il 1807 e il 1825 faranno la loro apparizione in alternativa pantaloni lunghi (trousers), portati originalmente come indumenti da lavoro. I pantaloni erano molto stretti fino al ginocchio e poi più larghi e spesso tenuti tesi da un laccio sotto alla pianta del piede, escamotage introdotto probabilmente da Brummel per far sì che i pantaloni si mantenessero sempre perfettamente stirati. Braghe e pantaloni più corti in questo periodo si chiudevano con una abbottonatura laterale che lasciava liscio e sempre molto aderente la parte davanti.
Sì, insomma, quando nei romanzi leggiamo riferimenti alle belle gambe,alla vita stretta e alle spalel larghe dei protagonisti capiano perchè...era una moda quella del primo Ottocento che certamente metteva in risalto la figura maschile!

E per giusto per rinfrescarci la memoria di come fosse la moda maschile in quegli anni...un video molto ' esemplificativo'...! :o)





Fonti
: Nora Waugh,
The Cut of Men’s Clothes 1600-1900
Sito The Customer's Mianifesto

Avete riconosciuto da quali film sono stati tratti gli spezzoni per questo bel video? Eccoli!
Sense & Sensibility ( film del 1995 di Ang Lee dal famoso romanzo di Jane Austen, con Emma Thompson e Kate Winslet
Wives & Daughters ( sceneggiato della BBC del 1999 dal romanzo di Elizabeth Gaskell)
Pride & Prejudice (dal celeberrimo romanzo di Jane Austen, film del 2005 con Keira Knightley e Matthew Macfdyen)
Persuasion (sceneggiato di ITV del 2007 dal romanzo di Jane Austen con Sally Hawkins e Rupert Perry-Jones)
Northanger Abbey (sceneggiato di ITV del 2007 dal romanzo di Jane Austen )

Anche a voi gli eroi in marsina,pantaloni attillati e stivali da cavallo stuzzicano la fantasia? Qual è il vostro preferito? ( Mr Darcy, lo dico subito, è fuori gara!!! ;0) ) Lasciate i vostri commenti.

I MIEI PREFERITI / ROMANZI A 5 CUORI !

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