SECRET DESIRES OF A GENTLEMAN di Laura Lee GUHRKE

Genere: Storico

Ambientazione: Inghilterra,1896 (periodo tardo vittoriano)

Pubblicazione: ed. Avon, ottobre 2008, pagg.356
Pubblicato in Italia: No

Parte di una serie: 3° romanzo serie Girl-bachelors
Livello sensualità: Medio
Giudizio :

*Recensione di Vivienne*

Pensando all’uscita italiana di “And then he kissed her “ - E infine la baciòper i Romanzi Mondadori, e a quella USA dell’ultimo romanzo della serie “With seduction in mind”, già tra le mie avide mani, mi è venuta voglia di parlarvi di “Secret Desires of a Gentleman”, terzo libro delle Girl-Bachelors (zitelle in carriera), riuscita e fortunata serie firmata da Laura Lee Guhrke. Personalmente ho una predilezione per quest’ autrice (vedi qui la nostra intervista), che apprezzo per la scrittura, brillante e scorrevole, anche se forse troppo contemporanea; per le storie, leggere e ironiche, ma non sciocche o prive di argomenti seri; e infine per i suoi personaggi mai banali: eroine determinate quanto romantiche, ed eroi, rogues (libertini) o mr perfect che siano, sempre pronti a soccombere in modo adorabile al fascino della lei di turno.
La serie delle Girl-Bachelors mi ha attratto fin dall’inizio perché ambientata in tarda epoca vittoriana, nella Londra di fine ‘800 e non nel solito periodo regency (solito? ma se lo adoro!) e perché incentrata su giovani donne educate e discretamente istruite, che il loro debutto lo hanno fatto dietro ad una scrivania e non a un ballo del ton. Donne che lavorano per mantenersi, che dal lavoro traggono autostima e forza e che, proprio perché indipendenti, si sentono giustamente libere di comportarsi come meglio credono, nei limiti del buon gusto e delle regole sociali del tempo. Sono signorine che non credono che il matrimonio sia la loro unica ragion di vita (ma poi si sposano un lord, come tante cenerentole). Che si vestono in gonna scura e camicetta bianca, accollata e inamidata, che incedono su scarpe basse e comode e non si possono permettere il lusso di piume di struzzo o di fagiano su costosi cappellini. Sono le nostre trisavole, insomma, le stesse donne che scenderanno in piazza per rivendicare il loro diritto al suffragio e, decenni dopo, all’indipendenza.

La trama: Se nel primo romanzo della serie l’eroina era la segretaria di un affascinantissimo (yes!) e aristocratico editore, in Secret desires of a gentleman lei è un’imprenditrice. Pasticcera sublime, Maria Martingale trova dopo dodici anni di esilio da Londra lo spazio ideale dove aprire la sua pasticceria, con elegante sala da te annessa. Peccato che il negozio dei suoi sogni non solo sia confinante con l’abitazione londinese di Philip Hawthorne, marchese di Kayne, ma che questi ne sia addirittura il proprietario. Combinazione davvero fastidiosa, visto che i trascorsi fra i due non sono tra i più sereni. Per la verità, lei detesta quell’ uomo con tutto il cuore, da quando lui, dodici anni prima, la spedì con mille sterline di ben servito lontano da suo fratello minore Lawrence, deciso a fuggire a Gretna Green con lei. Ora Phillip è convinto che Maria sia tornata a Londra per impedire il matrimonio del fratello con un’ ereditiera americana…Come si permette quella donna, quella Maria, la semplice figlia del pasticcere di famiglia, di mettere in pericolo il futuro economico degli Hawthorne ?
Ma le cose, come i sentimenti, non sono mai come sembrano. E così i due, nonostante i molti tentativi di Phillip di sbarazzarsi di lei, inciampano continuamente l’uno nell’altra. Non solo sono vicini di casa, non solo lui è il proprietario della pasticceria, pure le terrazze delle rispettive camere da letto congiurano contro di loro: non c’è che un muretto a dividerle….

** ATTENTION PLEASE, SPOILERS AHEAD!
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All’inizio della storia lui non la sopporta, perché cocciuta come una donna non dovrebbe essere, soprattutto se proveniente da una classe sociale inferiore. Le dice:
You are a plague. A plague on men’s sanity”, che se non aveste capito significa più o meno: sei una piaga per la salute mentale degli uomini. E quando il compassato e integerrimo Phillip lascia finalmente esplodere la sua ormai incontenibile passione fra i fornelli della pasticceria (era ora, sua signoria! siamo già a pag 194), si spaventa talmente di quella sua umana reazione che ancora una volta incolpa Maria: “What is it about you that makes me do such stupid things?”, ovvero: cosa c’è in te che mi fa fare delle cose così stupide? Mr Perfect Phillip fa anche di peggio, qualche notte dopo. Dopo essersi abbandonato alla passione nella carrozza che lo sta riportando a casa con Maria, pur non avendo approfittato completamente della fortunata circostanza, le propone il matrimonio riparatore, perché è quello che un gentiluomo del suo rango deve fare e perché il talamo coniugale è l’unica via legittima per soddisfare il proprio crescente desiderio. Domanda di matrimonio davvero balzana, che non lusinga affatto Maria. Dopo essere scoppiata a ridergli in faccia, infatti lo rifiuta senza tentennamenti.
Traduco: Non pensavo che la mia proposta sarebbe stata per voi tanto divertente” disse lui con dignità...”Così voi mi amate?” - lei è ovviamente ironica. Lui risponde: “Amore? Lo descriverei meglio come una follia”.
Ci risiamo!

I liked it!
Sono tutte uguali le trame dei romance, e grazie al Cielo tutte finiscono lietamente (e ci mancherebbe altro!). Ma alcune ci sembrano più appassionanti di altre. Più ricche. Più divertenti. Perché nascondono molto e altro tra le pieghe della storia. Nonostante rimanga un po’ sotto tono rispetto al primo della serie, tra le pieghe di Secret desires of a gentleman c’è molto da scoprire: l’ambientazione accurata e frizzante della Londra di fine secolo; la positiva personalità di Maria, che non lesina passione, orgoglio e determinazione nel cercare di realizzarsi (sì, l’ho scritto, perdonatemi!) come donna, come pasticcera e come imprenditrice (nonostante mi sia parsa improbabile e un po’ fastidiosa la sua totale ignoranza in tema di sesso: ok, siamo a fine ‘800, ma ha 29 anni!); la faticosa lotta di Phillip contro i molti pregiudizi sociali cui l’aristocratica nascita lo obbliga (noblesse oblige); il raggiungimento di un tardiva, ma rispettosa accettazione di un passato (spruzzato nel racconto con riusciti flash backs) che si scopre essere stato difficile e doloroso per entrambi i nostri protagonisti.
Più ci ripenso, più il romanzo mi è piaciuto. Perché la Guhrke non è leggera come sembra. Nella sua prosa moderna e terribilmente sexy, quasi cinematografica, nei suoi personaggi in cerca di affermazione e di amore, c’è molto più di quanto appaia da una sinossi. C’è una nuova storia di orgoglio e pregiudizio, di Cenerentola e del Principe Azzurro, ma con piccoli tocchi di originalità nel racconto e di stile nella narrazione.
Forse è vero, come ha scritto qualcuno, che la prima scena d’amore la Guhrke ce la fa sospirare - non accade fino a pag 315 -, ma devo confessare che per me il meglio viene prima, tra i baci e le languide carezze che i due si scambiano, nel loro desiderio insoddisfatto. E che dire della scena finale, quando lui si propone una seconda volta, in barba ad ogni convenienza sociale? E’ la rivincita di tutte le girl-bachelors, di ieri e di oggi.


With seduction in my mind
E’ il titolo dell’ultimo romanzo della serie, uscito negli USA lo scorso settembre. La protagonista è Daisy Merrick, forse la più peperina delle Girls-bachelors. All’improvviso senza lavoro, Daisy tira fuori dal cassetto il proverbiale manoscritto e lo propone a Lord Marlow, famoso editore nonché protagonista del primo romanzo della serie (troviamo i protagonisti della serie citati nei quattro romanzi). Il manoscritto non convince Marlow appieno, ma Daisy potrebbe avere le carte in regola per un altro lavoro: affiancare nella stesura del suo ultimo libro Lord Sebastian Grant, autore famoso e libertino incallito. E così sia.
Sebastian ha il blocco dello scrittore e quando si trova davanti Daisy, determinata e incline a non cedere al suo fascino, prima si infuria, poi cerca un modo per liberarsene….. il più antico del mondo.

  • Avete letto la nostra intervista a LAURA LEE GUHRKE? Se non l'avete ancora fatto, potete trovarla qui!

Vivienne



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OFFICINA ITALIANA ROMANCE : da un'idea di Elisabetta Bricca il nuovo 'workshop' online delle autrici romance italiane



Oggi presentiamo una nuova iniziativa, un laboratorio di idee e soprattutto di fatti aperto alle scrittrici di romance. Il nostro blog, attraverso la rubrica New Pens for Romance, è particolarmente impegnato nel sostenere il nuovo romance italiano. Ecco perché parliamo volentieri di OFFICINA ITALIANA ROMANCE (http://officinadeisogni.ning.com/) e dei suoi progetti. La prima uscita pubblica sarà la diffusione su internet di una serie di racconti scritti in occasione del Romance Day. Questi storie, alcune romance altre paranormal, saranno racchiuse in un volume virtuale intitolato: Le autrici di Officina per il Romance Day.

Spesso si ha degli scrittori un’immagine un po’ logora, come di persone che vivono isolate nel loro lavoro e nella loro fantasia. Non è sempre così. Ci sono esempi che decisamente escono da questo cliché. Prendete ad esempio le scrittrici di Officina Italiana Romance (O.I.R), un gruppo di autrici affermate e meno affermate, in alcuni casi solo esordienti, unite dalla passione per la scrittura e per la lettura, e intenzionate a non stare a guardare, ma a fare.

Hanno creato un’officina, una factory alla Andy Warhol, dedicata al genere romance. Basta un’occhiata al logo, creato da Silvia Basile, una delle partecipanti di Officina, per comprendere la filosofia di questo particolare laboratorio: una rondella di ingranaggio e una penna, una morbida penna d’oca come quelle che la Austen usava per scrivere i suoi capolavori. Come dire: ok, noi scriviamo confortanti storie d’amore spesso a lieto fine, ma guardate che queste nostre storie pretendono da noi un duro lavoro. Ricerche, organizzazione, tempo. Fatica. Fiducia in noi stesse. Una fiducia che spesso il mondo editoriale uccide sul nascere. Sul social network appositamente creato per O.I.R, queste artigiane della penna si scambiano freneticamente idee e informazioni, chiedono consigli, si interrogano e visionano reciprocamente i propri lavori. Producono. Fanno progetti.

Ad aver dato vita a questa bellissima e stimolante officina della creatività è stata Elisabetta Bricca, autrice di romance. Il suo primo romanzo storico, Sangue Ribelle, è stato pubblicato nel gennaio scorso da Harlequin/Mondadori. Il prossimo romanzo sarà D’amore e di ventura: vi ricordate che tutte noi abbiamo dato la caccia al volto del suo protagonista, Cesare Mocenigo? (Guardate qui) Ma torniamo a O.I.R. : Elisabetta è riuscita in pochi giorni a stringere intorno a sé una rete vivace di scrittrici e aspiranti tali. Proprio lei, che forse non ne avrebbe avuto bisogno….

LMBR: Perché, Elisabetta, hai sentito l’esigenza di creare O.I.R?

Elisabetta Bricca: Ciao Viv, ciao Francy. L’esigenza nasce dal desiderio di creare un punto di riferimento per le tante aspiranti scrittrici di romance e non solo. Pur avendo pubblicato, non ho dimenticato i “miei inizi”. Non ho dimenticato la fatica, la speranza, il batticuore, il pensiero martellante di non farcela. Ho deciso di fare qualcosa di concreto, qualcosa che non esistesse ancora in Italia, qualcosa che potesse trasformarsi in visibilità e forza per le tante ragazze che vogliono fare della passione di scrivere un mestiere. Ho letto manoscritti ed estratti di esordienti molto validi, molto più validi di tante cose pubblicate. Queste ragazze devono avere l’opportunità di farsi conoscere. Non sono gelosa del mio mestiere e sono pronta a condividere la mia esperienza con tutte coloro che lo vorranno. Chiedo solo qualità e voglia di cambiare lo stato delle cose. Insieme possiamo farcela.

LMBR: Quali sono i fini di Officina Italiana Romance?

E.B.: L’Officina è un laboratorio in continuo divenire, una factory (come tu l’hai giustamente definita), un’unione di menti e di intenti. Tutte le artigiane possono partecipare e arricchire l’Officina con idee e proposte. Una sola parola d’ordine: concretezza e fattibilità. In Officina, le parole devono corrispondere ai fatti. L’intento è quello di fare tutto ciò che fino ad ora si è solo pensato: dai workshop, agli eventi, agli esercizi di stile. E tutto rigorosamente romance e paranormal.

LMBR: Pensi che O.I.R possa divenire un marchio di qualità, un punto di forza per le scrittrici che vi lavorano? Un marchio riconoscibile anche dagli editori? Perché poi, il problema è quello, no? Come farsi pubblicare.

E.B.: Sì, uno degli obiettivi dell’Officina è proprio questo. Abbiamo già un logo che diverrà sinonimo di qualità, di creatività, di nuove e vecchie generazioni di scrittrici che collaborano e lavorano per aprire nuove strade nel mondo dell’editoria.

LMBR:Officina potrebbe diventare anche editore di se stessa?

E.B.: Chissà! Forse… un giorno.

LMBR: Ma è proprio vero che le autrici romance in Italia sono un po’ bistrattate?

E.B.: Cara Vivi, che tasto dolente hai toccato. Io sono nuova nel settore, ma posso dire che non ci viene concesso lo spazio che ci spetterebbe. Scrivere romance è considerato quasi un hobby, mentre è un lavoro duro, massacrante, di continua ricerca e innovazione. Perciò, per dare una risposta secca alla tua domanda, direi sì… lo siamo abbastanza. E’ pur vero che molte aspiranti autrici credono basti mettere insieme un lui, una lei e un po’ di sesso per realizzare un romance. Sbagliato. Creare un intreccio originale, barcamenandosi all’interno di cliché ben definiti, è difficile, molto difficile. Gli editori spesso si lamentano della scarsa qualità dei manoscritti che arrivano nelle redazioni. Quella di riuscire a scrivere da professioniste è una strada lunga e irta di pericoli che richiede impegno, sacrificio e lavoro. Tanto lavoro.

LMBR:Cosa unisce le artigiane di O.I.R, e quali sono i generi che rappresentano?

E.B.:La passione per la scrittura e la voglia di cambiare le cose. I generi variano dal romance, al paranormal allo urban fantasy.

LMBR: Quali saranno le iniziative di O.I.R ?

E.B.: Una raccolta di racconti per il Romance Day che sarà pubblicata dall’Officina e sponsorizzata; un workshop su come scrivere un romance, un romantic suspense e un paranormal (forse).

LMBR: Rimarrà un gruppo chiuso, o aperto a nuove scrittrici?

E.B.:Le nuove autrici sono le benvenute, senza mai dimenticare la parola d’ordine: fatti, non parole.Le idee possono avere la forza di cambiare il mondo.

Ad Officina si affaccia anche quotidianamente un’autrice affermata come Mariangela Camocardi.

LMBR: Mariangela, cosa pensi di Officina, e cosa ci fai tu, signora del romance italiano che certo non ha bisogno di presentazioni, in Officina?

Mariangela Camocardi: Grazie a Francy e a te per la considerazione che mi riservate, ne sono davvero onorata. Per rispondere alla domanda, Officina è un social network creato da Elisabetta Bricca con la volontà, sua e nostra di scrittrici, di colmare un vuoto su ciò che ormai è l'ambito della narrativa italiana, dalla quale il romance viene escluso. Officina si prefigge di rappresentare un punto di riferimento importante per tutto quello che a tutt' oggi viene un po' troppo sbrigativamente definito "genere rosa". Rosa non è sempre sinonimo di letteratura/spazzatura, tutt'altro, ma in Italia, chissà perchè, la narrativa romantica è discriminata, a prescindere dal pregio di un romanzo d'amore. Ho quindi ritenuto giusto essere parte di Officina non solo per dimostrare a tutte che chi persegue il sogno di scrivere può farcela, ma anche per mettere a disposizione la mia pluriennale esperienza di autrice.

LMBR: Che aria si respira in Officina?

M.C. : In Officina aleggiano entusiasmo e spirito di collaborazione. Le iniziative sono mirate a far crescere questo spazio che sta muovendo ancora i primi passi, ma dove già ci si confronta onestamente sulle effettive capacità del singolo e anche sulla realtà assai poco allettante dell'editoria italiana. L'unione fa la forza e insieme possiamo contribuire a cambiare le cose.

LMBR: Credi che essere parte di un gruppo sia produttivo e incentivante anche per chi fa un mestiere solitario come quello dello scrittore?

M.C.: Essere parte di un gruppo può essere una valida palestra dove tu, io e chiunque lo desideri può misurarsi sui rispettivi talenti e inclinazioni letterarie. L'umiltà è una caratteristica delle persone intelligenti, non il contrario. Io sono arrivata lontano perchè non mi sono mai seduta sugli allori e mi ripeto spesso la frase: "Dietro ogni traguardo, c'è una nuova partenza..



Vivienne



Il nostro blog sosterrà sempre con con entusiasmo le iniziative che l'Officina Italiana Romance prenderà in futuro per lo sviluppo e la diffusione della letteratura romantica d'intrattenimento scritta da autrici italiane, in Italia. C'era bisogno che qualcuno ci pensasse...e finalmente qualcuno ci ha pensato! Ragazze, siamo solo all'inizio...


Cosa pensate di questa iniziativa di Elisabetta Bricca, Mariangela Camocardi e tutte le varie autrici rosa esordienti che hanno deciso di aderire al progetto O.I.R? Lasciate i vostri commenti.


NEW PENS FOR ROMANCE presenta... WEIRDE



Questa settimana New Pens for Romance ospita un'amica che all'amore per la scrittura ha dedicato un intero blog: WEIRDE. Sul suo sito, L'arte dello scrivere...forse, appaiono constantemente post dedicati ai suoi generi preferiti: fantasy, urban fantasy e paranormale. Le abbiamo chiesto di partecipare a questa vetrina per aspiranti autrici e lei ha accettato con entusiasmo perchè il suo sogno nel cassetto per il futuro è proprio quello di fare della scrittura un lavoro. BUONA LETTURA!

Questo racconto nacque quando andavo ancora alle superiori
, ben 10 anni fa,sui banchi di scuola durante un'ora buca. Lo scrissi di getto per esprimere i miei sentimenti e paure di allora. Poi un anno fa l'ho tirato fuori dal cassetto, rivisto e modificato, e l'ho inviato a una selezione che la Perone editore fa ogni mese.

E' un inizio, possiamo dire. Ho scritto anche due romanzi. Uno d'amore intitolato Imprinting love, che ho inviato al concorso What Women Write della Mondadori ( il mio è stato il primo incipit a essere pubblicato sul loro sito, ed è scaricabile in file pdf insieme a molti altri). E un romanzo fantasy La fiamma del destino, che spero di pubblicare presto e i cui primi otto capitoli (abbozzati) si possono leggere qui: http://mywritten.wordpress.com/
Che dire di me? Amo leggere e scrivere, ho un blog dedicato ai libri e respiro letteratura. Mi piace il telefilm Buffy e non Sex and the city,sono 'Pro Angel e contro Spike',mi piace Quark e non Voyager,Jane Austen e non Emily Bronte.....
Tra le mie autrici romance preferite: Mary Balogh, Amanda Quick, Julia Quinn e Laura Lee Guhrke.
I miei due romanzi romance preferiti sono: Scandalous Lovers, di Robin Schone, e Prepotente è il desiderio, di Sharon and Tom Curtis.

Questo racconto è stato pubblicato dalla Perrone LAB in un libro/antologia di quindici racconti inediti che si può trovare a questo link:
ttp://giulioperroneditore.it/node/249

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GHIACCIO
Avete mai notato che alcune persone, quando piangono, diventano bellissime? Mentre le lacrime scorrono sulle loro guance, sembra che una luce limpida le illumini dal di dentro, come una lanterna, e ci appaiono fragili, ma al tempo stesso forti, di una forza che arriva loro direttamente dall’anima. Elisa aveva sempre pensato che quelle persone fossero fortunate. Esternare col pianto i propri sentimenti, non li rendeva solo esteticamente più belli, ma più sereni. Riuscivano a vivere la vita più intensamente di chi invece teneva chiuse dentro di sé le proprio emozioni, o non era capace di provare sentimenti, come lei. Il suo cuore era freddo come il ghiaccio e non c’era nulla che potesse scioglierlo, perché non c’era nulla che le interessasse. Voleva solo sentirsi al sicuro nella propria pelle, nel suo piccolo mondo. Tutto ciò che stava fuori lei non voleva sentirlo. Così decise di rifuggire gli affetti umani e di nascondersi in un suo luogo segreto per riuscire a stare in pace. Ma questo non era possibile. Quando la luce viene riflessa dal ghiaccio, esso ci appare splendido: diventa in parte trasparente e in parte color avorio, come diamante,come la materia più pura che abbiamo mai visto; non riusciamo a distogliere lo sguardo e osserviamo ogni sua venatura e ogni suo riflesso, finché la tentazione di toccarlo diventa troppo forte e noi cediamo. Sappiamo che è sbagliato, che dovremo ritrarre subito la mano, perché non riusciremo a sopportare il freddo troppo intenso, eppure siamo troppo attratti per desistere. Il ghiaccio esercita su di noi un fascino speciale ed Elisa emanava lo stesso fascino, e anche se tutti sapevano che era impossibile scioglierla, innumerevoli uomini tentarono comunque e fallirono. Per lei erano poco più di un soffio di vento, li sentiva, ma non li vedeva. Nessuno l’aveva raggiunta, nessuno aveva sfiorato il suo sorriso. Nessuno aveva visto la sua luce. Viveva sola, con la sua rabbia contro il mondo che non la comprendeva, e aspettava. Cosa? Non lo sapeva nemmeno lei, ma sicuramente qualcosa prima o poi sarebbe accaduto, qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Un giorno infatti trovò davanti alla porta del suo rifugio una busta bianca, incuriosita la aprì e dentro vi trovò un biglietto su cui era scritta una frase: “Tendiamo sempre verso ciò che è proibito e desideriamo quello che ci è negato”. Elisa rimase molto colpita da quel messaggio e dalla sua verità. Riflettè a lungo, cercando una ragione per questa pazzia umana di tendere verso l’impossibile, ma non la trovò, così alla fine dovette ammettere semplicemente che tutta l’umanità, lei compresa, era irrazionale. Il suo e quello di tutti gli altri esseri umani erano due tipi di irrazionalità diversa, ma ugualmente priva di senso. Loro desideravano veder appagato ogni loro bisogno, lei desiderava uscire da questo circolo vizioso che era il mondo con i suoi sogni e i suoi desideri: entrambe erano cose impossibili. Capì in quel momento di avere in comune con gli altri molte più cose di quante credesse. Aprì gli occhi e si accorse che anche altre persone erano insoddisfatte, ma andavano avanti a vivere in questo mondo lo stesso. Perché non fuggivano come lei? Poco tempo dopo arrivò una seconda busta e una seconda frase misteriosa: “A ciascuno il suo soffrire, tutti gli uomini sono condannati a gemere similmente: il tenero per la sofferenza altrui, il crudele per la propria”. Ma se tutti soffrono e vedono che la vita è sofferenza, perché lo accettano? Elisa lo aveva capito da tanto tempo e la sua soluzione era stata staccarsi dal mondo per non soffrire. Perdere le sensazioni e i sentimenti, significava non provare dolore. Perché anche gli altri esseri umani non facevano come lei? La risposta le arrivò all’interno di una nuova busta: “Soltanto nella sfortuna si afferma la forza umana, e la fedeltà dell’amico si sperimenta solo nella tempesta”. Stanca e abbattuta Elisa buttò all’aria tutti i biglietti che aveva ricevuto. Colui o colei che glieli inviava stava cancellando tutte le sue certezze, tutte le sue convinzioni. Non voleva rinunciare al suo isolamento, non voleva cambiare, aveva paura. Rifuggire da tutto e tutti, non provare più nulla, le era sempre sembrato così intelligente, perché ora non era più così? Stava rimuginando da giorni su questi pensieri, quando improvvisamente sentì un rumore dietro la porta del suo appartamento e vide una busta passare sotto la porta. Non ebbe il coraggio di vedere chi fosse il misterioso scrittore, non aprì la porta, ma anzi si assicurò che fosse chiusa a chiave prima di raccogliere la busta. All’interno c’era il solito foglietto, ma sopra di esso stavolta c’erano ben quattro frasi : “Non si può fuggire da se stessi. Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi. Bisogna morire a una vita per entrare in un’altra. Quando tutto intorno a te trabocca di possibilità ,come fai a tirare avanti ignorandole?”. Sicché qualcuno la spingeva a uscire dal suo guscio. Qualcuno le stava tendendo una mano per aiutarla a sollevarsi, a uscire dall’oscurità per tornare alla luce. Ma perché avrebbe dovuto farlo dal momento che si sentiva protetta stando da sola? Stavolta la risposta a questa domanda non le venne da un biglietto, fu lei stessa a rispondersi : per non essere più sola. Una cosa comunque era certa, fuggire non serviva se la vita veniva a torturarla e a sfidarla in questo modo. Stava solo peggio. Non le restava che ricominciare a vivere. Elisa pianse e pianse, il suo cuore si era sciolto, e il ghiaccio che lo aveva congelato ora era l’acqua che formava le sue lacrime. Ma non sapeva se essere felice o atterrita. Ad un tratto sentì un fruscio e vide passare sotto l’uscio una nuova busta. Con decisione si diresse verso la porta e afferrò la maniglia. Aveva deciso, non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di vivere veramente, nonostante tutte le paure. E fu così, che aprì la porta all’amore.

Weirde

Ringraziamo WEIRDE per aver partecipato al nostro spazio New Pens for Romance.

Vi è piaciuto questo racconto? Questo spazio è dedicato sia alle scrittrici che alle lettrici, perciò i vostri commenti sono più che benvenuti!




SCOPRIAMO I CLASSICI : 'Northanger Abbey' di Jane Austen

Avete presente i Classici? Sì, quelli della letteratura, quelli con la C maiuscola, che sono spesso considerati troppo lunghi e noiosi per essere divertenti da leggere?

Chi legge questo blog sa che noi abitualmente trattiamo altro, che siamo sostenitrici di un genere di narrativa d'intrattenimento, come quella rosa, che fa della 'leggerezza' virtù. Avere passioni più leggere non significa però non riuiscire ad apprezzare anche quei romanzi che fanno parte del patrimonio culturale dell'umanità.

Infatti con questo post parte una nuova rubrica che è anche una sfida: far scoprire ( a chi ancora non lo sapesse) che certi libri meritano senz'altro di essere 'avvicinati', letti e assaporati. Basta avere la voglia di entrarci, di capirli e gustarli pian piano, come faremmo con un buon vino...chi l'ha detto che un classico della letteratura deve essere per forza noioso?
Stefania mi ha proposto questa nuova rubrica proprio con lo scopo di far scoprire certi romanzi a chi di voi non ne ha mai voluto sapere, a chi non li conosce o a chi ha sempre pensato che certi tipi di letture non facessero per lei. Ecco, il nostro scopo è farvi cambiare idea!

E con chi dovevamo cominciare questa nostra carrellata 'letteraria' (in fondo siamo in una 'biblioteca'!) se non con la mamma di tutti i romanzi storici sentimentali, con l'ispiratrice di tutte le storie d'amore in costume Regency, con l'incomparabile JANE AUSTEN ?


Fra tutti i suoi romanzi Stefania ha scelto oggi di presentare il suo romanzo più breve che è forse anche uno di quelli meno conosciuti, ma non per questo meno interessanti: L'ABBAZIA DI NORTHANGER.


NORTHANGER ABBEY è considerato uno dei romanzi minori di Jane Austen. Ebbene, dichiaro subito che non sono d’accordo con questa valutazione. Sin dalla prima volta che l’ho letto, l’ho trovato divertente.
Divertente, sì. Avete letto bene, non sentimentale o intimo. In questo romanzo, lo spirito della Austen è caustico, graffiante persino, e regala attraverso la storia di una ragazza e della sua “educazione sentimentale” una critica sociale e di costume che è senza pari nelle sue altre opere.
Infatti, mentre nell’amatissimo Orgoglio e pregiudizio la critica sociale è mascherata tra le righe, in modo tale che solo un lettore attento può coglierla, in Northanger Abbey l’autrice si scaglia contro la moda della reggenza che voleva le ragazze immerse in letture “pericolose” quali erano i romanzi gotici, tutte prese a spettegolare, scrivere lettere e diari, e flirtare con ufficiali privi di scrupoli.
Il risultato è una vicenda appassionante, fresca e godibilissima. Senza tempo.
La protagonista, Catherine Moreland, ha i sogni, le idee confuse e lo sguardo velato dall’ottimismo senza patemi, tipico degli adolescenti di ogni epoca; di contro, gli altri personaggi rappresentano degli archetipi concreti, dei caratteri umani che ognuno di noi ha incontrato nella propria vita: l’amica opportunista, la compagna fedele e sincera, la madre invadente, l’amica di famiglia parvenu, e infine il grande amore della vita, saldo e forte ma non per questo meno appassionato e memorabile. Ognuno di queste figure scaverà la personalità di Catherine fino a spogliarla dai sogni infantili di complotti metafisici per trasformarla in una giovane donna assennata e matura. Questo avviene senza traumi o dolori inconsolabili ma con una serie di passaggi graduali.
In questo senso, si può dire che Northanger Abbey è anche un romanzo di formazione, per quanto atipico possa apparire. Se si guarda al di là dell’ironia e della satira sociale, la Austen descrive la crescita di Catherine e il suo passaggio all’età adulta con una forza tale da impressionare il lettore. Questo si nota attraverso il mutamento dello stile, che nell’ultima parte del romanzo diventa meno frizzante per trasformarsi in un flusso maturo, ma non per questo noioso. È un romanzo che può esser letto su diversi piani e con diverse chiavi di lettura: satira di costume, satira letteraria, romanzo di formazione e infine, forse, romanzo d’amore.
La sua storia è frizzante, piena di sorprese; la sua protagonista, una ragazza assai diversa dalla tipologia delle protagoniste austeniane: Catherine Moreland non ha la tempra e il carattere delle sorelle Bennet, non è assennata come le sorelle Dashwood, non ha il coraggio di Anne Elliott o la sicurezza arrogante di Emma; eppure è indimenticabile, delicata e insieme, coraggiosa.
Procediamo con ordine.
Catherine è la primogenita di una normalissima famiglia della piccola borghesia terriera; i suoi familiari sono terribilmente prosaici, la sua vita piatta. Per spezzare questa monotonia, la ragazza si rifugia nella lettura dei romanzi gotici tanto in auge in quel periodo: lei per prima “sa” di essere un’eroina, sebbene le sue origini e la sua vita siano quanto di più lontano dall’idea di eroina gotica. Non ha ancora lasciato alle spalle la sua adolescenza ma nello stesso tempo, aspira a essere qualcosa di più e di diverso. È fantasiosa, insicura, sognatrice in maniera infantile e sarà proprio attraverso le vicende che la vedono protagonista in questo delizioso romanzo, che arriverà alla maturità.

Ecco come l’Autrice parla della sua eroina:

Nessuno che avesse conosciuto Catherine Moreland nella sua prima infanzia avrebbe mai supposto che il suo destino sarebbe stato quello di essere un’eroina. Tutto era contro di lei: la posizione sociale, il carattere del padre e della madre, il suo aspetto fisico e persino le sue inclinazioni. (…) Al presente tuttavia non era consapevole della sua miseria, dal momento che non aveva un innamorato da ritrarre. Aveva raggiunto l’età di diciassette anni senza aver visto alcun amabile giovanotto che avesse attratto la sua sensibilità, senza aver ispirato alcuna vera passione, e persino senza aver suscitato alcun sentimento di ammirazione che non fosse assai moderato e transitorio. Che cosa strana! Ma le cose strane si possono ben spiegare quando se ne cerchi attentamente la causa. Non c’era alcun lord nel vicinato, e neppure un baronetto. Non c’era nessuna famiglia tra le loro conoscenze che avesse raccolto e allevato un bambino accidentalmente trovato sulla porta – non c’era anzi, alcun giovanotto le cui origini fossero ignote. Suo padre non aveva pupilli e lo squire della parrocchia non aveva figli.
Ma quando una giovane donna è nata per diventare un’eroina, la pervicacia di quaranta famiglie del circondario non glielo impedirà.”

Già da questo passo tratto dal primo capitolo, si nota come in questo primo romanzo di Jane Austen, scritto nel 1803 ma pubblicato nel 1811, l’Autrice è assai più tagliente e ironica di quanto non sia nei suoi altri romanzi. In quel periodo, imperava, anzi, impazzava la moda dei romanzi gotici di cui Ann Radcliffe era la maggiore autrice. Jane Austen, invece, descriveva in modo preciso il quotidiano di quella gentry cui lei stessa apparteneva: non per nulla è considerata la più importante autrice di domestic novels, quei romanzi che descrivono il quotidiano e che, ovviamente poco o nulla avevano a che fare con le atmosfere tetre e raccapriccianti dei “Misteri di Udolpho” o “The Monk (Il monaco)”.
A strappare Catherine dalla sua piatta esistenza arriva l’invito di un’amica di famiglia, Mrs Allen, che porta Catherine con sé a Bath. La città termale viene descritta in modo spietato, privata dal quella patina di charme a cui noi lettrici moderne siamo state abituate dai romance. Un esempio? Il ballo che si svolge nelle Upper Rooms: è caotico e affollato, la ragazza passa del tutto inosservata e si trova a far tappezzeria in perfetta solitudine. Il soggiorno diviene assai più interessante quando entrano in scena dei personaggi che cambieranno per sempre la vita di Catherine: Isabella Thorpe e Henry ed Eleanor Tilney.
Jane Austen ha una capacità straordinaria nel tratteggiare queste due figure femminili: sono costruite per antitesi, l’una rispetto all’altra. Tanto Isabella è charmante e socievole, tanto Eleanor Tilney appare riservata e silenziosa, persino noiosa.
Nel corso della vicenda, Isabella svela il suo vero carattere: dietro tutto il suo fascino si cela una giovane donna arrivista, piena di sé. Un’amica inaffidabile, in una parola, che delude Catherine, costringendola ad aprire gli occhi su quelle che erano state le reali intenzioni e il fondamento della loro amicizia e riservandole la prima vera, grande delusione della sua vita. Isabella si era legata sentimentalmente al fratello di Catherine, James, ma lo abbandona per il fratello di Eleanor, il capitano Tilney… salvo essere abbandonata a sua volta dal militare privo di scrupoli.
D’altra parte, Eleanor, così impeccabile da sembrare algida, si rivela affidabile e dotata non solo di buone maniere ma di una grande sensibilità, coerenza e dolcezza.
Il personaggio che attira maggiormente l’attenzione di Catherine, però, è Henry Tilney. Fratello di Eleanor e del capitano, viene presentato dalla Austen come un giovane uomo, che parla di mussola e di economia domestica senza però risultare poco credibile o effeminato. È la perfetta incarnazione di eroe beta: sicuro di sé ma non spaccone, dotato del fascino rassicurante del quotidiano, della solidità e del buon senso.
Vediamo un po’ come Jane Austen lo presenta: “Fecero (Catherine e Mrs Allen, ndr.) la loro apparizione alle LowerRooms e qui la nostra eroina ebbe miglior fortuna. Il maestro delle cerimonie le presentò infatti un giovane gentiluomo il cui nome era Tilney, perché le facesse da cavaliere. Sembrava avere all’incirca ventiquattro o venticinque anni, era abbastanza alto e piacevole di modi, aveva lo sguardo vivace e intelligente e, se non era proprio bello, c’era abbastanza vicino.”
A differenza di Mr Darcy, Henry Tilney non è altero, né particolarmente ricco: è un giovane attento, arguto, dotato di una maturità e di uno spirito tagliente che in più di un’occasione mette in difficoltà l’ingenua Catherine. “Il giovane parlò fluentemente e con spirito e nei suoi modi c’erano una malizia e un’arguzia che la incuriosirono sebbene non le capisse del tutto.”
Tra il signor Tilney e la signorina Moreland s’instaura un legame che non è sentimentale quanto piuttosto intellettuale. Il giovane tiene con lei un atteggiamento che a prima vista sembra frutto di condiscendenza ma che solo a una seconda, più attenta occhiata si qualifica come tensione affettiva. Lui è incuriosito da quella figura così fresca e ingenua, eppure così vitale. D’altra parte, Henry non può non prendere in giro la mania di Catherine di cercare misteri e maledizioni in ogni dove.
All’arrivo a Northanger Abbey, avita residenza dei Tilney dove Catherine giunge, invitata da Eleanor, questo tratto caratteriale del protagonista emerge con tutta la sua forza. I dialoghi tra i due sono un continuo alternarsi di curiosità e tensione, un delicato e frizzante mix di atteggiamento ironico e stupore. Persino quando la curiosità di Catherine arriva a immaginare un complotto che avrebbe posto fine alla vita della madre dei fratelli Tilney, Henry, sia pure molto deluso e contrariato, risponde con ironia tagliente.
Se capisco bene, lei ha pensato una cosa di tale orrore che non ho quasi parole per definirla. Cara signorina Morland, consideri la spaventosa natura dei sospetti che ha nutrito (l’omicidio della madre da parte del padre, ndr.). Come ha potuto formularli? Ricordi in che paese siamo e in che epoca viviamo. Ricordi che siamo inglesi e che siamo cristiani. Faccia appello alla sua capacità di capire e al suo senso della realtà nonché alla sua capacità di osservare ciò che le accade attorno. La nostra educazione ci prepara forse a tali atrocità?
Altro dato che contribuisce a rendere Northager Abbey tanto particolare rispetto agli altri romanzi di J, Austen è la presenza di un villain, un nemico. In questo caso, più che di un vero e proprio antagonista, si dovrebbe parlare di un nemico in senso più generale: Jane Austen mutua dai romanzi gotici l’idea di un nemico segreto che si svela nelle ultime pagine con un’azione tremenda e raccapricciante.
Nel caso di specie, il villain è il padre di Henry, il generale Tilney, che aveva creduto Catherine una ricca ereditiera; alla scoperta delle scarse o nulle risorse finanziarie della giovane Morland, la caccia via da Northanger Abbey nel cuore della notte, vietando ai figli qualunque relazione con la povera squattrinata. Nulla può fare Eleanor e Henry, lontano dal palazzo, viene a scoprire che la ragazza di cui adesso è innamorato solo al ritorno dalla sua canonica.
Il finale è un happy end in cui si assiste, più che al trionfo dell’amore, al trionfo della maturità. Catherine e Henry si sposano contro la volontà del generale e finalmente la giovane, ormai divenuta una donna, capisce qual è ciò che davvero conta per lei: Incamminarsi sulla via della perfetta felicità a ventisei e diciotto anni è cosa piuttosto positiva e professandomi in più convinta che le ingiuste interferenze del generale, lungi dall’essere dannose alla loro felicità, furono forse piuttosto favorevoli a essa, contribuendo a migliorare la loro conoscenza reciproca e aggiungendo forza al loro attaccamento, lascio da stabilire da parte di chi possa essere interessato, se la tendenza di quest’opera sia a raccomandare la tirannia dei genitori o a ricompensare la disobbedienza dei figli.”

Stefania



Speriamo che questo post sia riuscito a instillare una piccola goccia di curiosità in tutte quelle che non hanno mai pensato di essere 'portate' alla lettura dei classici. Un tempo quelli che per noi ora sono classici si vendevano per fare intrattenimento,e questa caratteristica nel tempo non l'hanno certo persa. Perciò, se non l'avete mai fatto, mettetevi alla prova, la prossima volta che passate da una libreria o da una biblioteca scegliete Northanger Abbey ed entrate nel mondo di Jane Austen!
...E se il romanzo vi è piaciuto potrete riviverne da capo le emozioni, guardando il delizioso film per la TV che ITV ha prodotto nel 2007, in cui Catherine Morland e Henry Tilney sono stati interpretati rispettivamente da Felicity Jones e JJ Feild ( felicissima scelta del cast, secondo me). Eccovene un assaggio e...BUONA LETTURA!



Avete mai letto Northanger Abbey?Avete visto lo sceneggiato di ITV ? Cosa ne pensate? un classico da ricordare? Lasciate un vostro commento.

MARIANGELA CAMOCARDI ci racconta i suoi esordi...

La nostra vetrina di New Pens for Romance sta attirando l'attenzione di molte lettrici e anche di molte aspiranti autrici alle quali abbiamo chiesto di regalarci un pezzetto delle loro fatiche (e speranze) letterarie per aprire una rubrica sul blog. Inutile dire che tutte nutrono il cuor loro il desiderio di poter vedere un giorno il proprio nome sulla copertina di un romanzo. La strada è lunga e accidentata, purtroppo, ma chi arriva alla meta, chi riesce a farsi pubblicare, non sempre ci è riuscito al primo colpo. Ci è riuscito perchè ha avuto costanza e...un pizzico di fortuna.
Ho chiesto a MARIANGELA CAMOCARDI, famosa autrice rosa italiana, che ha vissuto in prima persona sogni e speranze di chi aspira a diventare scrittrice, di raccontarci i suoi esordi e come è riuscita a farsi pubblicare. Ecco quello che ci ha raccontato...



VALE SEMPRE LA PENA DI CREDERE NEI PROPRI SOGNI




Credo di aver voluto scrivere dal momento stesso in cui ho iniziato a leggere, anche se ovviamente ne ho acquisto la consapevolezza molto, molto tempo dopo. Ricordo ancora con quale emozione, in prima elementare, mi resi conto che vocali e consonanti di colpo avevano un senso, e che capivo da me ciò che c'era scritto sul sillabario. Una conquista che mi colmava di orgoglio e di gioia perchè non dovevo più dipendere dalla pazienza altrui per conoscere il testo delle favole e del Corrierino dei piccoli, con il Signor Bonaventura e Barbariccia. Insomma, era la prima emancipazione di una bimba affascinata da tutto ciò che il termine "lettura" implica. Una passione profonda che non è mai venuta meno, la mia per i libri. Essi sono stati e saranno sempre gli amici preziosi e fedeli cui non saprei mai rinunciare, e che mi hanno accompagnato lungo il cammino a volte faticoso dell'esistenza.
L'idea di scrivere io stessa delle storie l'ho avuto costantemente dentro in me. Sono inclinazioni con le quali forse si nasce, fa parte insomma dei doni preziosi che ciascuno di noi ha in sè, e che qualcuno talvolta non si accorge di possedere. premetto che fino a un certo punto della mia vita mi sono occupata di tutt'altro: la famiglia, i miei figli, il lavoro, la casa... ma nella testa e nel cuore, insistente come un tarlo che non riesci a estirpare, quella voglia insopprimibile di prendere una risma di tanti bei fogli bianchi e buttarci giù di getto il "tuo romanzo" ti pungola e niente può soffocarla. E' un sogno impossibile, mi ripetevo. E poi dove lo trovo il tempo per un romanzo? Ma il destino spesso riesce a soprenderci e quando meno te lo aspetti si creano a un tratto le circostanze favorevole e capisci che è arrivata la tua occasione, e che puoi tirar fuori il SOGNO dal cassetto. Raccogliendo la sfida, pensi: perchè no? E' esattamente così che è nato Nìna del Tricolore. Le circostanze favorevoli cui mi riferisco sono scaturite dall'improvviso licenziamento da un lavoro svolto per oltre vent'anni. A metà degli anni Ottanta gran parte della sponda piemontese del Lago Maggiore piombò in una crisi industriale senza precedenti, con una marea di persone a spasso da una settimana all'altra, compresa la sottoscritta. Ma, come ripeto sovente, non tutto il male viene per nuocere: è nelle difficoltà di un quotidiano abbastanza precario che le capacità interiori emergono, combaciando perfettamente con i presupposti perfetti di cui sopra. E' come saltare dall'altra parte di una linea di demarcazione che ti separa dalla realizzazione di ciò vuoi davvero e...E mi ritrovai a battere sui tasti della mia Olivetti Lettera 22, riempiendo di frasi, dialoghi, personaggi il foglio bianco che avevo davanti. E poi tanti altri fogli bianchi sino alla parola FINE. Avere tra le mani il primo manoscritto è un'esperienza che definire sublime non rende giustizia a ciò che si prova. A quel punto inizi a immaginare quell'anonimo manoscritto trasformato in un libro, sulla cui copertina c'è il tuo nome. Ma un conto è immaginare, ben altro "concretizzare". La situazione editoriale non è granchè cambiata da allora. C'erano diverse case editrici che facevano romance, proponendo quasi esclusivamente autrici straniere. Grandi autrici come la Woodiwiss, la Rogers, la Brandewyne, la Wilde, la McBaine, pubblicate nella collana Galeoni di Sonsogno. Poi c'erano i romance della Peruzzo e, creata da poco da Laura Grimaldi, la nuova collana I Romanzi di Mondadori con le belle copertine a tema di Jorge Longaron.Tranne Mondadori, appunto, alla quale non osavo rivolgermi, ho inviato praticamente a chiunque Nina del tricolore.Tutti mi hanno risposto che la loro linea editoriale non prevedeva l'inserimento di opere di scrittrici italiane. Ho però constatato che forse nessuno aveva letto il mio romanzo. Confesso che in quei due anni di incessanti rifiuti ho pensato di desistere più di una volta, finchè un giorno, racimolato il coraggio, ho telefonato alla redazione de I Romanzi. Una signora gentilisssima, Giuliana Dolia, mi rispose di mandare pure il manoscritto a loro perchè Mondadori, anche se nella misura di una all'anno, accettava autrici italiane nella sua collana. Era primavera e ho immediatamente spedito il testo a Mondadori. Nei mesi successivi cercavo di non illudermi troppo sull'esito positivo di quell'ultimo tentativo. Ultimo perchè erano tempi difficili e spedire un manoscritto comportava un costo che sottraeva risorse al badget familiare. Poi in un soleggiato mattino autunnale mia figlia, ritirando la posta, trovò una busta con l'intestazione Mondadori ed è stata lei, gridando di felicità per me, avendo indovinato che era un sì, che Nina era stato accettato a I Romanzi, a portarmi la meravigliosa notizia. Raccontare il mio batticuore quando sono entrata in Mondadori, a Segrate, penso sia superfluo: chi ambisce pubblicare ciò che scrive lo comprende senza bisogno di parole. Da lì è partita la mia avventura letteraria, un'avventura tutt'altro che facile, ve lo asssicuro. E a chi vuole realizzare a ogni costo tale aspirazione dico solo questo: se ci credi davvero, se nulla, neppure gli ostacoli quasi insormontabili che ti trovi di fronte, riescono a farti deviare dall'obiettivo che ti sei prefisso, allora sicuramente pubblicherai il tuo romanzo.

Per quanto mi riguarda, posso solo affermare che è valsa la pena di lottare, di insistere, di trovare in me la forza per non mollare mai ... vale sempre la pena di credere nei propri sogni.




Mariangela Camocardi







NINA DEL TRICOLORE , primo romanzo di Mariangela Camocardi,uscì nella Collana I Romanzi Mondadori nel 1985.

La trama: Italia 1850. Dopo le Cinque Giornate di Milano, i fermenti patriottici preoccupano il governo austriaco, che per stroncare le attività "sovversive" ordina una spedizione punitiva contro Alvise Peschiera. La famiglia Peschiera viene distrutta. Si salva Nina, una ragazza giovanissima e fiera, che accetta di sposare l'aristocratico Furio, un uomo ombroso e intenso, solo per salvarsi dalla persecuzione. Da questo momento, la vita della ragazza sarà un interrotto correre verso le esperienze più drammatiche, al fianco di un marito che lei impara ad amare follemente, ma che sembra ignorarla del tutto, tanto da preferire un'altra. Mariangela Camocardi descrive con mano maestra un periodo eroico della storia italiana.


L'ultimo romanzo di Mariangela Camocardi, Il Talismano della dea, è uscito a luglio 2009 nella collana I Grandi Romanzi Special di Harlequin/Mondadori,nr.115 ( sul blog ne abbiamo parlato qui e qui ).

La trama: Joaquin de Fuentes regala a Cora Lovati, la fanciulla di cui è innamorato, un potente amuleto ricevuto in dono da una donna condannata al rogo per stregoneria. Joaquin sa che Cora non potrà mai essere sua perché è già sposata con un altro, e la felicità gli appare irraggiungibile. Ma quando la passione diventa incontrollabile, i due giovani decidono di salpare insieme per il Nuovo Mondo, perché solo la fuga consentirebbe loro di rendere possibile l'impossibile... Duecento anni dopo Drake, discendente di Joaquin, si presenta alla porta di Berenice, pronipote di Cora, deciso a farsi restituire il leggendario anello. Tra i due volano scintille fin dal primo momento, tuttavia il destino congiura per farli finire l'uno nelle braccia dell'altro, e in un susseguirsi di colpi di scena, strani eventi coinvolgono Drake e Berenice, ponendoli di fronte a uno sconvolgente mistero e a rivelazioni che sembrano trascendere la realtà.



Ringrazi
o di cuore Mariangela per la sua testimonianza che sono sicura serve da incoraggiamento per tutte quelle che hanno deciso di intraprendere la strada non certo facile delle scrittura in un Paese in cui leggere libri è un'attività poco diffusa. E auguro a tutte quelle che ci credono davvero di raggiungere presto la meta!

ROMANCE MADE IN SPAIN : Esce il primo romanzo di OLIVIA ARDEY - Dama des Tréboles - e noi l'abbiamo intervistata...


Ho conosciuto OLIVIA ARDEY perchè lei, che ama l'Italia e la lingua italiana, è una lettrice del nostro blog e si è messa in contatto con me. Ho così scoperto che stava aspettando con trepidazione l'uscita del suo primo romanzo rosa storico ambientato nel Farwest, DAMA DE TREBOLES ( Regina di fiori) e questo mi ha naturalmente spinto a volerne sapere di più. Infondo gli spagnoli sono nostri cugini, perciò mi sembrava interessante riuscire a scoprire qualcosa sui loro gusti in fatto di letture romantiche. Inoltre, essendo Olivia un'autrice emergente, non potevo fare a meno di chiederle come è riuscita nell'impresa...cioè, come ha fatto a farsi pubblicare? Lei si è dimostrata subito entusiasta di rispondere alle mie domande . Spero che il suo romanzo abbia successo e le auguro che sia il primo di una lunga serie! E chissà che anche le lettrici italiane, magari quelle che sanno lo spagnolo, non possano leggerlo prima o poi...

Dalla mia curiosità è scaturita questa intervista italo-spagnola, alle mie domande in italiano Olivia ha risposto in spagnolo...tanto tra 'cugine' non è poi così difficile intendersi! ( La versione originale delle risposte di Olivia Ardey la potete trovare qui/ aquí por la entrevista original de Olivia Ardey. )


LMBR: La mia biblioteca romantica dà il benvenuto a OLIVIA ARDEY, autrice esordiente spagnola ( e innamorata dell'Italia), amica e lettrice del nostro blog. Il 10 novembre è uscito in Spagna il suo primo romanzo: DAMA DE TREBOLES.

Cara Olivia, sarai certamente emozionata per questa conquista! Raccontaci un po' di te e di com'è nata la tua passione per la scrittura di romanzi rosa o 'novelas romanticas' come li chiamate voi.
OLIVIA ARDEY: Prima di tutto desidero ringraziarti, Francy, per avermi dato l'opportunità di presentarmi alle lettrici italiane.E' un onore stare sul tuo blog.
Sí,hai ragione, sto vivendo un momento davvero felice perchè ho realizzato il mio sogno. Prima di tutto sono una lettrice accanita di molti generi. Soprattutto mi piacciono i gialli ( adoroCamilleri!) e i romanzi storici. I miei inizi con la letteratura romantica sono stati a undici anni con Jane Eyre di Charlotte Brönte che continua ad essere il mio romanzo preferito.Anni dopo mi capitò fra le mani un romanzo di Nora Roberts e da allora sono diventata una fan del genere. Due anni fa mi sono lanciata nell'appassionante avventura di scrivere un romanzo. Sin dall'inizio sapevo che sarebbe stato di genere romantico per il tipodi sentimenti che questo genere riesce a suscitare nelle lettrici, è una cosa che mi affascina.

LMBR:
Molte nostre lettrici sono anche aspiranti scrittrici, quello che,come mi hai raccontato, fino a un anno fa eri anche tu. Come sei riuscita a farti pubblicare? Puoi raccontarci com'è andata?
OLIVIA ARDEY :
Nel
2008 partecipai ad un laboratorio di scrittura dedicato al Romanzo Rosa, diretto da José de la Rosa, ottimo scrittore, editor e professore. La prova finale del corso consisteva nella stesura del primo capitolo di un romanzo. E una volta iniziato non ho potuto lasciarlo a metà! Dopo averlo terminato e corretto, lasciando da parte paura e vergogna, mi decisi ad inviare il manoscritto a varie case editrici. Da molte ricevetti risposte negative...fino a quando, lo scorso aprile , la casa editrice La Esfera de los Libros mi comunicò che aveva scelto il mio rormanzo per il lancio sul mercato della loro nuova collana ROMANTICAE. Non ci potevo credere...ho fatto salti di gioia!

LMBR:
Com'è la situazione dei romanzi rosa in Spagna in questo periodo? Quali sono i generi romantici preferiti dalle lettrici?
OLIVIA ARDEY:
In Spagna
i romanzi rosa si vendono molto. Di conseguenza, molte case editrici si sono concentrate su questo genere con nuove collane rosa. Allo stesso tempo sono in crescita le pubblicazioni di romanzi rosa per adolescenti, con numerosi forum e siti web specializzati. A riprova di ciò, 'las Jornadas de Novela Romántica' ( le giornate del Romanzo Rosa) sono già alla loro terza edizione, mentre il concorso per scrittrici rosa dell'editore Terciopelo è alla sua quarta edizione.E l'ultima iniziativa in ordine di tempo è stata il lancio, grazie agli sforzi e al lavoro di un gruppo di lettrici, di una rivista specializzata online dai contenuti interessantissimi e di grande qualità: Revista Romantica’s (http://www.revistaromanticas.es/) Voglio anche sottolineare l'importanza dei web romantici come Autora en la Sombra, El Rincón Romantico, Romanticas al Horizonte, Yo leo RA, ... e molti altri. Fanno un ottimo lavoro per la diffusione del genere rosa e il sostegno delle autrici spagnole.
In Spagna ci sono lettrici di tutti i sottogeneri romance: contemporaneo, storico,romantic suspense, chick-lit, paranormale,erotico. Secondo le indagini dei forum, i più popolari sono i romanzi storici (in particolare Regency e medievale) e il genere fantasy-paranormale.


LMBR:
Puoi dirci qualcosa in più di questo tuo romanzo d'esordio, Dama de Tréboles?
OLIVIA ARDEY:
Dama de Tréboles (Regina di fiori) è un romanzo storico ambientato nel West americano. Si svolge nei dintorni di Denver (Colorado), nell'estate del 1884. Il mio protagonista, Ethan Gallagher, è un maschio alfa determinato a riprendere in mano le redini della sua vita. Non immagina però che grazie a una carta da gioco tornerà alla sua fattoria con più soldi in tasca ... e con l'enigmatica Linette come moglie. La vita non è facile per due sconosciuti uniti da un matrimonio di convenienza e non fanno a tempo a raggiungere Indian Creek che iniziano i guai. Ethan cercherà di scoprire quali segreti si celano dietro il silenzio e l'atteggiamento schivo della moglie. Linette dovrà riuscire a penetrare la corazza d' orgoglio da duro irlandese di Ethan ,ma dovrà anche riuscire a fare qualcosa di molto più difficile: insegnargli ad amare.
In Dama de Tréboles ci sono
intrigo e passione ma soprattutto c'è una bella storia d'amore. Spero solo che le lettrici possano godere di questo romanzo nella stessa misura in cui mi sono divertita io a scriverlo.

LMBR: Come mai hai scelto proprio l'ambientazione western ?
OLIVIA ARDEY: Io amo il western al cinema, in musica e in letteratura. Molta gente mi ha consigliato di optare per il genere Regency ... ma ho deciso di scrivere per il gusto di farlo, senza pensare alla moda o al mercato editoriale. Quindi, per il mio primo romanzo ho scelto il mio sottogenere preferito; ho voluto scrivere il tipo di romanzo che, come lettrice, avrei preferito leggere. E sono molto contenta della mia decisione, perché Dama de Tréboles è il primo romanzo storico western scritto da una autrice spagnola pubblicato in Spagna.

LMBR:
Quali sono le tue autrici romance preferite? Ti sei ispirata a qualcuna di loro per Dama de Tréboles?
OLIVIA ARDEY: Le mie autrici preferite sono Lisa Kleypas, Nora Roberts, Linda Howard, Susan Elizabeth Phillips, Rachel Gibson, Diana Palmer, Elizabeth Lane e Spencer Lavrye. Fra gli autori, Robin Pilcher. Delle scrittrici spagnole (il romanzo storico mi affascina) mi piacciono molto Nieves Hidalgo e Pilar Cabero. Nel genere contemporaneo Megan Maxwell è la mia preferita, per la sua originalità nello scrivere romanzi che sono al tempo stesso divertenti ed emozionanti. Inoltre, c’é un'aspirante autrice esordiente che mi affascina per la sua eleganza nell'erotismo: Rosana Briel. Peccato che le autrici italiane non siano tradotte in Spagna! Mi piacciono le trame che ho letto dei romanzi di Mariangela Camocardi e Elisabetta Bricca (Perdonatemi! Con il tempo conoscerò anche le altre). Può essere che mi decida a leggere in lingua originale, sarà un buon modo per migliorare il mio italiano.
La verità è che fin dall'inizio ho cercato di non ispirarmi a nessuna autrice consacrata. E' molto importante per gli autori trovare la loro 'voce', la loro particolare forma di narrazione che li caratterizza e li rende diversi da tutti gli altri.


LMBR:
Quali qualità deve avere un romanzo rosa per essere accettato da un editore, oggi che la crisi internazionale si fa sentire in tutti i settori in Italia come in Spagna?
OLIVIA ARDEY: Secondo la mia esperienza personale, credo che se all'editor piace il romanzo, lo scoglierá e lo farà pubblicare indipendentemente dal genere o dall'ambientazione. Ci sono autrici spagnole che pubblicano romanzi storici, ambientati in Spagna e in altri paesi (A. Lake, A. Geneve, T. Cameselle...). Il genere chik-lit ha sempre nuove adepte, e poi c'è il rosa contemporaneo con autrici come M. Carrión e A. Casanovas. E il paranormale; J. Burning ha ora pubblicato il quarto libro della sua saga sui lupi mannari.
Da lettrice credo che la qualità necessarie a un buon romanzo rosa siano:
1. una struttura solida, con trame ben sviluppate che spingono il lettore a voler continuare a leggere;
2. una documentazione attenta, senza cadere in un eccesso di dati che potrebbero annoiare;
3. Personaggi interessanti e indimenticabili;
4. un'appassionata storia d'amore ;
5. una certa dose di sensualità ed erotismo trattati con buon gusto
6. E soprattutto, che sia una storia che quando si chiude il libro ti lasci con un sorriso felice sulle labbra.
Come autrice, sono un'umile apprendista che cerca di migliorare ogni giorno di più. Mi auguro che, con il tempo e l'esperienza, i miei romanzi riusciranno ad avere tutte queste qualità.

LMBR: Visto che sei spagnola possiamo fare con te un'analisi che riguarda il genere rosa che va oltre i nostri confini nazionali. Avete molti editori in Spagna che pubblicano narrativa sentimentale? Le vostre lettrici preferiscono leggere traduzioni di autrici americane ( come qui in Italia) oppure prediligono le storie scritte da autrici spagnole ? (La proporzione in Italia a questo proposito è più o meno di uno a cinquanta o cento , visto che il numero delle autrici rosa italiane pubblicate ogni anno dalle grandi case editrici si può contare , a fatica, sulle dita di due mani!)
OLIVIA ARDEY: Oggi in Spagna sono oltre 20 gli editori che pubblicano romanzi rosa,sebbene la maggior parte delle nuove uscite siano traduzioni di autori anglosassoni, gli editori stanno puntando sempre di più su le autrici spagnole. E ci sono più di 15 autrici spagnole che pubblicano con i grandi editori. Altrettante fanno ricorso all'auto pubblicazione. Inoltre - e so che in Italia è uguale - ci sono moltie aspiranti autrici di ottima qualità. E se parliamo di romanzi rosa per adolescenti, la lista delle autrici sarebbe infinita. È logico che vendano di più le autrici anglo-sassoni, perché si pubblicano più libri tradotti dall'inglese che scritti in lingua spagnola. Comunque i sondaggi dicono che chi legge decide di comprare un libro se la trama sul retro di copertina sembra interessante, a prescindere dalla nazionalità dello scrittore.

LMBR:
Adesso che Dama de Tréboles è uscito, stai già pensando al prossimo libro? Lo stai già scrivendo? Ci puoi nel caso anticipare qualcosa? Com'è la tua routine di scrittrice?
OLIVIA ARDEY: Quando ho finito Dama de Tréboles, ho scritto diversi racconti. Uno di questi , che si svolge a Venezia, è stato pubblicato e un altro racconto ambientato a Siena lo sarà presto. E io sto finendo il mio secondo romanzo. E' un contemporaneo ambientato negli Stati Uniti ma con personaggi irlandesi, italo-americani e spagnoli ... i miei sforzi sono concentrati sulla creazione di personaggi lontani dagli stereotipi abituali su spagnoli e italiani. Il romanzo successivo sarà storico, voglio alternare i due sottogeneri. E ho pianificato da scrivere un romanzo storico ambientato nel Quattrocento italiano.
Per quanto riguarda la mia routine, devo dire che io non sono metodica, perché isono abituata a scrivere di notte, ma a causa dei miei altri obblighi (lavoro, figli, marito, casa , ecc....) ci sono giorni in cui sono così stanca da non riuscire a scrivere neanche due righe. Ma sto cercando di scrivere almeno due ore al giorno. E' molto importante scrivere ogni giorno.


LMBR: Visto che tu sei una di quelle che ce l'hanno fatta, hai qualche consiglio da dare a quelle che, come succedeva a te solo un anno fa, desidererebbero veder pubblicati i loro libri?
OLIVIA ARDEY: Vorrei dire loro di scrivere per piacere, senza pensare alle modae o alla pubblicazione. A queste cose penseranno quando hanno finito il romanzo.
Cosniglierei, nel caso si sentano bloccate, di far pratica con brevi racconti e di partecipare a riunioni o a corsi per migliorare la loro scrittura ( io ho seguito il WFF di Matera sul blog di Juneross, e penso che sia un'ottima opportunità per imparare).
E soprattutto, di avere molta pazienza e non perdere mai la speranza. Un esempio è la spagnola Megan Maxwell, della quale, dopo dieci anni di tentativi è stato finalmente pubblicato il primo romanzo e nel 2010 uscirà il secondo. Dobbiamo lottare con coraggio per realizzare i nostri sogni!


LMBR: Grazie Olivia di aver gentilmente risposto alle nostre domande e di aver condiviso con noi la tua esperienza. Ci auguriamo che il tuo romanzo possa avere tutto il successo che speri.
OLIVIA ARDEY: E 'stato un piacere, Francy. Ti ringrazio per avermi aperto le tue porte e avermi fatto sentire come a casa mia .


L'AUTRICE

OLIVIA ARDEY è nata in Germania ma la sua famiglia si trasferì presto a Valencia (Spagna), dove l'autrice oggi risiede. Oltre alla letteratura — è cresciuta, vive e lavora con i libri —, ama la sua città, viaggiare, e passare le estati circondata da grattacieli. E 'sposata e vive con un marito, due figli e due tartarughe. Con Dama de Tréboles l'autrice si è ricavata meritatamente una nicchia personale nel genere rosa, con la sua prosa forte e le sue inedite trame.



OLIVIA ARDEY, Dama de Tréboles , ed. La Esfera de Los Libros, collana Romanticae, pp.384, ISNB 9788497348935, euro 16,90

La storia: 1884. Ethan Gallagher è determinato a riprendere in mano le redini della sua vita. Ma non sospetta che grazie a una carta da gioco tornerà al suo ranch con...denaro in tasca e l'enigmatica Linette come sposa.
Vivere insieme non è facile per due sconosciuti uniti da un matrimonio di convenienza e, al loro arrivo a Indian Creek, cominciano i problemi. Ethan cercherà di scoprire quali segreti del passato si nascondano dietro i silenzi e l'atteggiamento schivo della sua bella moglie. E Linette dovrà riuscire a penetrare la corazza d' orgoglio da duro irlandese di Ethan ,ma dovrà anche riuscire a fare qualcosa di molto più difficile: insegnargli ad amare. Quando la passione dà spazio all'amore e le loro vite iniziano ad unirsi, Ethan dovrà affrontare la decisone più difficile delal sua vita: aiutare sua moglie ad affrontare il suo passato a rischio di perderla o le rimarrà a fianco con quel peso sulla coscienza senza raccontarle mai la verità
?

Il libro di Olivia Ardey si può già acquistare online su questi siti:

Vi piacerebbe poter leggere questo romanzo in italiano? Avete delle domande da fare a Olivia Ardey? Lasciate i vostri commenti.


E INFINE LA BACIO' ( And Then He Kissed Her) di Laura Lee Guhrke

Ripubblichiamo questa recensione di Vivienne di qualche tempo fa, perchè finalmente questo romanzo è stato tradotto in italiano ed è fra le uscite romance di questo mese. Non lasciatevelo scappare!


di Laura Lee GUHRKE
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra,1893 (periodo tardo vittoriano)
Pubblicazione: ed. Avon, febbraio 2007, pagg.375
Pubblicato in Italia: ed.Mondadori, collana I Romanzi, nr. 883 , novembre2009
Parte di una serie: 1° romanzo serie Girl-bachelors
Livello s
ensualità: ALTO
Giudizio :

* Recensione di Vivienne *

Premes
sa
(quindi, se volete saltarla, fate pure. Ma sarebbe un peccato….)

Questo è il primo di una nuova serie di romanzi firmati da Laura Lee Guhrke, Girl -Bachelors, titolo che si riferisce alla nuova donna, lavoratrice e single, che entra a testa alta in tarda epoca vittoriana in un mondo prima popolato solo da uomini, quello degli uffici. Non più relegate in cucina o nella nursery, o nelle botteghe delle sarte o nelle fabbriche, queste signorine volonterose e intraprendenti cominciano a prendere coscienza di sé, e ottengono il soprannome di girl bachelors (bachelor, scapolo), ben più rispettoso dell’appellattivo spinsters, zitelle. Evviva! Dopo tante debuttanti, vedove, governanti od istitutrici del periodo Georgiano, del Regency e del primo Vittoriano (parliamo sempre di Inghilterra, naturalmente), ecco emergere dalla penna della Guhrke un omaggio alla indipendenza della nuova donna, della nostra progenitrice, che spera nel matrimonio, ma può anche sopravvivere senza. Non in un romanzo rosa, naturalmente. Ecco, questo sarebbe un buono spunto per un dibattito (lo so, no il dibattito no! come dice quell’antipatico, ma intelligentissimo Nanni Moretti in Ecce Bombo) tra noi lettrici pronte al sospirone e sorrisone finali quando le campane suonano a nozze. In un romanzo storico, accetteremmo un finale aperto senza il proverbiale sì (o almeno senza una formale richiesta del proverbiale sì)? Sarebbe un happy ending senza matrimonio (o senza la certezza di un sequel)? Che ne pensate?

Fine della premessa.

LA STORIA: Londra,1893. Per cinque anni la trentenne ed illibata Emma Dove (colomba) è stata la segretaria personale del Visconte di Marlow, Harry, editore e scrittore nell’Inhilterra in cui anche il ton, per campare, deve incominciare a guadagnarsi il pane. Lui, oltre ad essere bello, affascinante e ricchissimo, è un donnaiolo incallito ed egocentrico con una spiccata predilezione per le donne più facili, quelle che non dovrà mai sposare. La sua idiosincrasia per il fatidico sì non è casuale, ma gli viene da una sfortunata, precedente esperienza: poco più che ventenne, scoperto il tradimento della amatissima moglie, sceglierà la via più difficile e meno ipocrita, quella del divorzio, che varrà a lui e alla sua famiglia il biasimo - e addirittura per un certo periodo la messa al bando - del ton e della stessa regina. Harry pulirà la sua fedina sociale con il duro lavoro, diventando nel frattempo sempre più insofferente verso le antiquate regole del ton. Non è un caso, infatti, che assuma una donna, come sua segretaria personale, e che la paghi tanto quanto un uomo….
Emma non solo scrive a macchina le sue lettere, prende le sue telefonate e gli organizza gli appuntamenti con la perizia di un attendente militare, ma si occupa di tutte quelle cose di cui lui, distratto per natura, si dimenticherebbe inevitabilmente, compresi i compleanni delle molte donne della sua famiglia (tre sorelle, una mamma, una nonna, e tutte con gusti costosi) e le lettere d’addio con regalino di ben servito annesso per le sue amanti. In cinque anni Emma è diventata per lui indispensabile come l’aria che respira. Ed è per questo che, pur essendo attratto dal quel corpo mortificato da mises alquanto severe e decisamente poco appariscenti, non si fa mai saltare in testa idee inappropriate.
Ma a un certo punto, inaspettatamente, Emma si licenzia. Inaspettatamente…Emma, l’acqua cheta Emma, tira fuori quello che noi oggi definiremmo 'gli attributi'. Si arrabbia con lui. Osa giudicarlo. Dirgliene quattro, dopo anni di “Yes my lord” pronunciati a occhi bassi.E lui, allibito, è così presuntuoso da pensare sulle prime che la rabbia di Emma sia solo lo sfogo ormonale di una zitella.
Succede quando, per la seconda volta, Emma sottopone al giudizio di Marlowe un suo manoscritto rivolto in particolare alle donne single e lavoratrici, come lei. Consigli pratici per vivere la propria vita in modo dignitoso e libero, nel pieno rispetto delle regole dell’etichetta, senza cadere vittime degli uomini o dei pettegolezzi. E quando Emma si accorge, per la seconda volta, che Marlowe rifiuta di pubblicarlo giudicandolo poco commerciale senza averlo neppure aperto, molla in asso sua signoria, lasciandola in mezzo ai guai. Perché sia il povero Marlowe che tutta la casa editrice, senza la ferrea organizzazione di Miss Dove, si ritrovano in preda al caos.
Emma sottopone il manoscritto al diretto concorrente di Marlowe che decide di pubblicarlo sotto forma di rubrica settimanale sul suo giornale. Ed è subito un successo. Tutta Londra parla dei consigli di Mrs Bartleby (questo è il nom de plume adottato da Emma), comprese le donne di casa Marlowe. E milord non solo è furioso per aver perso Emma come segretaria, ma anche di essersi lasciato scappare un affare: la rubrica di Emma, infatti, attira la pubblicità come il miele le api. Tanto che, quando Harry diventa proprietario del giornale rivale, 'The Social Gazette', concede a Emma non solo un aumento di stipendio, ma le quadruplica lo spazio sul giornale.
E i due cominciano a lavorare insieme. E ciò che il rapporto segretaria-datore di lavoro sconsigliava ampiamente, la nuova situazione di scrittrice-editore non vieta. Anzi, caldamente, molto caldamente li invita ad esplorare nuove emozioni. E nuove posizioni, se capite cosa intendo.


Un romanzo perfetto?

Le prime cento pagine di questo delizioso romanzo, che per il momento è sicuramente quello che quest’anno ho preferito, mi hanno fatto sperare di aver trovato dopo The Raven Prince un altro romanzo perfetto. Ben raccontato, ben ambientato, con personaggi vitali e sfaccettati, con una storia d’amore che continua a crescere a crescere a crescere senza smorzarsi subito tra le lenzuola.
Per non parlare dell’ironia e dei dialoghi brillanti che nella prima parte del romanzo mi hanno tenuta inchiodata alle pagine. Poi, procedendo nella lettura, il romanzo diventa quasi perfetto, perché da corale, con i molti personaggi che sembrava dovessero avere un ruolo più importante nel racconto, ma che poi si perdono tra le righe, si è fatto duetto. Un duetto sostenuto, però, da due solidi, piacevoli e non banali protagonisti. Per una volta, anche il personaggio femminile, che spesso è la faccia più debole del romance, è forte, e resistente come una roccia.

Ah, che soddisfazione!

La storia, in fondo, è ancora una volta quella di Cenerentola. E se devo trovarci un lato negativo, a non avermi convinta è l’insistita e un po’ pesante analisi dei motivi che hanno portato i due protagonisti ad essere quello che sono. Fino al ribaltamento dei rispettivi ruoli.

Lei, bella ma poco appariscente e castigata nel vestire, è una giovane donna destinata alla solitudine, che trova nel lavoro e nella soddisfazione professionale il proprio destino. Condizionata fin da bambina da un padre violento e dispotico e da una zia ristretta di mente a comportarsi come una seguace fondamentalista di Lina Sotis, scoprirà a trent’anni di odiare ogni imposizione sociale, tanto da decidere di diventare l’amante clandestina di un uomo che non la sposerà mai (errore, naturalmente). Da colomba, diventerà aquila reale, scoprirà la consapevolezza di sé e la febbre dell’indipendenza, abbandonerà l’amante e gli insulsi sentieri dell’etichetta per scrivere romanzi (rosa, naturalmente, pensiamo noi).

Lui, un peer del regno di 35 anni deciso a non ricadere nella triste rete del matrimonio, che vive solo per la propria ambizione e il proprio piacere, che usa diligentemente il preservativo (sì, esistevano anche allora) per non rimanere fregato da una pretesa paternità, rinnegherà le proprie edonistiche convinzioni, aiuterà la propria amante a scoprire la sua vera natura e a realizzarsi come donna e come scrittrice, e finirà in ginocchio, davanti a Emma che lo ha lasciato, per la più tradizionale delle proposte di matrimonio, nel salotto buono del pensionato per signorine sole dove l’amata vive, tra i sospiri delle suddette signorine. E da dove partirà la prossima storia delle Girl -bachalors.

Il tutto, in una Londra che sta cambiando. Dove le donne, pur dovendo rispettare certe regole, possono camminare da sole per strada, o farsi accompagnare da un uomo a casa senza temere pettegolezzi, dove anche le misses di ceto medio-basso possono ormai facilmente trovare lavoro come impiegate, sempre che sappiano usare quella nuova, strana diavoleria, chiamata macchina da scrivere. E sempre che accettino di venire pagate meno dei loro colleghi maschi.

Il ton lascia posto alla borghesia.

Ma questa è un’altra storia.

Per la cronaca, ho già sul comodino Secret desires of a gentleman.

Le perle di saggezza di Harry e Emma...

Ogni capitolo del romanzo inizia con una perla di saggezza tratta da uno scritto di Mrs. Bartleby, nom de plume di Emma, o di Lord Marlow, autore di una gustosa Bachelor’s guide. Me le sono godute tutte. Witty e funny!

Dal trattato di Mrs Bartleby sulla vita domestica…

Men wonder why women cannot behave in a rational fashion. What they fail to understand is that we do. /Gli uomini si chiedono perché le donne non possano comportarsi in modo razionale. Ciò che non riescono a comprendere, è che noi lo facciamo.

Da “La guida per lo scapolo” di Lord Marlowe…

When it comes to women, a gentleman must learn to expect the unexpected. It’s what so often happens… / Quando si tratta di donne, un gentiluomo deve imparare ad aspettarsi l’imprevedibile. E’ ciò che così spesso accade…


Vivienne




RICONOSCIMENTI AL ROMANZO
  • Finalista ai RITA Awards 2008 nella categoria Historical romance
  • Premio 2008 per la migliore eroina (Best Heroine Award 2008) dal sito All About Romance

I GIUDIZI DEGLI ALTRI SITI
Opinioni positive anche su , All About Romance ( A- ) , Romantic Times (4 1/2), Dear Author (A)

GLI ALTRI ROMANZI DELLE GIRL-BACHELORS

The Wicked Ways of a Duke (dicembre 2007)

Once upon a time, there was a seamstress named Prudence who lived in a lodging house, worked very hard, and dreamed of a better life. Then she inherited a fortune, met a handsome duke, and fell in love. Her life was wonderful, and it seemed as if she was destined to live happily ever after.
Then she found out money can’t buy happiness, handsome dukes can also be wicked, lying scoundrels, and a broken heart hurts like hell. Will Prudence ever find true love and happiness? Will the wicked duke mend his ways? Will she take him back or kick him to the curb?

Secret Desires of a Gentleman (settembre 2008) 


Maria Martingale was going to elope. But Phillip Hawthorne, Marquess of Kayne, put a stop to those plans when he learned his younger brother intended to marry a cook’s daughter. Now twelve years later, Maria discovers that the man who holds her fate in his hands is none other than the haughty gentleman who sent her packing – and he’s as handsome and arrogant as ever.
Always the proper gentleman, Phillip will do anything to protect his family from scandal, and when Maria dares to move in right next door, he knows scandal will surely follow. She is as tempting as he remembered… and the more he sees her, the harder it is for Phillip to hide his own secret desire for her…

With Seduction in Mind
 ( settembre 2009)

London Society is harsh for a young woman with no family connections who has to work for a living. But when Daisy Merrick is sacked from yet another job, the feisty and outspoken miss comes up with a plan that could give her a future beyond her wildest dreams. There's only one problem. Her success depends on a man, the most infuriating, impossible, immovable man she's ever met.
Sebastian Grant, Earl of Avermore, is England's most infamous author. Known for his notorious reputation, he is more interested in play than work, and has no intention of cooperating when Daisy shows up on his doorstep with a mad plan. The provoking, fire-haired beauty stirs his senses beyond belief, and Sebastian knows he has only one way to stop her. Seduction.



Hai letto questo romanzo? Cosa ne pensi? Pensi che leggerai anche i prossimi romanzi di questa serie? Lascia il tuo commento.

CONSIGLI DI LETTURA DEL MESE: I migliori di Novembre ( in italiano)

Le uscite rosa di NOVEMBRE sono molto interessanti! Avete già cominciato a leggerli? Un bel numero di romanzi da non perdere e da acquistare subito e poi prendersi tutto il tempo per assaporarli uno per uno...il tempo novembrino ci fa venire voglia più del solito di rimanercene a casa, sulla nostra poltrona preferita, sotto una morbida coperta, con una bella storia d'amore tra le mani e... guai a chi ci disturba!
Ecco quali sono per noi i romanzi che non dovete perdere questo mese...BUONA LETTURA!

Nota*: A noi non piace dover parlar bene per forza di ogni romanzo che presentiamo, perchè ci riteniamo libere di poterne parlare come meglio crediamo, non avendo il nostro blog nessun tipo di rapporto di 'dipendenza' rispetto ad autori o editori. Per questo accanto ai punteggi/recensioni buoni spesso presentiamo anche quelli meno positivi - anche se poi per noi il romanzo è da leggere - così che vi possiate fare un quadro per quanto possibile oggettivo delle letture che vi proponiamo. E siamo felici di potercelo permettere!...
**Attenzione! Non tutti i siti di recensioni seguono lo stesso 'metro di misura'! Se non conosci bene il sistema di giudizio dei siti citati, vai prima qui e leggi la breve guida.
STORICI
E INFINE LA BACIO' ( And Then He Kissed Her - 2002 ) di Laura Lee Guhke (S), Collana I Romanzi Mondadori , n° 883 - novembre 2009 1° romanzo della serie Girl-bachelors ( Ragazze non sposate)

Ambientazione: Inghilterra, 1893
Harrison Robert, visconte di Marlowe, editore di successo e non meno fortunato dongiovanni, sfidando tutte le convenzioni sociali ha fatto di Emma Dove il proprio braccio destro. Ma per quanto Emma sia precisa, competente, efficiente, il suo sogno è diventare un’affermata scrittrice. Nel tempo ha proposto a Marlowe diversi suoi lavori. Rimasti tutti ignorati. Forse, per Emma è arrivato il momento di scegliere la propria strada. Senza Harrison, se necessario. E, forse, per Harrison è arrivato il momento di accorgersi non solo del talento di Emma ma anche della breccia che lei ha fatto nel suo cuore. Giudizio del blog: 5* Bellissimo (Leggi qui la nostra recensione.) Giudizi al romanzo sul Web: Dear Author: A ; Romantic Times: 4 ; All About Romance: A - ; The Romance Reader: 3

LA MUSICA DELLA NOTTE ( Music of the Night - 2005 ) di Lydia Joyce (S), Collana I Romanzi Mondadori , n° 885 - novembre 2009 2° romanzo della serie Night. Il 1° romanzo della serie 'Il velo delal Notte 'è già stato pubblicato in questa collana ( nr.871)
Ambientazione: Venezia, 1893
Sarah Connolly ha sempre avuto ben poco dalla vita. Ma ora il destino sembra offrirle la via d’uscita che merita: lasciare i vicoli di Londra per le calli di Venezia, al seguito di una famiglia ricca seppur enigmatica. E l’enigma più grande non si fa attendere: Sebastian Grimsthorpe, lord Wortham, un uomo che si cela nell’ ombra alla ricerca del riscatto da un passato di tradimento e violenza. Sarah è forse la sola donna in grado di comprendere il suo tormento. Di certo, l’unica pronta ad amarlo.Giudizi al romanzo sul Web: Mrs Giggles: 49 ; All About Romance: A- ; The Romance Reader: 4

ACCADDE IN AUTUNNO ( It Happened in Autumn - 2005 ) di Lisa Kleypas (S), Collana I Romanzi Mondadori , n° 886 - novembre 2009 - 2° romanzo della serie Wallflowers. Il 1° romanzo della serie I'Segreti di una notte d'estate' è già stato pubblicato in questa collana ( nr.871)
Ambientazione:
Inghilterra , 1843

Lillian Bowman, figlia sfacciata e testarda di di un magnate americano della cosmetica, disperatamente alla ricerca del partito giusto. Conte Marcus Westcliff, il rampollo più affascinante e più socialmente desiderabile della corte inglese, che ha però la fama di cinico inarrivabile. Due vite che più lontane non potrebbero trovarsi, due personalità che più diverse non potrebbero essere. Eppure, quando Lillian e Marcus si scambiano un bacio, tanto inatteso quanto appassionato, tutto cambia. A patto che siano in grado di spiegarlo a loro stessi. Leggi qui la nostra presentazione della serie Wallflowers.
Giudizio del Blog : 5* Bellissimo!
Giudizi al romanzo sul Web: All About Romance: A - ; Mrs Giggles: 74 The Romance Reader: 4

L'ULTIMO VALZER ( The Last Waltz - 1998 ) di Mary Balogh (R), Collana I Romanzi Mondadori Oro , n° 81 - novembre 2009
Ambientazione: Inghilterra , 1815 Lady Christina non ha mai realmente amato il defunto marito, eppure ha accettato il suo modo di pensare, rigido e puritano. Almeno fino a quando ilpassato ritorna nella persona di Gerard Percy. Un tempo le aveva offerto il proprio cuore e lei lo aveva rifiutato nel nome di ipocrite convenzioni, nella ricerca, imposta più che davvero sentita, di un futuro di agi. Ma ora Gerard non è solo l’uomo più ricco della zona, è anche il partito più affascinante. Sarà in grado Christina di non commettere il medesimo errore per la seconda volta? Giudizi al romanzo sul Web: Good Reads: 3.75 Romantic Times: 4 1/2 ; The Romance Reader: 5

L'ISOLA DELLA PASSIONE
( The Passionate One -1999) di Connie Brockway (S),
Collana I Romanzi Mondadori Oro , n° 82 - novembre 2009 1° romanzo della trilogia 'McClairen's Isle Trilogy' ( 'Isola dei McClairen).Gli altri due romanzi della serie sono stati pubblicati nella collana I Romanzi.
Ambientazione:
Inghilterra e Scozia , 1757 . Ashton Merrick, sinonimo di pessima reputazione. Canaglia impenitente e incallito dongiovanni, Ashton sembra conoscere un’unica forma di rispetto: i legami di
sangue. Per questo non ha scelta se non sottostare alle decisioni paterne, accettando di scortare la giovane Rhiannon Russell fino alla remota isola dei McClairen. Ma il sospetto lo tormenta: il genitore potrebbe fare dell’innocente fanciulla la sua quarta sposa. Quello di cui invece Ashton è certo, è che Rhiannon riesce ad accendere la sua di passione...Giudizi al romanzo sul Web: Lettori Amazon.com: 4 1/2 Romantic Times: 4 1/2 ; The Romance Reader: 3
Il PERICOLO E IL PIACERE ( The Perils of Pleasure - 2008 ) di Julie Anne Long (R), Collana I Romanzi Mondadori Passione, n° 29 - novembre 2009 - 1° romanzo della serie Pennyroyal Green
Ambientazione: Inghilterra, periodo Regency Si mette davvero male per Colin Eversea, seduttore impenitente e ribaldo incallito. Famigerato per la sua capacità di tirarsi fuori da qualsiasi guaio, questa volta la fortuna gli ha voltato le spalle. Ironia della sorte, l’affascinante Colin sale al patibolo per un crimine che non ha commesso. Ma a pochi passi dalla forca qualcuno gli infila un sacco in testa e, nel caos generale, lo trascina via. Opera del più inaspettato dei rapitori: la splendida Madeleine Greenway, filibustiera per tutte le stagioni. Colin potrebbe essere caduto dalla padella nella brace, ma qualcuno cerca di uccidere Madeleine e i due decidono di unire le forze per scoprire chi sta tramando contro di loro. Senza immaginare di imboccare, al tempo stesso, la strada della passione. Giudizi al romanzo sul Web: All About Romance: A - ; Romantic Times: 4 1/2 ; The Romance Reader: 3
NON PROPRIO UN GENTILUOMO ( Almost a Gentleman - 2007 ) di Pam Rosenthal (R), Collana I Romanzi Mondadori Passione, n° 30 - novembre 2009
Ambientazione: Inghilterra, periodo Regency Philip Marston: affascinante, ammaliante, seducente. Philip Marston: raffinato esteta, elegante dandy,imbattibile giocatore d’azzardo. Philip Marston: da anni idolo dell’alta società londinese. Idolo di tutti: dame e gentiluomini. Lo stesso lord David Hervey resta letteralmente incantato quando i loro sguardi s’incontrano. Eppure, David percepisce, o crede di percepire, qualcosa d’altro, qualcosa di diverso. E quando il destino lo porta faccia a faccia con il forse troppo celebrato Philip Marston, ebbene, David scopre che sotto quel costoso abbigliamento da gentiluomo si nasconde un corpo femminile meravigliosamente sinuoso. Ed estremamente sensuale…Giudizi al romanzo sul Web: All About Romance: A - ; Mrs Giggles: 96 ; The Romance Reader: 4

IL RUBACUORI ( The Heartbreaker - 2007 ) di Rexanne Becnel (S), ed. Mondadori , Collana Emozioni, n° 11 - novembre 200 - 4° romanzo della serie 'Maker'. I precedenti romanzi sono stati tutti pubblicati nella collana de I Romanzi. Ambientazione: Inghilterra, periodo Vittoriano . Dal “London Tattler”, 6 febbraio: “Circolano voci spiacevoli che, purtroppo, si sono rivelate non un pettegolezzo ma la crudele verità… Sembra che lord Farley non si sia comportato affatto da gentiluomo…”. James Lindford, visconte di Farley, è rientrato dall’Oriente con grandi onori efesteggiamenti, fino a quando il passato non ritorna. Per travolgerlo e trascinarlo nel più rovente degli scandali. Abbandonato dalla fidanzata e aspramente criticato dalla società, James decide di trasferirsi in campagna. Dove le cose sembrano addirittura peggiorare: Phoebe Churchill, la creatura più adorabile che lui abbia mai incontrato, è infatti la sua vicina di casa. Peccato che Phoebe non sia affatto il tipo da cedere a un donnaiolo impenitente, mentre potrebbe essere la donna giusta per insegnargli il vero significato della parola “amore”.
Giudizi al romanzo sul Web:All About Romance: A - ; Mrs Giggles: 58 ; The Romance Reader: 3
SILENZI E MISTERI (Silent on the Moor - 2009 ) di Carol Townend (S) , Harlequin/Mondadori, Collana I Grandi Romanzi Storici, n°118 - novembre 2009 3° romanzo della serie 'The Lady Julia Grey'. I due romanzi precedenti sono già stati pubblicati nella stessa collana
Ambientazione: Inghilterra, 1888
Lady Julia Grey decide di far visita all'enigmatico Nicholas Brisbane a Grimsgrave Hall, l'antico maniero in cui lui si è stabilito, per scoprire che cosa si nasconda dietro il suo bizzarro comportamento. Perché Nicholas ha improvvisamente disdetto il suo precedente invito? E soprattutto perché ha chiesto, in cambio dei servigi resi al governo inglese, la cessione di quella tenuta ormai in rovina nel bel mezzo delle brughiere dello Yorkshire? Con la sua decisione ha forse qualcosa a che vedere la bellissima e gelida Ailith Allenby, che ancora abita nella dimora dei suoi avi? In realtà, come scopre ben presto l'intraprendente Julia, tutto il villaggio è intessuto di misteri e di inconfessabili segreti. E come sempre accade quando c'è Nicholas nei paraggi, presto il suo soggiorno si tinge di giallo...Leggi qui il PRIMO CAPITOLO del libro sul sito della Harlequin. Giudizi al romanzo sul Web: Dear Author : B+ ; All About Romance: A - ; Lettrici su Amazon.com: 4 1/2
LA SORELLA DELLA SPOSA (A Most Unconventional Match - 2008 ) di Julia Justiss (R) , Harlequin/Mondadori, Collana I Grandi Romanzi Storici, n°707 - novembre 2009
Ambientazione: Londra, 1820
Alto, biondo, dotato di grande fiuto negli affari, Hal Waterman è del tutto inconsapevole del proprio fascino e anzi, in presenza delle donne perde ogni sicurezza in sé. Per questo motivo, qualche anno prima, durante il matrimonio del suo migliore amico, non aveva osato
avvicinarsi a Elizabeth Lowery, la splendida sorella della sposa, pur essendone incredibilmente attratto. Ora però la giovane donna si trova in ristrettezze economiche e lui non può fare a meno di correre in suo aiuto, superando gli antichi timori. Grazie alla sua presenza rassicurante e ai suoi saggi consigli, Elizabeth scoprirà il valore del proprio talento artistico e, cosa ancor più importante, si renderà conto che un amico gentile e taciturno può rivelarsi un amante appassionato.
Giudizi al romanzo sul Web: Dear Author : B ; All About Romance: A- ; Romantic Times: 4

PARANORMALI
SUSSURRI NELLA NOTTE ('Beyond Twilight' in Strangers in the Night) - 1995 - di Maggie Shayne (P) , Harlequin/Mondadori, Collana BleuNocturne, n°7 - novembre 2009 5°romanzo della serie 'Wings of the night'. I precedenti romanzi della serie sono stati tutti publicati nella stessa collana.

Potenti e immortali,
Condannati a lottare per il semplice diritto di esistere...
Mentre dà la caccia alla bellissima vampira Cuyler Jade, l'agente del DPI Stephen "Ramsey" Bachman si ritrova a fare i conti con una verità imprevista e agghiacciante che minaccia di distruggerlo. Ma Cuyler lo aiuta a superare lo shock e lo conquista per l'eternità con il suo fascino malizioso e fiabesco. Contemporaneamente un'altra incantevole vampira, Angelica, viene catturata dagli scienziati di White Plains. A salvarla dall'orribile destino che l'attende è il giovane Prescelto Jameson Bryant, che abbagliato dalla bellezza di Angelica accetta di mettere a repentaglio la propria vita per tirarla fuori di lì. Leggi qui il PRIMO CAPITOLO del libro sul sito della Harlequin. Giudizi al romanzo sul Web: Lettrici su Goodreads : 4.20 ; Lettrici su Amazon.com: 4


DEMON'S LOVE ( the Darkest Whisper) - 2009 - di Gena Showalter (P), Harlequin/Mondadori, Collana BleuNocturne, n°8 - novembre 2009 5°romanzo della serie 'Lords of the Underworld'. I precedenti romanzi della serie sono stati tutti publicati nella stessa collana.

In una remota fortezza di Budapest, sei seducenti guerrieri immortali sono legati da un'antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere...Un guerriero seducente e sospettoso... Una donna immortale in fuga dal proprio lato oscuro...
Posseduto dal demone del Dubbio, Sabin avrebbe tutte le qualità per essere implacabile nelle schermaglie d'amore quanto lo è sul campo di battaglia. Ma il suo demone rovina qualsiasi relazione, insinuando dubbi, sospetti e insicurezze nelle sue amanti, tanto che Sabin ha giurato di tenersi alla larga dalle donne. Dopo undici anni, però, l'incontro con la timida Gwen fa vacillare i suoi propositi. E quando la libera dalla prigione in cui è stata rinchiusa dai loro comuni nemici, i Cacciatori, una lotta dall'esito assai più imprevedibile si profila all'orizzonte: quella contro le conseguenze di un travolgente colpo di fulmine. Leggi qui il PRIMO CAPITOLO del libro sul sito della Harlequin.
Giudizi al romanzo sul Web:The Good,the Bad, the Unread: B+ ; Lettrici su Goodreads: 4.21 ;
Lettrici su Amazon.com: 4

Cosa vi ispira particolarmente questo mese? Ne avete già letto qualcuno? Vi è piaciuto? Lasciate i vostri commenti, potranno aiutare nella scelta le altre lettrici del blog...e se volete mandarci la vostra recensione la pubblicheremo nello spazio ' consigli fra amiche' (vedi qui) !

NEW PENS FOR ROMANCE presenta...VERONICA BENNET



Un nuovo appuntamento per la nostra rubrica settimanale New Pens for Romance che questa settimana ospita l'amica VERONICA BENNET, blogger di un bel sito personale dedicato al rosa ( qui) .Dedita da tempo alla scrittura di storie romantiche, Veronica collabora anche attivamente con siti di recensioni romance ed è, come noi, un'accanita fan del genere.
BUONA LETTURA!


Ciao a tutti! Sono Veronica Bennet e come prima cosa permettetemi di ringraziare Francy e Miss Grig per avermi dato la possibilità di partecipare a questa bella iniziativa. Probabilmente qualcuna di voi mi conosce già per cui saprà anche che amo leggere romanzi rosa storici e, soprattutto, che amo scriverli. Tuttavia, questa volta, ho deciso di espormi al vostro giudizio con un genere a me sconosciuto, ossia un contemporaneo.Una trentenne in pensione” è nato circa tre anni fa quando la mia migliore amica si è ritrovata, di punto in bianco, licenziata. Per lei è stato un momento molto difficile ma nonostante ciò, grazie alla sua autostima e umorismo, l’ha attraversato alla grande. Così, col suo permesso, ho cominciato a scrivere la sua storia.Abbiamo passato splendidi pomeriggi accovacciate sul divano dove lei raccontava e io prendevo appunti. Splendidi momenti che custodirò sempre nei miei ricordi e che oggi voglio far leggere a voi.
Grazie.
Veronica


“Una trentenne in pensione”
di
Veronica Bennet

Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà dell’autore.
Trama: Chiara ha trent'anni, convive con Riccardo da cinque e non lavora da un anno.
E proprio in quest'ultimo anno la sua vita ha preso una piega insignificante e le giornate si susseguono monotone allietate unicamente dalle faccende di casa e dalle visite dell'amica Morena. Mentre cerca di affrontare nel dovuto modo la vita quotidiana il sospetto che Riccardo abbia un'amante si fa sempre più reale. Ciò indurrà Chiara a fermarsi e a considerare tutto quello che la circonda: dall'amica persa in una relazione extra coniugale, al vicino di casa Alex, dolce e sensibile, che le fa una corte spietata; alla madre coinvolta in un intrigo condominiale.
E così, attraverso una serie di situazioni strane e divertenti e sotto una magica
atmosfera natalizia Chiara troverà la forza di rimettersi in piedi scoprendo che...

Capitolo 1
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Reggio Emilia, Dicembre 2001


Riccardo Ferrari è sempre piaciuto a tutti!


I bambini lo adorano, le donne lo trovano bellissimo, gli uomini lo definiscono intelligente e le anziane impazziscono riscontrando in lui l’immagine del perfetto cognato.
Per questo, nonostante i quattro gradi sotto zero e il vento stile bora triestina, ce ne stiamo sotto al portico del palazzo dei suoi genitori.
La signora Cassandra del primo piano ci ha probabilmente individuato nell’attimo in cui siamo scesi dall’auto. Credo sia la spiegazione più plausibile perché nel medesimo istante in cui Riccardo ha appoggiato l’indice sul campanello la porta d’ingresso si è magicamente aperta.
La signora, vestita come la regina Elisabetta, esibisce uno gran sorriso mettendo in mostra una splendida dentiera, poi allarga le braccia come se non lo vedesse da anni quando in realtà l’avevamo incontrata soltanto ieri mattina.
Come di consueto inizia a riempirlo di complimenti avanzando con fermezza verso di noi lasciando così la che la porta alle sue spalle si richiuda.
Ignorando il fatto che forse avremmo preferito entrare gli picchietta ripetutamente la mano sul braccio attaccando con una serie di domande infinite.
Con l’occhio attento quanto quello di un falco lo osserva avidamente dal basso del suo metro e cinquanta circa trattenendolo per la manica onde evitare ogni suo tentativo di fuga.
La scena si prolunga per ben dieci minuti, ma d'altronde è inevitabile. Accade ogni volta e non solo con lei.
Ma la cosa più sconcertante è che io risulto trasparente.
Sì, non esisto e le uniche attenzioni che mi vengono rivolte sono i classici convenevoli.
Così me ne sto qui, avvolta in un piumino azzurro puffo che mi vedrebbero anche dalla lontana Patagonia, con un educato sorriso stampato sulle labbra e una paralisi alle gote a causa del freddo.
Per fortuna nel momento in cui, penso di aver perso l’uso delle dita, la signora esordisce con: "Oh ma caro ti ho già fatto prendere abbastanza freddo. Sarà meglio che ti lasci salire da tua madre. Mi raccomando Riccardo torna presto a trovarci, sentiamo tutti la tua mancanza."
E così mentre Cassandra si dirige a passo svelto verso il centro noi riusciamo finalmente ad entrare.
" Sentiamo la tua mancanza… Mi pare un tantino esagerato." osservo ridendo.
"Ma dai Cassandra è una donna gentilissima." risponde Richi mentre chiama l’ascensore. "Forse a volte è un po’ petulante ma rimane comunque una persona estremamente cortese."
"Un po’? Ma se parla solo lei! Inoltre non mi sembra proprio cortese… mi ha praticamente ignorata."
Mentre le porte dell’ascensore si aprono Riccardo si volta verso di me sfoderando uno di quei suoi splendidi sorrisi che scioglierebbero anche un iceberg.
"Potevi dire qualcosa anche tu." mi fa notare inclinando la testa leggermente di lato "Ci vediamo di sopra."
Sorrido! Bene ora, grazie alla mia claustrofobia, ho tre rampe di scale per pensare.
Pensare? C’è poco da pensare! Magari Richi ha ragione ma cosa dovrei dirle?
Sono cinque anni che io e lui conviviamo e sono cinque anni che ogni settimana, più precisamente la domenica, facciamo visita ai suoi genitori. Quindi sono sempre cinque anni che la signora Cassandra mi conosce, è più che evidente che non suscito il suo interesse.
Alla seconda rampa di scale inizia l’affanno, ma è naturale, mi muovo talmente poco che dovrei girare con la bombola d’ossigeno nella borsetta. Mi fermo a prendere aria e inevitabilmente il mio sguardo cade sul tronchetto della felicità posto al centro del pianerottolo. Con rammarico mi accorgo che quel nome non è più appropriato. Gli sono rimaste solo due foglie, per di più gialle perciò ha l’aria di essere tutto meno che felice ma nonostante questa distrazione la mia mente ritorna alla signora Cassandra.
Non capisco perché me la prendo tanto. In fondo che importanza ha che la signora mi presti attenzione, sono circondata da persone che mi adorano e che non anno altro che ripetermi quanto sono speciale, non vedo perché devo farmi questa paranoia!
Arrivata ormai a destinazione abbandono momentaneamente quell’inutile dilemma.
Ora c’è un problema ben più complicato da affrontare.
Dalla porta della famiglia Ferrari esce un intenso odor di fritto perciò ne deduco che appena torneremo a casa dovrò mettere da lavare tutta la roba e dovrò anche rilavarmi i capelli, che ho lavato giusto stamattina.
Richi, che ovviamente è arrivato prima, mi attende con la mano sulla maniglia.
"Hanno fatto le cotolette." m’informa con aria rassegnata.
"Già sento."
"Dovremmo mettere tutto da lavare. Mi dispiace hai appena lavato la mia giacca." si scusa dolcemente.
"Non preoccuparti non fa niente." rispondo anche se in realtà non è proprio così. Ho impiegato un’intera mattinata per lavare a mano quella visto che lui non si fida a portarla in lavanderia.
Ma d’altronde non posso di certo arrabbiarmi, non è colpa di nessuno se i Ferrari hanno deciso di mangiar del fritto oggi e non posso nemmeno prendermela con Richi e la sua mania di lavare gli abiti unicamente a mano.
No, non posso proprio perché mi duole ammetterlo ma non ha altre pretese, non ha… altri perché… difetti.
"Ma cosa fate lì? Dai entrate che mi entra freddo in casa."
La signora Marta, se non madre di Riccardo, spalanca di colpo la porta strappandomi ai miei pensieri.
Alta il necessario per arrivare alla maniglia sfoggia una perfetta tenuta da casa, con tanto di grembiule rigorosamente macchiato d’unto.
E mentre ci osserva con sguardo di rimprovero non posso fare ameno di notare

che la sua messa in piega è assolutamente impeccabile.
"Ciao mamma. Papà è in casa?" domanda Richi chinandosi a baciarle la guancia che ormai, vista l’età, ha più pieghe di una tenda arricciata.
"Tuo padre è al bar, lo sai che è al bar a quest’ora. Te l’avrò detto mille volte di venire più tardi che poi ci rimane male di non averti visto."
Ecco lo sgrida di nuovo. Ormai è una consueta routine, ma che farci, Richi non vuol saperne di andarci più tardi e suo padre… bè suo padre potrebbe anche andare al bar più tardi se vuole vederlo.
Comunque ormai è una lotta inutile!
Marta sbuffa e con passo spedito ci fa strada verso la cucina poi, come per incanto, si ricorda che ci sono anche io così si volta di scatto.
"Ciao Chiara, scusa ma Riccardo non capisce niente! Sa benissimo che suo padre a quest’ora ha il torneo di briscola. Certo che potresti dirgli qualcosa anche tu, insomma cosa vi costa venire più tardi!"
Senza darmi il tempo di rispondere alza il braccio in segno di disappunto poi, riacquistando un flebile sorriso mi domanda: "Ma lasciamo perdere, piuttosto come stai? Ti è passata l’influenza?"
"Sto bene grazie, direi che ormai è passato tutto."

Ma Marta, che se non ha l’ultima parola non è contenta, si avvicina con sguardo attento. Il naso quasi appoggiato al mio.
"Sarà Chiara ma ti trovo molto pallida. Insomma forse è il caso che ti faccia vedere da uno specialista, almeno per riprendere un po’ di tono, di colore."osserva seria, per poi concludere con una di quelle frasi che non vorresti mai sentirti dire. "Non è normale che tu sia sempre raffreddata."
Non è normale? Siamo in pieno Novembre, c’è un freddo pauroso, la maggior parte delle persone sono influenzate e lei mi dice che non è normale!
Poi da quando in qua si va dallo specialista per riprendere colore? Al limite è dall’estetista che dovrei prendere un appuntamento.
"Dai mamma…" interviene Richi prontamente "… glielo dici tutte le volte. Chiara sta benissimo ha avuto solo un po’ di mal di gola."
Marta solleva un sopracciglio, poco convinta della spiegazione ricevuta e respirando profondamente si allontana da me per mettersi davanti a suo figlio.
"Ah Riccardo per te va sempre tutto bene. L’ho sempre detto che sei un facilone! Comunque fate voi anche se rimango della mia idea, sarebbe meglio fare una visita approfondita."
Richi alza gli occhi al cielo e si lascia cadere sulla sedia accanto a me invitandomi a fare altrettanto e mentre Marta si mette a preparare il caffè continuando la sua litania sullo specialista, mi stringe la mano, mi sorride e mi strizza l’occhio.
Lo guardo e penso: “Ma come si fa a essere così belli? E soprattutto come riesce ad essere così tranquillo.”
Santo cielo, a volte detesto la sua calma!
Lui sa sempre cosa fare e cosa dire, senza mai scomporsi. Non si arrabbia mai, non urla mai! Riesce a sopportare sua madre in un modo così tollerante.
Non che sia una donna cattiva s’intende, ma se l’intera città la definisce un “ duce ” un motivo ci sarà.
Il caffè è pronto e come sempre fa schifo, ma ormai ho imparato che con quattro cucchiai di zucchero riesco a berlo senza grandi difficoltà.
Il problema è il sapore che mi rimane dopo ma questa volta sono certa di aver trovato la soluzione. Mi sono premunita di potentissime caramelle alla menta che dovrebbero eliminare ogni residuo di alito cattivo. Chissà perché non ci ho mai pensato. In fondo basterà metterne in bocca due dopo averlo bevuto.
Nel frattempo Marta attacca con i pettegolezzi su tutti gli inquilini del palazzo e dopo poco mi accorgo che la soluzione non è quella giusta.
Non solo le caramelle fanno schifo ma col sapore del caffè hanno creato una bomba che rischia di farmi rimettere quello che ho mangiato a pranzo. Cercando di dare il meno possibile nell’occhio mi alzo sussurrando a Richi, con voce strozzata, che vado in bagno.
Ma a quelle parole sua madre raddrizza la schiena come un militare al giuramento.
"Aspetta Chiara, prima devo controllare che si sia asciugato il pavimento poi ti metto gli asciugamani puliti."
Marta si precipita in bagno e io raccolgo tutte le mie forze per evitare di rimettere su quella che una volta doveva essere una splendida tovaglia a fiori.
"Qualcosa non va?" chiede Richi appoggiandomi una mano sul braccio.
Se me lo chiede è perché probabilmente devo aver cambiato colore!
"No, ho solo bisogno del bagno." sibilo a denti stretti.
Dopo un tempo che mi pare interminabile finalmente riemerge sua madre dal corridoio.
"Puoi andare adesso, ma dopo apri la finestra mi raccomando."
Finalmente in bagno!
Velocemente strappo due fogli di carta igienica e ci appoggio le caramelle, e con cura mi risciacquo la bocca. Appena in tempo, non sarei riuscita resistere un minuto di più.
In un bagno dove tutto, comprese le creme, hanno circa quarant’anni inspiro soddisfatta lieta di non aver ceduto alla nausea.
Col sorriso mi guardo allo specchio e mi sistemo i capelli, e… e non posso fare a meno di guardarmi meglio.
Santo cielo! Sono davvero incolore.

Veronica Bennet


Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà dell’autore.

Ringraziamo VERONICA BENNET per aver partecipato al nostro spazio New Pens for Romance.

Vi è piaciuto questo brano? Avete voglia di leggere di più del romanzo da cui è tratto? Questo spazio è dedicato sia alle scrittrici che alle lettrici, perciò i vostri commenti sono più che benvenuti!

OCEANO DI PASSIONE ( Gentle Rogue) di Johanna Lindsey




Autrice: Johanna Lindsey
Titolo originale:  Gentle Rogue
Genere:   Storico
Ambientazione:    Londra/Connecticut, 1818

Pubblic.  originale: ed.Harper Collins,dicembre 1990,pp.448 

Pubblicato in Italia:    Mondadori, collana I Romanzi, n. 882, ottobre 2009
Parte di una serie: 3° serie Mallory
Livello sensualità:  MOLTO ALTO

Giudizio :


*Recensione di Rachele*


Georgina Anderson, il cuore infranto per aver abbandonato la terra d’America, compie una scelta estrema: travestita da mozzo, si imbarca sulla Maiden Anne. Quello che non immagina neppure lontanamente è di ritrovarsi a fare i conti con James Malory, irrefrenabile e inflessibile capitano del vascello. Pecora nera di una famiglia potente e rispettabile, l’affascinante ex pirata ha giurato che non si farà mai convincere a sposarsi. Ma, in alto mare, la passione per una fanciulla spregiudicata e bellissima finisce con il far naufragare ogni sua certezza.
 Original blurb: Heartsick and desperate to return home to America, Georgina Anderson boards the "Maiden Anne disguised as a cabin boy--never dreaming she'll be forced into intimate servitude at the whim of the ship's irrepressible captain, James Malory. The black sheep of a proud and tempestuous family, the handsome expirate once swore no woman alive could entice him into matrimony. But on the high seas his resolve becomes weakened by a fierce passion--and by this high-spirited beauty whose love of freedom and adventure rivals his own...


LA STORIA : Georgina Anderson è una giovane e ricca ragazza americana, cresciuta con cinque fratelli, e senza la guida di una madre venuta a mancare quando era ancora una bambina. Forse per questo è cresciuta e si comporta più come un maschio che come una giovane donna del tempo. E’ testarda, caparbia, e non si ferma davanti a nulla. Quando decide di andare a cercare il suo fidanzato, scomparso durante la guerra con gli inglesi, non accetta di aspettare che uno dei suoi fratelli la aiuti, ma si imbarca sola con la compagnia del fedele servitore Mac. Giunti in Inghilterra iniziano i guai. Prima vengono derubati di tutti i soldi, poi la ricerca del fidanzato si rivela non semplice. Infine, dopo aver scoperto che il fidanzato tanto atteso e ritrovato in realtà è felicemente sposato e nemmeno si ricordava di avere una fidanzata, decidono di tornare in America.
Ovviamente  ha la nostra impaziente Georgina la pazienza di attendere una nave passeggeri che la riporti a casa? Noooo. E decide di imbarcarsi sulla prima nave in partenza: la Maiden Anne. Peccato che la Maiden non prenda a bordo passeggeri, così Georgina decide di travestirsi da fratello minore di Mac, e di farsi assumere come mozzo di cabina.

James Malory è uno dei quattro fratelli componenti la potente e influente famiglia Malory. Anche il suo aspetto fisico ha i tratti caratteristici dei Malory:  capelli biondi, occhi verdi e struttura robusta. Ma James è da lungo tempo il ribelle della famiglia, famiglia che per un certo periodo lo ha anche ripudiato a causa della sua vita da pirata, pirata conosciuto col nome di Hawke. Ma da qualche anno Hawke è considerato morto, e James ha così ripulito la sua immagine.  
Non appena vede Georgina nei panni di George, la riconosce subito come la strana e minuta donna travestita da ragazzino che aveva già incontrato col fratello Anthony in una

taverna di Londra (in “Irresistibile Ribelle”, I Romanzi n. 865 di giugno 2009). Dopo quell’unico incontro, ne era rimasto talmente incuriosito che non è riuscito a levarsela dalla testa e non gli pare vero di trovarla sulla sua nave. Così fa finta di non riconoscerla e in quanto mozzo a servizio del capitano la ‘costringe’ a dormire in un’amaca nella sua stessa cabina.  Il suo intento è farne la sua amante, ma non prima di essersi divertito un po’.
Quello che James non può immaginare è la solitudine e la sensazione di abbandono che prova quando Georgina, giunta alle isole giamaicane, si imbarca con Mac sul Triton e parte senza nemmeno salutarlo.
In realtà Il Triton è la nave del fratello di Georgina , Drew Anderson. Quando Georgina è salita a bordo per farsi dare un passaggio per casa dal fratello , non si era resa conto che la nave stava per salpare , così non ha avuto il tempo nemmeno di salutare James o  di prendere le sue cose.  E comunque, sapendo che  James  non ha alcuna intenzione di sposarsi e che la loro ‘relazione’ non ha futuro , forse è satto meglio evitare gli addii.
Ma James non la pensa allo stesso modo ed ha in serbo una grande sorpresa...
SECONDO ME...
Romanzo carino, senza pretese storiche, che incentra la sua storia su un uomo virile, affascinante e diciamolo, anche un po' canaglia, che fa capitolare la ragazzina altezzosa ma ingenua, che si innamora perdutamente di lui, anche quando lui per riprendersela si comporta da vero e proprio bastardo, sia nei suoi confronti che in quella dei suoi  altrettanto affascinanti fratelli.
Lettura piacevole, da farsi in ‘ordine di serie’ per non farsi sfuggire particolari che ritornano da un libro all’altro. La serie si è inoltre ampliata con i personaggi della famiglia Anderson (in questo libro la prima: Georgina Anderson), e quindi  si basa sull'intreccio delle vite dei componenti di enrambe le famiglie.


RACHELE

 I ROMANZI NELLA SERIE MALORY ( E ANDERSON) FAMILY
  1. Love Only Once   (Nicholas Eden e Regina Malory)  pubb. In Italia come Quell’unico amore (Mondadori , I Romanzi n. 859, aprile 2009)
  2. Tender Rebel    (Anthony Malory e Roslynn Chadwick) pubb.  In Italia  come  Irresistibile ribelle (Mondadori, I Romanzi n. 865, giugno 2009)
  3. Gentley Rogue   (James Malory e Georgina Anderson) pubb. In Italia come Oceano di Passione (Mondadori, I Romanzi n. 882, ottobre 2009)
  4. The Magic  of you   (Warren Anderson e Amy Malory)
  5. Say you love me  ( Derek Malory  e Kesley Langton)
  6. The Present   (Cristopher Malory e Anastasia, genitori dei fratelli Malory, più Jason Malory e Molly)
  7. A Loving Scoudrel  ( Jeremy Malory, figlio di James, e Danny)
  8. Captive of my desires  (Drew Anderson e Gabrielle Brooks)
  9. No choise but seduction  (Boyd Anderson  e Katey Tyler)
L'AUTRICE

Dal sito dell'editore Simon & Schuster ecco come una delle regine del romance storico, JOHANNA LINDSEY si rivela si rivela ai suoi lettori....

  • Come descriveresti la tua vita in sole otto parole? Al momento, pacifica e piena di allegria. tutto sommato incredibile.
  • Come descriveresti la perfetta felicità? Non penso che si possa descrivere nulla che abbia una prospettiva così ampia. E' una di quelle cose per cui si dice che 'ognuno ha la sua'.. Per me è abbastanza semplice: condividere la mia vita con qualcuno che amo. 
  • Qual è la tua più grande paura? La perdita delle persone care. 
  • Se potessi essere in una qualsiasi parte del mondo in questo momento dove sceglieresti di essere? Dove sono ora.
  • Quali sono le espressioni che usi più spesso? FORTE. Sì, è fuori moda, ma è molto raro che tu mi possa sentir dire TREMENDO. 
  • Se potessi acquisire un talento, quali sceglieresti? Una volta dipingevo a olio. Non avevo molto talento e non avevo pazienza di migliorare le mie abilità, ma se potessi, sarebbe...forte! 
  • Qual è il  traguardo più importante che hai  raggiunto finora? Che tutti i miei romanzi sono entrati nella classifica dei libri più venduti del New York Times, incluso i quattro che si sono piazzati al primo posto. 
  • Qual è la tua maggiore debolezza? Che fumo. 
  • E la tua migliore qualità? La mia forza di volontà, quando scelgo di farla funzionare. Se potessi essere una qualsiasi altra persona o cosa. 
  • Se potessi essere una qualsiasi altra pesrona o cosa, chi saresti? Questa domanda non fa per me perchè non ho mai desiderato essere qualcos'altro o qualcun altro in vita mia. 
  • Quale tratto della personalità è più spiccato in te? Il mio sense of humor. Chi è il tuo eroe romantico preferito? James Malory 
  • Chi è il tuo cattivo preferito? La funzione dei cattivi nei romanzi è essere odiati. Non ne ho di  preferiti. 
  • Qual è il tuo lavoro ideale? Stai scherzando? Essere una scrittrice, che cos'altro c'è di meglio?
  • Quali sono le tre qualità più importanti per te?  Fiducia,affidabilità e un bel senso dell'umorismo.
  • Se potessi mangiare solo una cosa per il resto dei tuoi giorni, cosa sarebbe? Senza tener conto della mia eterna dieta, direi pizza.
  • Quali sono le tue cinque canzoni preferite? What you Give-Tesla. Feelin' Way Too Damn Good-Nickelback. Overkill-Colin Hay. Feeling Good--Nina Simone. As a Judgement--Ennio Morricone.
  • Chi sono le tue scrittrici preferite? Devo dire Kathleen E. Woodiness e Rosemary Rogers a cui si deve l'inzio di questo fantastico genere.. 
  • Quali sono i tuoi cinque romanzi preferiti di sempre? The Wolf and the Dove( Il lupo e la colomba), Sweet Savage Love, The Clan of the Cave Bear, e due miei romanzi, Tender Rebel ( Irresistibile Ribelle),  Warrior's Woman (l'Amante del guerriero)
  • C'è un romanzo che ami rileggere? Non ridere ma mi piace rileggere i miei romanzi. Alcuni mi fannopiangere e la maggior parte mi fanno tornare a sorridere. 
  • Hai un consiglio da dare alle le nuove autrici? Mettete ilcuore inn ciò che fate. Se non riuscite a ridere dei vostri personaggi o a versare una lacrima per loro o addirittura ad arrabbiarvi con uno di loro, non lo faranno nemmeno gli altri.
  • Quali  commenti senti fare più frequentemente dalle tue lettrici? Che amano i  Malory. Anche io. 





Avete letto questo romanzo e volete lasciare un vostro  commento? Siete benvenute!



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