NON MI PIACI MA TI AMO di Cecile Bertod (Newton Compton) - Recensione

Autrice: Cecile Bertod
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Inghilterra
Pubblic. italiana: Newton Compton, coll. Anagramma, 26 febbraio 2015, pp.287, € 9,99
Livello di sensualità: Medio
Disponibile in E-Book: sì, € 4,99 

TRAMA: Thomas e Sandy: lui nobile e ricchissimo, lei di semplici origini irlandesi. È solo l’amicizia tra le loro famiglie a unirli. Capita così che ogni anno i due trascorrano le vacanze estive a Garden House, la favolosa residenza dei Clark. Sandy odia quei mesi, perché detesta Thomas, il suo stile di vita, i suoi amici. Crescendo, i due si perdono di vista finché... Alla morte del nonno, durante la lettura del testamento, Thomas si trova di fronte a un annuncio sconvolgente: potrà ereditare ogni bene solo a patto che metta la testa a posto e si sposi. E con chi? Proprio con quella Sandy Price che non vede da almeno cinque anni. Deciso ad aggirare la volontà del nonno, Thomas cerca di contattare la ragazza per convincerla a tirarsi indietro. Sandy, però, sta attraversando un momento complicato: è disoccupata ed è sul punto di perdere l’anticipo versato per acquistare un piccolo bistrot. E quando all’improvviso si presenta la possibilità di coprire ogni spesa, finisce per accettare la bizzarra proposta. Ma cosa ci si può aspettare da un fidanzamento, se lui e lei si odiano sin da piccoli? Nulla di buono, a meno che, tra una finzione e l’altra, non accada qualcosa di assolutamente imprevisto...



Romanzo pubblicato da Newton dopo essere stato auto pubblicato dall'autrice con il titolo Wife without benefit. La storia è gradevole e si legge bene, nonostante il racconto sia scritto in prima persona, cosa che non incontra molto il mio gusto, ma che non toglie niente alla qualità del libro. A raccontare è Sandy, confusionaria, piena di contraddizioni e spinta a comportarsi come una persona che agisce senza prima pensare alle conseguenze delle sue azioni. Confesso che ho fatto fatica ad appassionarmi ai protagonisti di questo romanzo. Tutto il racconto è ricco di frasi dette e non dette fra Thomas e Sandy, che di conseguenza sono insoddisfatti perchè non riescono a concludere un discorso, perchè litigano sempre, un continuo battibecco senza soluzione. Lei sembra proprio una 'codarda', come lui l'ha definita in uno dei vari alterchi. Effettivamente ho ricevuto tale impressione. Soffre anche, secondo me, di complesso di inferiorità, è ingenua e non sa destreggiarsi con persone che  ritiene più importanti di lei e perciò si ritira in buon ordine cercando di non farsi notare.
Lui è un bell'uomo, sicuro di sè, ma con Sandy è un po' bastardo, si diverte a farla arrabbiare mantenendo sempre il controllo delle sue azioni ed è ciò che manda fuori di testa la protagonista. Nonostante si innamorino dopo un breve periodo di convivenza forzata (forse è meglio dire si riinamorino, visto che Thomas e Sandy si conoscono dall'adolescenza ed è il periodo in cui scocca la prima scintilla), alla fine si separano sempre perchè non riescono a parlare, a spiegarsi, a finire un discorso importante. La storia finisce bene, ma non mi ha completamente soddisfatta. Avrei preferito che tra loro ci fossero spiegazioni serie, approfondite, un chiarimento a tutti i malintesi creati, non solo durante l'adolescenza, ma anche da adulti.
Quindi che dire? Il romanzo è scritto bene, è pieno di verve, è frizzante e veloce da leggere ma i protagonisti,  in special modo Sandy, mi hanno lasciata interdetta, non ho visto maturità, è come se alla storia mancasse un pezzo. Comunque, seguirò ancora questa autrice, sperando di trovare  protagonisti con caratteri diversi.






COME INIZIA IL ROMANZO...
Dal diario di Sandy Price
Dal diario di Sandy Price Canterbury, 22 Agosto 2002 Caro diario, ci siamo, oggi è l’ultimo giorno di vacanze. Avremmo dovuto trascorrere un’altra settimana a Garden House, ma papà è stato richiamato a Cork per problemi di lavoro e la mamma non se l’è sentita di lasciarlo da solo con la lavatrice. Tempo permettendo, partiremo domani in mattinata. L’idea di anticipare il mio ritorno in collegio avrebbe dovuto rattristarmi, ma credo di averla presa molto meglio di quanto tutti immaginassero. Poverini, non sapevano proprio come dirmelo. A cena balbettavano frasi sconnesse, cercando di attutire il colpo. Io, invece, scartavo ipotesi sperando che tutta quella strana agitazione non dipendesse dalla recente scoperta del reale contenuto del mio salvadanaio. Prova solo a immaginare la faccia dei miei quando, alla drammatica rivelazione, mi hanno visto tirare un sospiro di sollievo e fuggire in camera per preparare le valigie. Capisci? Io! Io che preparo le valigie. Io che, se potessi, trasporterei le mie cose arrotolate in sacchi di juta, per non buttare mezza giornata a pianificare la distribuzione degli slip nel trolley, sperando di evitare esplosioni improvvise. Lo so, non è stato affatto carino da parte mia accogliere con tanto entusiasmo la notizia, non davanti ai
nostri ospiti, ma mai come stavolta… È che proprio non vedo l’ora di andar via. Giuro, questa è l’ultima estate che permetto ai miei genitori di trascinarmi a Canterbury. Non che il posto sia sgradevole, tutt’altro.  Alla tenuta dei Clark non c’è modo di annoiarsi. Sir Roger possiede una magnifica scuderia; in più c’è una pisci- 6 na immensa accanto alla serra e neanche due giorni fa hanno inaugurato il nuovo campo da tennis. Un posto davvero fantastico dove trascorrere l’estate, se non fosse per la fastidiosa e assidua presenza del nipote del conte. Sempre lui, Thomas Clark. Il mio incubo personale. Anche quest’anno l’ha passato a tormentarmi. Lui e quel decerebrato del suo amico, “RobbyBotolo-Cooper”. Il peggio è che non riesco a evitarlo. Sono costretta a seguirlo ovunque vada, a meno che non preferisca sorbirmi l’irrinunciabile spettacolo Tu, figlia degenere! che va in onda sul canale Mamma Affranta ogni qualvolta decida di sfruttare il mio libero arbitrio. Io non so davvero come faccia a ingannare tutti. Se chiedi in giro, sapranno tessere solo infinite lodi di quella sottospecie ambulante di cetaceo. Lui è perfetto. Peggio: lui è perfetto e intoccabile. Gentile, affabile, bello, atletico, ricco, intelligente, studioso, appassionato di letteratura e, letizia di tutte le mamme del quartiere in cerca di genero, perfino impegnato nel volontariato. Fastidioso. Ecco cos’è: fastidioso. Perché lui fa tutto questo per sbatterti in faccia la sua superiorità. Non mi credi? Ok, faccio un esempio...
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L'AUTRICE

Cecile Bertod ha trent’anni, è una restauratrice archeologica e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato a scrivere con un fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli. 

VISITA IL SUO SITO:www.cecilebertod.it


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LA FIGLIA DEL MATEMATICO di Laura Kinsale (Mondadori) - Recensione


IN CONCOMITANZA CON L'USCITA NEI RM ORO DI QUESTO MESE DELLA FIGLIA DEL MATEMATICO (FLOWERS FROM THE STORM) DI LAURA KINSALE, UN ROMANCE STORICO DAVVERO UNICO NEL SUO GENERE, RIPUBBLICHIAMO LA RECENSIONE DEL ROMANZO, CON UN NUOVO COMMENTO  DI KEIKO, E COGLIAMO L'OCCASIONE PER FARLO ENTRARE NELLA NOSTRA HALL OF FAME DEI ROMANCE DA NON PERDERE!


Autrice: Laura Kinsale
Titolo originale: Flowers from the Storm
Traduttrici: Renata Curti, Valeria Cardano
Genere: Storico/ Regency
Ambientazione: Inghilterra
Pubblicazione: ed. Harper Collins, ottobre 1992, riedizione maggio 2003, pagg.471
Pubblicato in Italia: 1° ed.: con titolo Sull'Orlo dell'Abisso (1994) , Mondadori, collana I Romanzi Mondadori; 2° ed.: La Figlia del Matematico,Mondadori, Collana Oscar Bestsellers - Emozioni, 2007; 3° I Romanzi Oro Mondadori, marzo 2015, pp.402
Parte di una serie: No
Livello sensualità: MEDIO
Disponibile in ebook: sì, € 2,99


TRAMA: Archimedea Timms, detta Maddy, è una giovane riservata che dedica le sue giornate alle opere pie e ad aiutare il padre, insigne studioso di matematica. Christian Langland, duca di Jervaulx, è un dongiovanni e geniale scienziato amico del vecchio Timms. Potrà mai nascere l'amore tra due persone così diverse? Eppure, quando Maddy viene a sapere che Christian è morto in duello, viene colta da un dolore lancinante, inaspettato. Trasferitasi in campagna presso un cugino che dirige un manicomio, fra i ricoverati trova proprio Christian, fatto rinchiudere dalla famiglia. Ora tocca a Maddy, l'unica che sembra credere nella sua sanità, aiutarlo a dimostrare di non essere un pazzo. E scoprire con un brivido un modo nuovo, più pieno, di essere donna.


Questo famosissimo romanzo di Laura Kinsale, uscito per la prima volta nel 1992, è stato definito
"una delle storie d'amore più amate del secolo" e "probabilmente il miglior romanzo d'amore mai pubblicato", ma ci sono anche lettrici che l'hanno odiato di tutto cuore. Sono opposti stati d'animo che la dicono lunga su un libro che può piacere molto o per niente ma che non può in alcun caso lasciare indifferenti e questa è per me una delle sue principali qualità. 
Personalmente mi avvicino di più al secondo gruppo, visto che è uno dei rari romanzi di spessore che non sono riuscita a finire in prima istanza e che mi sono decisa a terminare solo recentemente perchè una mia amica aveva acquistato l'edizione italiana e voleva sapere la mia opinione a riguardo. La Kinsale, va detto, ha delle indubbie capacità narrative anche se a volte (almeno in inglese) la sua prosa è un po'troppo involuta.
Le premesse del romanzo sono affascinanti: due persone agli antipodi su tutto, ma veramente agli antipodi quanto possono esserlo un nobile libertino e una giovane quacchera abituata per i dettami della sua religione non curarsi delle differenze di classe, si incontrano e per un gioco del destino e finiscono per innamorarsi. Christian Langland, 'da normale' (cioè prima della malattia) probabilmente non avrebbe mai preso in considerazione l'eroina come oggetto delle sue attenzioni... anche perchè la timorata Maddy difficilmente l'avrebbe fatto avvicinare a più di un metro di distanza! Ma Christian si ammala e Maddy quando lo viene a sapere si sente in dovere, cristianamente, di aiutarlo, diventando la sua unica ancora di salvezza.
Cover edizione 2007
Il tema della malattia del protagonista (verosimilmente un ictus) è a mio parere una delle tematiche più interessanti e innovative di questo romanzo. In un'epoca in cui gli studi nel campo delle malattie celebrali erano praticamente inesistenti, la società trovava come unica soluzione quella di allontanare e rinchiudere le persone che ne venivano colpite (anche quelle altolocate) perchè del tutto impreparata a gestirle in modo diverso. Tutti i particolari dell'handicap di Christian e sul modo in cui Maddy riesce ad entrare in comunicazione con lui, salvandolo dal completo e drammatico oblio, e dalla pazzia vera, sono assolutamente affascinanti. 
Una buona parte della storia ruota attorno al caparbio lavoro di 'rieducazione' di Maddy, che, una volta resasi conto che Christian non è pazzo ma è semplicemente impossibilitato a comunicare con le normali modalità, non si darà per vinta fin quando non riuscirà a farlo tornare in parte alla vita e restituendogli la sua dignità di uomo che la società gli aveva tolto. Come può il protagonista davanti a tanta solerzia e nobiltà d'animo non innamorarsi di lei? Di lei che lo salva? Di lei che gli restituisce dignità e vita? Naturale conseguenza. E lei che si impegna anima e corpo per salvarlo? Alla fine che la carità cristiana si confonda con l'amore non è difficile da capire.
Cover 1^ ed.italiana 1994
Come romanzo in sè questo della Kinsale è notevole, ma come romance, come storia d'amore, non mi ha conquistata , perchè nonostante il soggetto da 'io ti salverò', non ho avvertito vere scintille fra i due protagonisti. Una storia lunga, spesso lenta e drammatica come questa , ha bisogno di essere infusa e sostenuta da una grande storia d'amore. Qui, invece, di vero amore o di vera passione c'è poco, a mio avviso.  Christian e Maddy sembrano stare insieme più per 'dipendenza reciproca' che per autentico trasporto e ognuno rimane sostanzialmente chiuso nel suo mondo. Lui, pur nella malattia, continua ad essere il nobile egocentrico ed egoista che è sempre stato e lei sembra legarsi a lui più per ragioni di etica religiosa che per amore. Maddy, inoltre, ha per quasi tutto il romanzo un atteggiamento da 'martire infilzata' che risulta francamente insopportabile e man mano che la narrazione evolve, il suo personaggio invece di evolvere con essa, diventando più maturo e consapevole, in qualche modo ha un'involuzione, diventando a tratti un po' insulso. Che la Kinsale lo abbia fatto di proposito per far apparire meglio Christian e farci 'scaldare' un po' di più nei confronti di un eroe che di qualità romantiche francamente ne ha pochine?
Tirando le somme: La figlia del matematico è un  romanzo di sostanza, ben costruito, con un grande lavoro di ricerca medica alle spalle, ma che dal punto di vista della storia d'amore non è riuscito a conquistarmi. Però la qualità di scrittura della Kinsale è indubbia e sono sicura che molte lettrici si appassioneranno a leggere questo libro che per la sua qualità ed originalità è entrato di diritto fra i 'classici' del genere.





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La figlia del matematico della Kinsale è uno di quei libri di cui chi è appassionato di romance ha sempre sentito parlare con connotazioni mitiche. Poi  leggendolo ho capito perchè. Questo libro è complesso, è un intreccio di romance, denuncia storica-sociale e narrativa. I due protagonisti il duca di Jervaulx e Archimedea Timms, detta Maddy, sono quanto più lontano ci possa essere dagli idealizzati  Personaggi improbabili, in cui nessuno potrebbe mai immedesimarsi o sognare di essere. La Kinsale ha creato da questi presupposti incredibili un romanzo originale ed indimenticabile.
personaggi di una storia d'amore. Lui libertino, geniale, scialacquatore rimane offeso da una malattia (un ictus ci pare di intuire) non diagnosticabile come tale in quei tempi e confusa per idiozia o pazzia. Lei, quacchera, dimessa, chiusa, rigida, per certi versi fuori dal mondo.
Non farò riferimento alla sinossi, ampiamente illustrata, vi parlerò  invece di emozioni. Questo romance proprio per le tematiche trattate, la malattia e le sue conseguenze (in un epoca in cui far rinchiudere in un istituto tutti coloro che potevano apparire fuori norma era la regola), i maltrattamenti, le privazioni,  ha suscitato in me  una miriade di sentimenti fortissimi. La Kinsale ci descrive, passo passo,  la discesa all'inferno del duca  dal passato glorioso fino ai più cupi abissi della disperazione, dove solo una donna minuta, ma testarda ed illuminata dalla “verità” saprà trovarlo, consolarlo ed aiutarlo a risalire faticosamente la china, sacrificando anche il suo culto religioso, il suo rigido codice di comportamento quacchero, quasi fino all'annullamento di ciò in cui ha sempre creduto.  
A ben vedere questo libro ha qualcosa delle atmosfere cupe della Bronte e del suo Jane Eyre , sofferenza individuale e crescita dell'amore sono strettamente collegateDue anime diversissime per retroterra, che solo il caso avrebbe mai potuto far incontrare, che si innamorano perdutamente, che si influenzano fino a cambiare e divenire ciò che potevano essere  in potenza ma che, senza i tragici  eventi, non sarebbero  mai sbocciate.
Prima cover del romanzo
La trama  è un'altalena di eventi che si susseguono vorticosi, non c'è di che annoiarsi, i colpi di scena  ci incalzano, ci fanno temere per la felicità dei nostri protagonisti dato che i nemici ordiscono di continuo le loro trame. É un romance che non ci fa mai sentire al sicuro, che minaccia costantemente quei pochi  fragili equilibri raggiunti.
Ho adorato e detestato ogni singolo minuto della lettura di questo libro, perchè ho incamerato  impotenza e rabbia quando venivo messa di fronte alla cattiveria umana verso i deboli, ho gioito per i progressi e le piccole vittorie che i nostri protagonisti ottenevano contro il destino avverso, ho sospirato e sognato nelle scene di loro due insieme, lievi e così evocative, provocanti anche per la  loro rarità ed originalità. Perchè questo è un romance duro e crudo ma anche sensuale, perchè due volontà forti e opposte cedono completamente al loro io erotico, qui tornano entrambi all'essenza, scevri dalla  corazza che mostrano al mondo. L'intreccio  è lungo e difficile , i protagonisti particolari, la storia a volte cupa, a volte commovente, gli altri personaggi assolutamente perfetti per il ruolo che ricoprono e per come sono delineati, ma se consiglio questo libro è perchè  quello che vi si respira  è amore, amore vero, quello  che cambia aiuta fortifica e sopratutto  perchè  la  Kinsale ha  dimostrato che il romance può essere  letteratura e diventare indimenticabile.





COSA DICE L'AUTRICE...

Laura Kinsale sul suo sito a proposito di questo romanzo ricorda:Cosa dire di Flowers From the Storm (La Figlia del Matematico)? A volte la musa colpisce nel segno. L'ispirazione originale per The Flowers, stranamente, mi venne da una mia prozia. Quando ero piccola , sui sette o otto anni, fu colpita da un ictus e perse la capacità di parola. Mia nonna, sua sorella, la portò a vivere a casa per i successivi dieci anni. Ricordo che veniva dietro a noi bambini, ci afferrava per i capelli o per le braccia e ci dava pizzicotti dolorosissimi urlando "No,no,no,no!". Io pensavo fosse matta. Perdonatemi, ero piccola ed avevo paura di lei. Mia nonna insisteva che lei riusciva a capire quello che le veniva detto e le stette vicino fino alla fine.
Molti anni più tardi, senza un vero motivo, mi venne in mente l'idea che che mia nonna
avesse ragione. Che la mia prozia fosse rimasta come intrappolata dietro ad un muro. Fu una considerazione che mi colpì molto.
Ho passato un periodo affascinante mentre facevo le mie ricerche sui danni celebrali per scrivere Flowers from the Storm. Sì, per quelle che se lo sono chiesto, Christian è stato colpito da un'emorragia celebrale. Una sanguinazione occasionale nel cervello causata da un vaso sangigno difettoso. Ma non ne ha mai più avuto un'altra, giuro. La scelta di renderlo mancino è stata voluta perchè i mancini hanno una disposizione atipica dei centri cerebrali della parola e spesso recuperano meglio dalle patologie afasiche. Ecco uno dei tanti fatti strani e fantastici di cui sono venuta per caso a conoscenza durante le mie ricerche sul cervello: lo sapevate che i marinai che passano lunghi periodi in mare, lontano dalle loro mogli, hanno una percentuale più alta del normale di figli mancini? Spiegatemi questo fatto.
DA LEGGERE IN ITALIANO DI LAURA KINSALE
THE HIDDEN HEART(1986) - Ed italiana: SOLO UNA PROMESSA, IRM, 2008

UNCERTAIN MAGIC (1987) -  Ed italiana: SARA' MAGIA, IRM Emozioni, 2010
MIDSUMMER MOON (1987)- Ed italiana: UN SOGNO CI SALVERA', IRM Classic, 2011
FLOWERS FROM THE STORM (1992)- Ed italiana: LA FIGLIA DEL MATEMATICO, IRM Emozioni, 2007 ; IRM Oro 2015


L'AUTRICE

Laura Kinsale ha iniziato a scrivere dopo aver lavorato sei anni come geologa, una carriera che prevedeva alzatacce nel cuore della notte, lunghe guide in solitaria attraverso il Texas fino ai pozzi di perforazione, indossare un casco di sicurezza e cercare di avere la meglio su un gruppo di maschi coperti di petrolio due volte la sua stazza. A un certo punto ne ha avuto abbastanza. Ha abbandonato tutto e ha scelto di sedersi su una sedia e guardare il vuoto per lunghi spazi di tempo nell'intento di immaginare "Cosa Succederà Dopo".  La Kinsale è oggi considerata una delle migliori scrittrici di romance, nota per la sua prosa elaborata e i personaggi tutt'altro che perfetti. Nel 2005 ha vinto con " Shadowheart" il Premio Rita come miglior romanzo storico dell'anno. Attualmente l'autrice divide il suo tempo con il marito  fra Santa Fe, New Mexico, e il Texas.

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TU MI CERCHERAI di Emma Chase (Newton Compton) - Recensione

Autrice: Emma Chase
Titolo originale: Tied
Traduttrice: F. Gavioli
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Usa
Pubblic. originale: Gallery Books, 2014
Pubblic. italiana: Newton Compton, ebook: 19 marzo 2015, pp.
Parte di una serie: 4° serie“Tangled” (5°se si considera  la novella "Dimmi di sì")
Livello sensualità: ALTA
Disponibile in ebook? Si,€ 4,99

TRAMA: Il giorno più atteso è alle porte: l’uomo che nessuno si aspettava si sarebbe mai legato per la vita, Drew Evans, miliardario scapolo impenitente, sta per sposare Kate. E, tenetevi forte, hanno deciso di celebrare i loro party di addio al celibato e al nubilato entrambi a Las Vegas. Perché quella faccia? Cosa dovrebbe succedere dopotutto che ancora non è accaduto? Che cosa potrebbe andare storto? Conoscendo i nostri due… quasi tutto! In vero stile Drew e Kate, i malintesi saranno gli ospiti d’onore ai loro festeggiamenti e ci sarà solo da vedere se riusciranno o meno ad arrivare tutti interi al giorno del fatidico sì… 
Raccontato dal punto di vista di Drew, come il capitolo iniziale della serie dal titolo Non cercarmi mai più (ma resta ancora un po’ con me), un altro episodio esilarante e bollente della serie erotico-romantica che ha fatto il giro del mondo!


Purtroppo anche la serie “Tangled” è arrivata al suo capitolo conclusivo, ma state tranquille perché la Chase non esclude che nel futuro la pazza comitiva, capeggiata dall’irriverente Drew Evans, possa
ritornare in tutto il suo folle splendore. Adesso però preparatevi mentalmente perché quello che vi aspetta è un tuffo nelle torbide acque dell’uomo più desiderato dalle donne, l’uomo dalla saggezza becera ma divertente che ha finalmente trovato la sua dolce metà!
Come certamente ricorderete, Drew e Kate sono diventati genitori di un adorabile bambino che sia a livello estetico che caratteriale è fin troppo simile al suo sexy papà. I neo genitori si preparano quindi al gran giorno delle nozze che verrà celebrato a Las Vegas, la città del peccato. La Chase però, è famosa per i suoi flashback che ci conducono a ritroso, facendoci scoprire come si è arrivati nel punto in cui la narrazione si è aperta. E allora ecco che veniamo a conoscenza di come sono stati i tempi post - parto di Kate, e come ha reagito la coppia all’inaspettata genitorialità. Vi garantisco che i momenti irriverenti non mancano, perché se c’è una cosa che l’autrice sa fare molto bene è narrare la quotidianità con un pizzico di comicità che molti definiscono demenziale ma che ha al suo interno qualcosa di paurosamente vero. Quando arriva un bambino la vita di coppia è destinata inevitabilmente a cambiare, ma Kate e Drew non ci mettono molto per ritrovare l’equilibro, perché affrontano tutto con grande maturità, infatti tutti i personaggi si sono evoluti imparando dagli errori passati. Determinante è soprattutto l’intelligenza e la sensibilità dell’ex scapolo d’oro, che mette da parte il suo lavoro per concedere alla sua futura moglie gli spazi di cui ha bisogno per essere davvero appagata. Anche in questo quarto episodio non mancano le scene d’amore piuttosto spinte, tutte all’insegna della simpatia e della classica voce fuori campo che ci spiega nel dettaglio sensazioni e bisogni primari
Quanto mi è mancato il punto di vista di Drew! perchè, diciamoci la verità, la visione maschile ha sempre quel qualcosa in più, e a questo proposito l’autrice si è davvero superata delineando alla perfezione turbe maschili, piccole e grandi ossessioni e soprattutto mettendo a nudo il cuore innamorato di un maschio alfa scapestrato. Mi ha fatto piacere ritrovare la piccola e pazza combriccola formata in primis da Matthew e Dee, quest’ultima si è rivelata ancora una volta uno spasso e il suo odio malcelato verso il futuro marito della sua migliore amica è stato spesso occasione di gran risate da parte mia. Ciliegina sulla torta (nuziale in questo caso), un lungo epilogo che chiude con maestria questa storia che in Italia, come all’estero, ha avuto un successo strepitoso, segno forse che i lettori, o più probabilmente le lettrici, stanno cominciando ad apprezzare la briosità nei romance. Perché una risata, a volte, è l’unica cura di bellezza di cui il cuore ha bisogno per sentirsi più bello e sano. 
Per non farvi rimpiangere l’autrice, la favolosa Newton Compton fra pochi mesi porterà in Italia una nuova serie della Chase, trattasi di un legal drama dalle tinte assai piccanti. Stay tuned.








LEGGI L'ESTRATTO...
Sapevate che il pianto di un neonato è di venti decibel più alto del fischio di un treno?
Non vi sto prendendo per il culo. Controllate, se non mi credete.
Al terzo giorno, ero sicuro che James avesse qualcosa che non andava. Forse dei disturbi gastrointestinali. O era allergico alla carta da parati.
Oppure magari non gli piacevamo e basta.
Qualunque fosse il motivo, non era felice.
Ed era impaziente di farcelo sapere. Di  mattina. Di pomeriggio. E – il suo momento
preferito – di notte.
Di quando in quando, per prenderci in giro, ci confondeva addormentandosi per un po’.
Ma quando era sveglio… strillava, eccome! E non sto parlando di teneri piagnucolii con il labbro tremolante. No, accidenti. Sto parlando di un bambino che urla come un ossesso, a pieni polmoni, dimenando braccia e gambe.
Sindrome da scuotimento del neonato? Ora la capisco perfettamente.
Non che volessimo prendere provvedimenti drastici… Ma se devo dirvi la verità, non è stato divertente.
Mia madre veniva spesso e all’inizio questo mi sollevava. Pensavo che, visto che c’era già passata due volte, avrebbe saputo come mettere tutto a posto. Le mamme sanno sempre come migliorare le cose.
Solo che… non ci era riuscita.Si limitava a sorridere in quel modo calmo, esasperante, mentre si faceva rimbalzare il piccolo sulla spalla. Poi ci diceva che era normale. Che tutti i bambini piangono. Che io e Kate dovevamo solo trovare il nostro modo di gestire la situazione.
Prima di allora, non avevo mai provato l’impulso di strangolare mia madre.
Non mi ero mai immedesimato in psicopatici come i fratelli Menendez o Jim gordon. Ma in quei giorni bui, in cui il sonno – e i pompini – erano solo un ricordo lontano, mi dispiace dire che il matricidio mi
sembrava un’idea incredibilmente allettante. Perché ero sicuro che mia madre conoscesse tutti i segreti per rendere felice un bambino, che avesse le chiavi del Regno a portata di mano ma per qualche malvagia,
perfida ragione, non avesse intenzione di passarcele. E la carenza di sonno può farvi
impazzire. Anche le idee più assurde cominciano improvvisamente ad apparire delle valide opzioni.
Una volta, erano circa le quattro del mattino, e io…Be’, in realtà sarebbe meglio se ve lo
facessi direttamente vedere, avreste un’idea più precisa. Sì, sarà un flashback dentro al flashback, ma siete in gamba, ve la caverete. Parlerò lentamente, non si sa mai: James, cinque giorni di vita:
«Uee, uee, uee, uee».
Ci metto un po’ ad aprire gli occhi e a rendermi conto del significato dei numeri sulla sveglia, e Kate si è già tirata su, pronta ad alzarsi e a prendere quella palla di rabbia in fasce dalla culla accanto al letto.
Quattro del mattino. In silenzio, mi lamento perché non è passata neanche un’ora da quando si è
addormentato. Malgrado il mio primo istinto sia di chiudere gli occhi e lasciare che se ne occupi Kate, la parte di me che vuole dare una mano quando è possibile – perché non voglio che lei impazzisca – respinge la parte egoista.
«Uee, uee».
«Ci penso io, Kate». Sposto le coperte e mi infilo un paio di pantaloni. «Torna a dormire». Sto quasi sperando che lei mi dica di no… Ma non lo fa. Ricade sul cuscino.
Sollevo James dalla culla e me lo appoggio contro il petto nudo. Strofina le guance contro la mia pelle prima di scoppiare in un pianto disperato. Lo porto fuori dalla stanza e vado verso la cucina. Prendo dal frigo un biberon di latte materno che Kate ha riempito il pomeriggio con quella strana
pompetta da mucche che le ha dato Delores alla festa per l’arrivo del bambino. Tenendo James con una mano, passo il biberon sotto l’acqua calda come ci hanno insegnato in ospedale.
Dopo averlo scaldato, mi dirigo verso il soggiorno, con gli occhi stanchi e annebbiati, le gambe tremolanti. Mi siedo sul divano, stringendo dolcemente James tra le braccia, e gli passo la tettarella sulle labbra. Mi rendo conto che non è una buona idea dargli da mangiare ogni volta che si sveglia.
So tutto sull’importanza dell’orario delle poppate, dei ruttini e del lasciare che lui si calmi da solo. Capisco che non dovrebbe essere affamato, visto che ha mangiato solo Un’ora fa, ma c’è un motivo se la privazione del sonno è un metodo di tortura. Quindi me ne frego di tutte quelle cavolate, nella
speranza di rimettere lui – e anche me – a letto il più presto possibile.
Dà due succhiate al biberon e poi lo rifiuta, voltandosi per strillare: «Ueeeee».
Alzo gli occhi verso il soffitto e maledico il cielo.
«Che cosa vuoi, James?». Nella mia voce c’è una punta di frustrazione.
«Sei asciutto, ti sto tenendo in braccio, sto cercando di darti da mangiare – cosa diavolo vuoi?».
Torno in cucina e prendo il libretto degli assegni dal ripiano.
«I soldi ti renderebbero felice?».
È ridicolo, sì, lo so. Non mi giudicate.
«Ti do diecimila dollari per quattro ore di sonno. Ti stacco subito un assegno».
Sventolo il libretto davanti alla sua faccia, sperando di distrarlo.
Non fa che innervosirlo ancora di più.  ....

DA LEGGERE NELLA STESSA SERIE TANGLED
1.Tangled ( agosto 2013) - ed . italiana : NON CERCARMI MAI PIU' , Newton Compton, 21 novembre 2013 - Drew Evans e Katherine Brooks -LEGGI QUI la ns recensione
1.5 Holy Frigging Matrimony ( dicembre 2013) - novella -ed . italiana : DIMMI DI SI , Newton Compton, 4 marzo 2014 -
2.Twisted ( marzo 2014) - ed . italiana : CERCAMI ANCORA , Newton Compton, 5 giugno 2014  -due anni dopo eventi  Tangled...dal punto di vista di Kathrine! - LEGGI QUI la ns recensione.
3. Tamed (2014) - ed . italiana : IO TI CERCHERO' , Newton Compton, 25 settembre 2014 -Matthew e Dee Dee - LEGGI QUI la ns recensione
4. Tied (2014) - ed . italiana : TU MI CERCHERAI , Newton Compton, 19 marzo 2015 -Drew and Kate 

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L'AUTRICE
Nonostante sia l’autrice di Non cercarmi mai più, Emma Chase è una moglie fedele e una madre premurosa. Passa le notti in compagnia dei suoi personaggi, e ha una relazione di amore-odio con la caffeina. È un’avida lettrice e prima del suo debutto letterario divorava un libro al giorno.


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FORSE UN GIORNO di Colleen Hoover (Leggereditore) - Recensione

Autrice:  Colleen Hoover
Titolo originale: Maybe Someday
Genere:  New Adult
Ambientazione:  USA
Editore:  Leggereditore , 19 febbraio 2015 in ebook
Livello sensualità:  BASSO
Parte di una serie: No
Disponibile ebook? Sì, 4.99 euro
  
TRAMA:  Sydney Blake, un’aspirante musicista di vent’anni, ha una vita invidiabile: frequenta il college, ha un buon lavoro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo Hunter e convive con la sua migliore amica Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori. Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita. È attratta da Ridge Lawson, il suo misterioso vicino. Non può staccargli gli occhi di dosso e non può fare a meno di starsene ad ascoltarlo mentre suona la chitarra sul balcone della sua stanza. La sua musica le dà armonia e vibrazioni. E anche Ridge non può far finta di ignorare che c’è qualcosa in Sydney: a quanto pare, ha trovato la sua musa. Quando, finalmente, si incontrano, scoprono di avere bisogno l’uno dell’altra...


Conoscendo l’autrice mi aspettavo un capolavoro, ma questo libro va perfino al di là. Non ci sono dubbi, i libri della Hoover ti rimangono dentro, mentre leggi senti fin nelle ossa ogni singola emozione che i personaggi provano.
Sydney e Ridge non hanno idea di quanto la loro vita stia per essere sconvolta. Entrambi con la loro quotidianità che apprezzano (ma forse non fino in fondo) non cambierebbero nulla della propria vita. La loro vita va bene, è sicura, tranquilla, quello che pensano di aver sempre voluto.
Sydney vive con la sua migliore amica e sta con un ragazzo da due anni, lo ama, quello che non immagina però è che la sua coinquilina se la faccia con il suo ragazzo non appena lei si gira.
Ridge vive nell’appartamento di fronte, suona la chitarra in balcone e sa che al di là della strada una ragazza, tutte le sere, lo ascolta suonare seduta in terrazza. Sa anche che il fidanzato della ragazza che lo ascolta ne bacia un’altra fuori casa e quando la musica li metterà in contatto non potrà far altro che dirle la verità.
Sydney si ritrova così la sera del suo compleanno a piangere in giardino con il cuore a pezzi, tutto il suo futuro distrutto, i suoi legami solidi a pezzi, senza lavoro e nel cuore la disperazione di dover dare ragione ai genitori che non volevano che lei studiasse musica.
Ridge ha bisogno di Sydney, ha il blocco dello scrittore e non riesce più a scrivere i testi delle sue canzoni ecco perché le propone di andare a vivere nel suo appartamento, dove vi sono anche il suo migliore amico e una stronza colossale con in realtà un cuore tenero, finché non potrà permettersi altro.
Legati dalla musica i due si avvicineranno fino a toccare le corde della propria anima e imparare a suonarle e fonderle insieme, ma Ridge non è un ragazzo come tutti gli altri e soprattutto nella sua vita c’è una donna che non è disposto a lasciare andare per nulla al mondo.
Entrambi combattono contro la reciproca attrazione ma quando si scrivono non possono fare a meno di essere sinceri l’uno con l’altra e una sera faranno un passo di troppo e tornare indietro sarà impossibile.
Una storia in punta di piedi, su come la vita ci metta davanti scelte difficile quando meno ce lo aspettiamo. Su quanto sia facile far crollare tutto quello che ci circonda. Su come sia impossibile resistere all’amore. E su alcune diversità e difetti che rendono le persone migliori e che mai precludono la strada per realizzare un sogno. Perché se vuoi qualcosa devi solo andare a prenderla.
Ridge e Sydney vi catapulteranno nel loro mondo fatto di musica e piccoli gesti, di amore e sogni.







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DA LEGGERE DI COLLEEN HOOVER
SERIE Slammed

1. Slammed (2012) - ed. italiana: TUTTO CIO' CHE SAPPIAMO DELL'AMORE, Rizzoli, giugno 2013 - LEGGI QUI la ns. recensione
2. Point of Retreat (2012)
3. This Girl (2013)
SERIE Hopeless
1. Hopeless (2012) - ed. italiana: LE COINCIDENZE DELL'AMORE, Leggereditore, ottobre 2013- LEGGI QUI la ns. recensione
2. Losing Hope (2013)- ed. italiana: LE SINTONIE DELL'AMORE, Leggereditore, luglio 2014
Altri Romanzi
Maybe Someday (2014)- ed. italiana: FORSE UN GIORNO, Leggereditore, febbraio 2015
Ugly Love (2014)
Confess (2015)
November Nine (2015)
L'AUTRICE
Colleen Hoover è arrivata alla ribalta editoriale da poco ed è già un successo. Il suo libro di esordio, TUTTO CIO' CHE SAPPIAMO DELL'AMORE (Slammed) è stato pubbblicato nel gennaio 2012. Il romanzo successivo, Point of Retreat è uscito nel febbraio 2012 e da allora non si è più fermata.La Hoover, che è oggi una delle autrici di New Adult romance più amate, abita in Texas con il marito e i tre figli.

VISITA IL SUO BLOG:
 www.colleenhoover.com


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HALL OF FAME: "UNA NOTTE NELL'EDEN" di Candice Proctor (Mondadori) - Recensione


UNA NOTTE NELL'EDEN DI CANDICE PROCTOR ENTRA DI DIRITTO NELLA NOSTRA HALL OF FAME DEI ROMANCE PIU' BELLI DI SEMPRE. CHI AMA LO STORICO, NON PUO' NON LEGGERE QUESTA BELLISSIMA STORIA, CON DUE PROTAGONISTI INDIMENTICABILI E UN'AMBIENTAZIONE DIVERSA DAL SOLITO. IN ITALIANO E' USCITO NEL 2007 NEI PRIMI ROMANZI PASSIONE DELLA MONDADORI. SPERIAMO DI POTERLO VEDERE RIPUBBLICATO E DISPONIBILE IN EBOOK.

Autrice: Candice Proctor
Titolo originale: Night in Eden
Genere: Storico 
Ambientazione: Nuovo Galles del Sud, Australia 1808 
Pubblicazione originale:  Ivy books , 1997, pp.
Pubblicazione: Romanzi Mondadori,collana Passione , novembre 2007
Livello sensualità: MEDIO/ALTO
Disponibile in ebook: no 
*NOTA: questo libro è attualmente fuori commercio e trovabile solo nei negozi seconda mano o su ebay e similari.

TRAMA: Bryony Wentworth, accusata della morte del marito, è condannata alla deportazione, nell’ultimo luogo della Terra, l’aspra e selvaggia Australia.Lo strano dovere che le viene imposto è occuparsi di un bambino, il figlioletto dell’affascinante capitano Hayden St. John.Fin dal primo sguardo, l’attrazione tra loro è incandescente.Ma sarà solo nella purezza dell’amore che potranno dimenticare il passato e vivere appieno la passione che li unisce...


           “Poteva sopravvivere. Iniziava a capire che la gente può sopravvivere a molte cose.
            Non perché fosse coraggiosa o forte, ma perché non c'era altra scelta.”

Ci sono di solito due tipi di Romance ambientati nel XIX secolo: i regency e i vittoriani, più  raramente ho letto qualche libro ambientato negli Stati Uniti, ma fino a oggi mai uno che parlasse dei primi insediamenti in Australia.
Questo libro mi era stato raccomandato più volte da molte amiche, ma vuoi per l'orribile copertina
italiana (quasi a livelli pornografici), vuoi per la difficoltà di reperimento, non avevo ancora avuto modo di leggerlo. Finito da poche ore, mi sono detta: devo recensirlo! Devo raccontare a tutte quale meraviglia sia questa storia, quante emozioni abbia risvegliato in me.
In questo libro Candice Proctor ci offre una storia sensuale di due persone ferite dalla vita, unite dalla morte e dalla perdita dei propri cari, che a dispetto di una società matrigna e crudele cercano di ricostruirsi un'esistenza insieme, in un nuovo continente selvaggio e ostile.
Condannata per omicidio colposo per aver causato la morte del marito, precipitato da una scogliera della nativa Cornovaglia, Bryony viene deportata in Australia, ottenendo salva la vita solo perchè incinta. Sette anni da trascorrere lontano da sua figlia Madeline, sette anni da prigioniera, da serva, proprietà nel bene e nel male del Capitano Hayden St. John,  vedovo e proprietario terrriero che la vuole come balia per il figlio neonato. L'uomo possiede una tenuta e anche alcune navi mercantili; è un colono decisamente benestante. Arrivato nel Nuovo Galles del Sud dall'India con la moglie Laura che però non si era mai adattata all’ambiente, Hayden si porta dentro un grosso senso di colpa per aver costretto la donna, figlia di un visconte,  ad accettare le sue scelte e il suo desiderio di costruirsi una nuova esistenza in una terra selvaggia. Bryony dovrà allattare, accudire e crescere il figlio di una donna che è spirata nel darlo alla luce.  Con la morte nel cuore, dopo aver seppellito il figlio appena nato, lascia la prigione di Paramatta a Botany Bay per trasferirsi nella tenuta del suo nuovo padrone.
Hayden è un uomo dominante, un alpha con una forte personalità, desidera la protagonista sin dai primi giorni, ma anche se la legge della colonia lo assolverebbe, vuole che sia la donna a desiderarlo e a sceglierlo come amante. L'attrazione sessuale tra i due protagonisti è immediata e subito palpabile, ma certamente non si amano. Bryony è spaventata dal potere che quest'uomo ha sulla sua vita, non può e non vuole cedere all'istinto di abbandonarsi alla passione, per lei significherebbe essere la sua prostituta, nonostante sia deportata e prigioniera e il destino le abbia rubato tutto, vuole conservare il suo onore e la sua dignità.
C'è molta tensione fra i due, e un sacco di approcci e tentativi di seduzione dell'uomo, finiscono in maniera brusca per un semplice “no” della ragazza, ma la cosa importante è che Hayden rispetta le scelte di Bryony, non la biasima, non si arrabbia per i suoi rifiuti pur essendo il suo padrone.
“Lo voleva. Il suo desiderio imperioso la faceva soffrire e tremare. Ma sentì la sua mano sulla coscia che stringeva in pugno la gonna, sollevandola; e stranamente, nella morsa di quel turbine inebriante di stimoli sensuali, trovò la forza di opporsi a lui e chiudere la mano sopra la sua, fermandolo.    Staccò le labbra dalle sue. — No. Oh, Dio. Per favore, no.    Lo sentì tremare, sentì le sue dita affondare, crudelmente, nella carne della coscia. E pensò: "Non si fermerà. Dio, non si fermerà".    Invece si bloccò. Emise il fiato con un suono aspro e spezzato, e chinò la testa fino a posare la fronte sulla sua. Non diminuì la presa sulla sua gamba, anzi, la rese più forte, ma lei strinse i denti contro il dolore perché sapeva che non era tanto a lei che si aggrappava, quanto al suo autocontrollo.    Bryony rimase immobile sotto di lui, tesa e spaventata, mentre il selvaggio istinto maschile di Hayden combatteva contro il suo codice di gentiluomo. Sentì la tensione dentro di lui diminuire gradualmente. Hayden sollevò il capo e la guardò.    Era il momento che aveva temuto. Si aspettava che fosse furioso, che riversasse su lei la rabbia e la frustrazione per averlo prima incoraggiato e poi respinto. Invece le sfiorò le labbra con le sue, una volta sola, con un bacio breve e delicato.    — Ascoltami — le disse con una voce gentile quanto il bacio. — Non devi temermi. Ho detto che non farò nulla che tu non voglia, e parlavo seriamente. Ma questo non cambia quello che voglio io. Io voglio te, Bryony. E so che tu mi vuoi.”
Attraverso le esperienze di Bryony e delle altre donne della storia, conosciamo l'orribile condizione che le deportate, condannate per reati vari  che potevano spaziare dai piccoli furti all'omicidio nell'Inghilterra dell'epoca, erano costrette a sopportare. Frustate, stupri erano all'ordine del giorno, soprusi di ogni genere ampiamente supportati dalla legge. 
Candice Proctor ha fatto un lavoro stupefacente nel mediare tra la storia d'amore di Bryony e Hayden, la tragedia sotterranea delle donne prigioniere e la descrizione della vita di questi coloni nell'outback australiano, dove i deboli soccombevano alla natura ostile e sconosciuta così diversa dalla quieta campagna inglese.
Il libro è pieno di grandi personaggi secondari, tra cui Gideon, un giovane irlandese che risparmia denaro per riuscire a portare la moglie e i figli a vivere in questo nuovo mondo ricco di opportunità. Quincy, il ragazzino troppo saggio per la sua età, ribelle e coraggioso. Infine Louisa la moglie anch'essa deportata, del sovraintendente di Hayden che ha già sepolto quattro dei suoi cinque figli.
I nostri due protagonisti sono due sopravvissuti, scoraggiati dalla vita, ma non sconfitti, orgogliosi e testardi, imparano a guardarsi con occhi diversi a costruirsi un futuroinsieme in questa terrra inospitale e selvaggia. Un libro che vi farà piangere e sorridere, una storia che vi toccherà l'anima, che non potrà lasciarvi indifferenti. L'autrice ha intrecciato storia e romanzo con uno stile impeccabile e diretto. Vorrei sottolineare,inoltre, la bravura della Proctor nel descrivere la natura australiana aliena per noi europei, la sua capacità di farci vivere le emozioni e le difficoltà di questi pionieri che per primi colonizzarono un nuovo e misterioso continente. Se ne avete la possibilità, trovate e leggete questo libro. Se l'avete conservato nella vostra biblioteca, ecco una buona occasione per rileggerlo. Soprattutto, speriamo che la Mondadori lo ripubblichi presto e lo renda disponibile in ebook fra i suoi INDIMENTICABILI. Per noi certamente lo è.








LIBRI DI CANDICE PROCTOR PUBBLICATI IN ITALIANO

Night in Eden (1997)- Ed.Italiana: UNA NOTTE NELL'EDEN, I Romanzi Mondadori Passione, 2007
The Bequest (1998)- Ed.Italiana: UN'EREDITA' PECCAMINOSA,  I Romanzi Mondadori, 2007
September Moon (1999)Ed.Italiana: LUNA DI SETTEMBRE, I Romanzi Mondadori Passione, 2013
Midnight Confessions (2002) - Ed.Italiana: CONFESSIONI DI MEZZANOTTE, I Romanzi Mondadori Passione, 2010

*****
UNA FINESTRA SULLA STORIA

Questo romanzo è ambientato nel Nuovo Galles del Sud, cioè in Australia meridionale, che all'inizio dell'800o era una colonia penale.

Botany Bay, dove la protagonista del romanzo arriva all'inizio della storia, è una baia di Sydney. Nel 1770
Arrivo delle navi britanniche a Botany Bay
vi attraccò per la prima volta James Cook giunto con la HM Bark Endeavour nella sua famosa prima spedizione nel Pacifico che segnò l'inizio dell'interesse britannico verso l'Australia e della sua colonizzazione. L'Australia rivestiva per la Gran Bretagna un interesse di tipo strategico e, dopo la perdita delle colonie americane (1783), anche socioeconomico; il controllo del continente, infatti, avrebbe garantito una base per i crescenti commerci con il Pacifico e l'Asia orientale oltre a una soluzione al sovraffollamento delle carceri nazionali, essendo ormai precluso alla Gran Bretagna l'invio di detenuti in terra americana. Nel 1786 il governo inglese annunciò la sua intenzione di istituire una colonia penale a Botany Bay, sulla costa sudorientale del Nuovo Galles del Sud, che sarebbe diventata una colonia economicamente indipendente grazie ai lavori forzati

dei detenuti. Il capitano della marina inglese Arthur Phillip fu incaricato di prendere possesso dell'intera Australia, comprese la Tasmania e le isole a est del 135° meridiano, e gli fu conferito un potere assoluto in qualità di governatore del territorio. Il 26 gennaio 1788 undici vascelli con a bordo 1030 persone, comandati dal comandante Arthur Phillip arrivano a Botany Bay e poi si spostarono Port Jackson, la baia di Sydney. La prima flotta trasportava 1500 persone, la metà delle quali erano galeotti. Degli ospiti delle navi, 736 erano deportati; tra questi, 548 erano prigionieri maschi e 188 prigioniere femmine. Il viaggiò durò 252 giorni, morirono 48 persone. Il comandante Arthur Phillip divenne il primo governatore del New South Wales, la prima colonia, e subito chiamò quel luogo Sydney Cove in omaggio a Lord Sydney, ministro degli interni. Nei successivi 80 anni furono inviati nel continente australiano 160 000 detenuti. (*fonte:Focus Australia)

                                              *****
L'AUTRICE
Nativa del Sud Dakota, Candice Proctor a causa del lavoro del padre, militare dell'aereonautica, ha vissuto fin da piccola in posti diversi e in continenti diversi, dall' America all' Australia, dal Medio Oriente all' Europa. L'amore per il viaggio non l'ha abbandonata nemmeno con la maggiore età, visto che dopo la laurea con lode in archeologia e una seguente laurea con specializzazione in storia europea, Candice ha viaggiato il mondo in lungo e in largo per il suo lavoro di archeologa. Lavoro a cui ha poi affiancato, dopo il matrimonio e la nascita delle sue due figlie, quello di scrittrice . Fattasi conoscere al pubblico delle lettrici romance nel 1997 con un romanzo di genere storico, Night in Eden, ambientato nell'Australia di primo Ottocento, Candice ha continuato negli anni successivi con lo stesso genere ma ambientato in periodi storici differenti, aumentando costantemente il numero dei lettori e dei suoi estimatori. Dopo sette romanzi rosa , nel 2003 l'autrice ha scelto di dare una svolta alla sua carriera letteraria, dedicandosi a una nuova serie di romanzi di genere giallo, sempre d'ambientazione storica, scritti con lo pseudonimo di C.S. Harris. L'autrice vive attualmente con il secondo marito e le due figlie a New Orleans.

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